Assegno postale postdatato e altre questioni

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Se il signor x emette un assegno postdatato nei confronti del signor y e al momento dell’incasso non risultano soldi sul conto corrente del signor x, l’assegno torna indietro e verrà applicata su quell’assegno l’art 2 386/1990 della costituzione.

Qualora l’assegno venga pagato entro e non oltre i 60 giorni con il pagamento tardivo il sign x può ritenersi esente da qualsiasi registrazione di cattivo pagatore o di proteste varie valida sia per il sistema cai che per il sistema cisc. Qualora venga segnalato nel sistema cerved che fa parte del sistema cisc con il seguente motivo “difetto di provvista art 2 386/90 mancanza totale o parziale di fondi nel momento in cui viene presentato per il pagamento, ma egli abbia con se ricevuta di pagamento più tutte le spese varie di commissione, di penale, e di protesto, il signor x può far valere i propri diritti e su chi? Sia sul signor y che pur ricevendo l’intero importo facciale più le varie spese legali e di protesto non dichiara con una liberatoria di aver ricevuto i soldi del sign x, e sul sistema cerved che segnala il protesto dell’assegno in atto pur avendo da parte dei due enti (posta e banca) negoziato l’assegno che ad essi ed al sistema CAI non risultano segnalati e quindi rendono libero il sign x di continuare ad emettere assegni e a gestire il proprio conto corrente?

Quando lei sarà così gentile da astenersi, nella premessa, dall’enunciare tutta una serie di asserzioni sulle quali, non essendo d’accordo, saremmo costretti a scrivere pagine per contestarle, limitandosi a chiarire il contesto fattuale e a porre semplicemente la domanda, forse, le risponderemo. Grazie.

17 Dicembre 2018 · Simone di Saintjust

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