Lavoratore assegnato a mansioni inferiori rispetto a quelle poi riconosciute in sede giudiziale - Il datore di lavoro è tenuto al pagamento anche della quota di adeguamento contributivo a carico del dipendente

Il datore di lavoro è responsabile del pagamento dei contributi anche per la parte a carico del lavoratore; qualunque patto in contrario è nullo. Il contributo a carico del lavoratore è trattenuto dal datore di lavoro sulla retribuzione corrisposta al lavoratore stesso alla scadenza del periodo di paga a cui il contributo si riferisce.

Il datore di lavoro che non provvede al pagamento dei contributi entro il termine stabilito o vi provvede in misura inferiore al dovuto, è tenuto al pagamento dei contributi o delle parti di contributo non versate tanto per la quota a proprio carico quanto per quella a carico dei lavoratori.

Il principio appena enunciato vale anche se il lavoratore è stato assegnato a mansioni inferiori rispetto a quelle poi riconosciute in sede giudiziale, con conseguente condanna al pagamento delle differenze retributive (e, quindi, contributive): il datore di lavoro resta obbligato in via esclusiva per l'adempimento, con esclusione del diritto di rivalsa nei confronti del lavoratore per la quota a carico di quest’ultimo.

Si tratta dei contenuti giuridici che emergono dalla lettura della sentenza della Corte di cassazione 22379/15.

20 novembre 2015 · Giorgio Martini

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Stai leggendo Lavoratore assegnato a mansioni inferiori rispetto a quelle poi riconosciute in sede giudiziale - Il datore di lavoro è tenuto al pagamento anche della quota di adeguamento contributivo a carico del dipendente Autore Giorgio Martini Articolo pubblicato il giorno 20 novembre 2015 Ultima modifica effettuata il giorno 4 agosto 2017 Classificato nella categoria sentenze e ordinanze della Corte di cassazione in tema di fisco tributi e contributi Inserito nella sezione lavoro, pensioni, famiglia separazione e divorzio, Isee del sito la comunità dei debitori e dei consumatori italiani.

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