Affitto di un negozio in comproprietà fra tre fratelli – Se due comproprietari acconsentono a ridurre il canone di affitto al conduttore, possono imporre la loro decisione al terzo comproprietario dissenziente?


Se due comproprietari acconsentono a ridurre il canone al conduttore, possono imporre la loro decisione al terzo comproprietario dissenziente?

Tre fratelli sono comproprietari di un negozio affittato ad un conduttore che ha richiesto la riduzione del canone di affitto, tuttavia uno dei comproprietari non è d’accordo: i due fratelli consenzienti possono decidere di abbassare l’affitto nonostante il parere contrario dell’altro fratello?

La cosa si può impostare così: ammesso che il conduttore abbia chiesto la riduzione del canone di affitto pari a rid%, ciascuno dei due comproprietari che acconsentono si fa carico di una quota del canone pari al 33,3% – 1/2 rid%, il terzo che non è d’accordo continuerà a beccarsi il 33,3% dell’importo del canone, il conduttore pagherà il canone di affitto ridotto del rid% e tutti vissero felici e contenti.

Ad esempio: il conduttore paga un affitto di 30 mila euro l’anno e vorrebbe scendere a 20 mila l’anno. I due fratelli comproprietari che vogliono accordare lo sconto, si accontenteranno di ricavare ciascuno 5 mila euro/anno dall’affitto, mentre il fratello comproprietario non disposto a concedere lo sconto continuerà a percepire i suoi 10 mila euro/anno.

Quello che non si può fare è che i due comproprietari consenzienti decidano a maggioranza, imponendo la riduzione della quota di canone di affitto al terzo comproprietario dissenziente.

Oppure, possiamo ricorrere alla giurisprudenza della Corte di Cassazione (sentenza 19929/2008) secondo la quale nelle vicende del rapporto di locazione, l’eventuale pluralità di locatori integra una parte unica, al cui interno i diversi interessi vengono regolati secondo i criteri che presiedono alla disciplina della comunione; sugli immobili oggetto di comunione concorrono, quindi, in difetto di prova contraria, pari poteri gestori da parte di tutti i comproprietari in virtù della presunzione che ognuno di essi operi con il consenso degli altri o quanto meno della maggioranza dei partecipanti alla comunione. Ne consegue che il singolo condomino può stipulare il contratto di locazione avente ad oggetto l’immobile in comunione e che ciascun condomino è legittimato ad agire per il rilascio del detto immobile, trattandosi di atto di ordinaria amministrazione per il quale deve presumersi sussistente il consenso già indicato, senza che sia necessaria la partecipazione degli altri e, quindi, l’integrazione del contraddittorio.

1 Ottobre 2021 · Michelozzo Marra

Altri post che potrebbero soddisfare le esigenze informative di chi è giunto fin qui

Altre sezioni che trattano argomenti simili: 


Se il post è stato interessante, condividilo con i tuoi account Facebook e Twitter

condividi su FB     condividi su Twitter

Questo post totalizza 154 voti - Il tuo giudizio è importante: puoi manifestare la tua valutazione per i contenuti del post, aggiungendo o sottraendo il tuo voto

 Aggiungi un voto al post se ti è sembrato utile  Sottrai  un voto al post se il post ti è sembrato inuutile

Seguici su Facebook

seguici accedendo alla pagina Facebook di indebitati.it

Seguici iscrivendoti alla newsletter

iscriviti alla newsletter del sito indebitati.it

Fai in modo che lo staff possa continuare ad offrire consulenze gratuite. Dona!



Cosa stai leggendo - Consulenza gratuita

Stai leggendo Forum – Tutela del consumatore e risarcimento danni a persone e cose » Affitto di un negozio in comproprietà fra tre fratelli – Se due comproprietari acconsentono a ridurre il canone di affitto al conduttore, possono imporre la loro decisione al terzo comproprietario dissenziente?. Richiedi una consulenza gratuita sugli argomenti trattati nel topic seguendo le istruzioni riportate qui.

.