Frodi online » Postepay e la procedura di chargeback

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Frodi online » transazioni mai richieste su estratto conto postepay

Sempre più spesso capita di trovare sul proprio estratto conto della Postepay transazioni (ad esempio una ricarica) online mai richieste né effettuate. Dopo le varie segnalazioni alla polizia postale, il rimborso comunque non avviene. Cosa fare? Scopriamo la procedura di chargeback.

Come abbiamo accennato, la prima cosa da fare in caso di frodi su postepay è una denuncia contro ignoti presso la stazione dei Carabinieri più vicina o ancora meglio, alla polizia postale.

Solo allora, si potrà attivare la procedura detta di chargeback, affinché venga stornata la transazione già avvenuta, ma non autorizzata, come previsto dal circuito interbancario.

Ma che cos'è, in parole povere, questo chargeback?

Frodi online » Il chargeback

Chargeback è il termine tecnico usato dai circuiti internazionali di carte di pagamento che indica una modalità attraverso cui vengono gestiti i movimenti soggetti a contestazioni da parte dei titolari di carte di credito.

Un chargeback ad esempio si verifica quando il titolare chiede alla società emittente della carta di credito il rimborso di una transazione già avvenuta.

I motivi più frequenti per i quali viene contestata una transazione sono:

  • Transazione non riconosciuta : è la situazione più comune, il titolare non riconosce uno o più movimenti elencati nell’estratto conto (transazioni fraudolente o errori tecnici)
  • Il titolare non riceve la merce acquistata
  • Il titolare riceve merce non conforme alla descrizione, difettosa etc.

Affinché la procedura di chargeback prenda il via, il titolare della carta deve inviare all'emittente via raccomandata, entro 60 giorni dalla data di emissione dell'estratto conto una contestazione scritta e firmata, allegando copia dell'estratto conto contestato e copia fronte-retro della carta di credito.

Se si è certi che si tratta di una frode, come già detto, bisogna allegare anche una denuncia contro ignoti effettuata presso le Autorità competenti.

La procedura tecnica di chargeback interessa esclusivamente due parti: l’issuer (banca emittente) e l’acquirer (banca dell'esercente).

Vediamo come si svolge la procedura di chargeback

L’emittente, dopo avere esaminato la contestazione, può decidere di:

  1. rimborsare direttamente il titolare senza iniziare la procedura di chargeback. (Questo accade generalmente quando l’importo della transazione è troppo basso rispetto al costo della procedura);
  2. contattare l’acquirer e iniziare la procedura tecnica di chargeback;
  3. negare la richiesta di rimborso.

Se l’issuer decide di iniziare un chargeback, questo viene trasmesso elettronicamente all'acquirer che esamina la richiesta e chiede all'esercente di fornire la documentazione relativa alle transazioni incriminate.

Chargeback e opzioni disponibili per l’issuer

A questo punto l'issuer può decidere alternativamente di:

  1. accettare la richiesta e addebitare l’importo sul conto del merchant;
  2. reintrodurre la procedura di chargeback, fornendo la documentazione atta a giustificare il motivo per cui non può procedere al rimborso.

Il 50% di tutte le richieste di chargeback interessano transazioni via internet.

In caso di transazioni fraudolente, laddove venga esclusa qualsiasi responsabilità da parte del titolare nell’uso della carta, gli importi relativi vengono in genere riaccreditati dalla società emittente.

I tempi per un rimborso variano in genere dai tre ai sei mesi circa.

A volte può capitare che la società ritenga il titolare responsabile dell'uso fraudolento della carta e decida di negare lo storno.

17 Settembre 2013 · Giovanni Napoletano