Acquisto prodotto difettoso? – Dal 1 Gennaio 2022 nessun termine per la denuncia


Ho acquistato un elettrodomestico che si è rivelato difettoso dopo qualche mese: purtroppo mi hanno detto che dopo due mesi non è più possibile appellarsi al malfunzionamento per difetti di fabbrica.

E’ vero?

Il termine per denunciare che un prodotto è difettoso non esiste più per gli acquisti effettuati a partire dal 1° gennaio 2022: in passato, il Codice del Consumo prevedeva che l’acquirente avesse l’onere di denunciare le difformità (il difetto del bene) entro due mesi dalla data in cui ha scoperto il difetto di conformità (e non dalla data dello scontrino) per denunciarlo al venditore.

Attualmente questa norma è stata aggiornata e non è più previsto un termine entro il quale il consumatore deve denunciare la difformità del bene.

Attenzione quindi che il venditore non faccia riferimento a questo termine chiedendovi di dimostrare di aver inoltrato un reclamo scritto.

Nessun valore ha per il consumatore neppure il termine di 8 giorni di cui all’art. 1495 del codice civile che non valgono per il consumatore (dal 2002).

L’unico termine che vincola attualmente il consumatore è la durata della garanzia che si estende per due anni dalla consegna: in caso di difetto di conformità, avete diritto alla riparazione o alla sostituzione.

La scelta è del consumatore, salvo che il rimedio richiesto sia impossibile o eccessivamente oneroso per il venditore rispetto all’altra soluzione (non potete prendere la sostituzione dell’auto solo perché è rotto lo specchietto retrovisore, in tal caso dovete accettare la riparazione).

Il bene può ovviamente essere stato usato nel frattempo (altrimenti come potete accorgervi che il telefonino è difettoso?) e la confezione buttata.

La pretesa di alcune catene di sostituire il bene solo a chi presenta l’imballaggio originale integro è contraria alla legge.

Se la riparazione e sostituzione sono impossibili (ad esempio perché la taglia giusta non c’è più, oppure il modello di telefonino è finito) o eccessivamente onerose (la riparazione è tecnicamente possibile ma troppo costosa), non sono fatte entro un congruo termine dalla richiesta, oppure la sostituzione o la riparazione precedentemente effettuata ha arrecato notevoli inconvenienti al consumatore (cellulare rimasto per troppo tempo nel centro riparazione), allora potete chiedere, come seconda possibilità, una riduzione del prezzo o la risoluzione del contratto, ossia la restituzione dei soldi, sempre a vostra scelta.

2 Marzo 2022 · Giovanni Napoletano



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