Accettazione surrogata dell’eredità da parte del creditore a fronte della rinuncia del debitore – Come il creditore può costringere il proprio debitore ad accettare o rinunciare all’eredità a cui è chiamato

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Ho contratto dei debiti con dei privati e da poco è venuta a mancare mia madre che ha lasciato l’appartamento di famiglia a me e i mie fratelli,
se rinunciassi all’eredità il creditore potrebbe impugnare tale rinuncia, se accettassi l’eredità sarei aggredibile direttamente.

Sono dunque rimasto inerte dopo aver fatto la sola dichiarazione di successione all’Agenzia delle Entrate nei termini e per non incorrere in sanzioni.

Potrebbe il mio creditore accettare l’eredità in mia vece, ai sensi dell’art. 2900 del codice civile ,in quanto i presupposti per la surroga previsti dal codice civile sono l’inerzia del debitore nell’esercitare diritti di natura patrimoniale (come accettare l’eredità?).

Il creditore potrebbe chiedere al giudice di fissare un termine entro il quale il chiamato all’eredità, che non ha espresso accettazione o rinuncia, sia costretto, per legge, a sciogliere la riserva.

Infatti, l’articolo 481 del codice civile consente a chiunque vi abbia interesse di chiedere che l’autorità giudiziaria fissi un termine entro il quale il chiamato dichiari se accetta o rinunzia all’eredità: trascorso questo termine senza che abbia fatto la dichiarazione, il chiamato perde il diritto di accettare.

Questo è il rimedio a disposizione del creditore quando il debitore resta inerte. A questo punto il creditore può invocare l’articolo 2900 del codice civile in base al quale egli può esercitare i diritti e le azioni che spettano verso i terzi al proprio debitore e che questi trascura di esercitare.

3 Gennaio 2020 · Giorgio Martini

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