Arretrati della pensione di reversibilità liquidati a favore di mia madre ma non accreditati perché nel frattempo deceduta – Che fine faranno?

Nel novembre 2015 muore mio padre: il 13 dicembre 2016 ci viene accettata la domanda di reversibilità che spettava a mia madre, così ci arriva una lettera da parte dell’INPS in cui si comunica la liquidazione della reversibilità e di tutti gli arretrati per un importo pari a 7500.

Sfortunatamente l’8 gennaio 2017 muore anche mia madre, così l’INPS non eroga più gli arretrati.

Questi arretrati spettavano a mia madre e la comunicazione di liquidazione è arrivata il 13 dicembre 2016 quando mia madre era ancora viva. Come mai l’INPS non ha più erogato gli arretrati? Come posso fare per recuperarli?

Molto probabilmente, una volta acquisita la notizia del decesso dell’avente diritto alla somma liquidata come arretrati della pensione di reversibilità, e non avendo ancora bonificato l’importo, l’INPS non sapeva più dove e a chi accreditare quanto dovuto (il conto corrente all’epoca segnalato avrebbe potuto anche essere stato chiuso dagli eredi).

Per recuperare i soldi, gli eredi legittimi della defunta devono recarsi alla sede INPS territorialmente competente e chiedere la distribuzione dei 7.500 euro secondo le quote definite nella pratica di successione (da allegare insieme allo stato di famiglia di sua madre al decesso e storico), fornendo le informazioni necessarie, come, ad esempio, l’IBAN dei conti correnti di ciascun erede.

Da tener presente che il diritto alla restituzione, agli aventi diritto, degli arretrati della pensione di reversibilità (spettante a sua madre defunta) se non reclamato entro cinque anni dalla liquidazione, ovvero entro il 13 dicembre 2021 (l’anno prossimo), cadrà in prescrizione.

7 Maggio 2020 · Stefano Iambrenghi

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