Cid » Secondo la Cassazione la dichiarazione resa non vale come prova

Sinistro stradale – La dichiarazione resa nel Cid non vale come prova » Sentenza Cassazione

La dichiarazione resa nel Cid non vale come prova neppure nei confronti del confitente. Infatti, se non è sottoscritto dalla compagnia assicuratrice non ha valore legale e va considerata la conclusione del Ctu.

Lo ha stabilito la Corte di Cassazione la quale, con la sentenza 17571/13, ha sancito che: La dichiarazione confessoria, contenuta nel modulo di constatazione amichevole del sinistro, resa dal responsabile del danno proprietario del veicolo assicurato e litisconsorte necessario, non ha valore di piena prova nemmeno nei confronti del solo confitente, ma deve essere liberamente apprezzata dal giudice, dovendo trovare applicazione la norma di cui all’articolo 2733, terzo comma, Cc, secondo la quale, in caso di litisconsorzio necessario, la confessione resa da alcuni soltanto dei litisconsorti è, per l’appunto, liberamente apprezzata dal giudice. Il modulo Cid non ha valore di prova legale nei confronti dell’assicurazione se non sottoscritto da quest’ultima e il giudice deve basarsi sull’analisi della Ctu se ben motivata e priva di vizi logici o giuridici.

A parere dei Supremi Giudici, pertanto, la dichiarazione confessoria del Cid resa dal responsabile del danno, proprietario del veicolo assicurato e litisconsorte necessario, non ha valore di piena prova nemmeno nei suoi confronti, ma deve essere liberamente apprezzata dal giudice.

Sinistro stradale – La dichiarazione resa nel Cid non vale come prova » Il fatto

L’auto del ricorrente era stata urtata dal furgone nello spigolo posteriore sinistro su una strada bagnata e a seguito dell’urto era sbandata andando a sbattere contro un muretto.

Il Giudice di Pace, interpretando il modello di Cid, e ritenendo che la compagnia assicuratrice non aveva dato una prova rigorosa di quanto affermato in detto modello, ha liquidato soltanto il danno riconducibile al primo urto.

Per la Corte territoriale il modello Cid, non essendo sottoscritto dalla compagnia, non ha alcun valore nei suoi confronti e recepisce acriticamente le conclusioni del Ctu.

Al riguardo, la terza sezione civile dopo aver affermato che il modulo Cid non ha valore di prova legale nei confronti dell’assicurazione in quanto non sottoscritto da quest’ultima e che la Ctu esperita in primo grado è ben motivata e priva di vizi logici o giuridici, ha escluso che il sinistro si sia verificato con le modalità esposte nel suddetto modulo, rilevando che in alcun modo il furgone può avere urtato e sospinto contro un ostacolo fisso la vettura.

1 Agosto 2013 · Gennaro Andele

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Stai leggendo Cid » Secondo la Cassazione la dichiarazione resa non vale come prova Autore Gennaro Andele Articolo pubblicato il giorno 1 Agosto 2013 Ultima modifica effettuata il giorno 18 Maggio 2017 Classificato nella categoria sentenze e ordinanze della Corte di cassazione in tema di tutela dei consumatori Inserito nella sezione tutela consumatori

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