Famiglia separazione e divorzio - assegnazione casa e assegno di mantenimento coniuge separato o divorziato

Opponibilità al terzo del provvedimento di assegnazione della casa familiare in seguito a separazione personale o divorzio

Marzia Ciunfrini - 14 aprile 2019

Come è noto, il provvedimento giudiziale di assegnazione della casa familiare (in quanto avente per definizione data certa) è opponibile al terzo acquirente in data successiva anche se non trascritto, per nove anni decorrenti dalla data dell'assegnazione, ovvero anche dopo i nove anni ove il titolo sia stato in precedenza trascritto. Quindi, la disciplina della opponibilità dell'assegnazione nei confronti del terzo proprietario dell'immobile riguarda le sole ipotesi in cui detta titolarità sia stata acquisita successivamente alla vicenda attributiva dell'alloggio al coniuge separato o divorziato, e non quelle in cui l'acquisto della proprietà o di altro diritto reale sia anteriore, non [ ... leggi tutto » ]

Divisione della casa in comproprietà fra coniugi poi separati o divorziati - il diritto di abitazione assegnato al coniuge affidatario dei figli minori non deve influire nella determinazione del conguaglio dovuto all'altro coniuge

Lilla De Angelis - 30 dicembre 2018

L'assegnazione del godimento della casa familiare, in forza della legge sul divorzio, non può essere considerata in occasione della divisione dell'immobile in comproprietà tra i coniugi al fine di determinare il valore di mercato del bene qualora l'immobile venga attribuito al coniuge titolare del diritto al godimento stesso, atteso che tale diritto è attribuito nell'esclusivo interesse dei figli e non del coniuge affidatario e che, diversamente, si realizzerebbe un indebito arricchimento a suo favore, potendo egli, dopo la divisione, alienare il bene a terzi senza alcun vincolo e per il prezzo integrale. Nello stimare i beni per la formazione delle [ ... leggi tutto » ]

L'obbligato che non corrisponde l'assegno dovuto ai figli e al coniuge separato o divorziato commette un reato indipendentemente dal fatto che, per effetto dell'omissione, ai beneficiari non vengono comunque a mancare i mezzi di sussistenza

Marzia Ciunfrini - 6 aprile 2018

Come sappiamo, l'articolo 570 del codice penale prevede che chiunque, abbandonando il domicilio domestico, o comunque serbando una condotta contraria all'ordine o alla morale delle famiglie, si sottrae agli obblighi di assistenza inerenti alla responsabilità genitoriale o alla qualità di coniuge, è punito con la reclusione fino a un anno o con la multa da centotre euro a milletrentadue euro. Il delitto è punibile a querela della persona offesa tranne quando il reato è commesso nei confronti dei minori (nel qual caso si procede con una denuncia): com'è noto la querela è la dichiarazione con la quale la persona che [ ... leggi tutto » ]

Anche la moglie separata con addebito per colpa, che non percepisce l'assegno di mantenimento, ha diritto alla pensione di reversibilità

Marzia Ciunfrini - 11 febbraio 2018

Non è giustificabile il diniego da parte dell'INPS, al coniuge cui fosse stata addebitata la separazione per colpa, di una tutela che assicuri la continuità dei mezzi di sostentamento che il defunto coniuge sarebbe stato tenuto a fornirgli. Peraltro, la legge 903/1965, che disciplina la concessione della pensione di reversibilità, non richiede (a differenza che per i figli di età superiore ai diciotto anni, per i genitori superstiti e per i fratelli e sorelle del defunto), quale requisito per ottenere la pensione di reversibilità, la vivenza a carico al momento del decesso del coniuge e lo stato di bisogno, ma [ ... leggi tutto » ]

Separazione e divorzio » se il coniuge obbligato muore e la casa passa di proprietà, si estingue il diritto di abitazione derivante del provvedimento giudiziale di assegnazione della casa coniugale?

Marzia Ciunfrini - 17 gennaio 2018

L'assegnazione della casa coniugale, intervenuta con il provvedimento giudiziale di separazione o divorzio, e di cui il coniuge obbligato è proprietario, comproprietario, anche in comunione con altri è, secondo le norme vigenti, espressamente condizionata soltanto all'interesse dei figli. La Corte di cassazione, già con la sentenza 23591/2010, ha infatti ribadito che la scelta cui il giudice è chiamato non può prescindere dall'affidamento dei figli minori o dalla convivenza con i figli maggiorenni non ancora autosufficienti che funge da presupposto inderogabile dell'assegnazione. L'assegnazione della casa familiare è, in definitiva uno strumento di protezione della prole e non può conseguire altre e [ ... leggi tutto » ]



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