Tutela debitore - difesa dalle scorrettezze

Recupero crediti - l'antitrust sanziona ancora la prassi di notificare decreti ingiuntivi ed atti di citazione in giudizio presso un foro diverso da quello del debitore consumatore

Giovanni Napoletano - 1 giugno 2016

Sanzioni per complessivi tre milioni e 310 mila euro sono state irrogate dall'Antitrust a tre compagnie assicurative. A giudizio dell'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM o Antitrust), le società hanno messo in atto pratiche commerciali scorrette, in quanto aggressive, per recuperare i propri crediti. La pratica commerciale oggetto di valutazione da parte dell'Antitrust nelle decisioni 10222, 10223 e 10273, è rappresentata dall'inoltro ai debitori, da parte di alcune società, di atti di citazione in giudizio, finalizzati al recupero di crediti, senza il rispetto del foro territoriale competente, quello di residenza del consumatore. Le condotte si sono manifestate attraverso [ ... leggi tutto » ]

Privacy e dignità del debitore - il vademecum per pretenderne il rispetto

Giovanni Napoletano - 13 maggio 2016

Ogni attività di recupero crediti deve avvenire nel rispetto della dignità personale del debitore, evitando comportamenti che ne possano ledere la riservatezza a causa di un momento di difficoltà economica o di una dimenticanza. Gli accertamenti dell'Autorità per la protezione dei dati personali (di seguito Autorità) hanno messo in luce l'esistenza di prassi in alcuni casi decisamente invasive come visite a domicilio o sul posto di lavoro; reiterate sollecitazioni al telefono fisso o sul cellulare; telefonate preregistrate; invio di posta con l'indicazione all'esterno della scritta "recupero crediti" o "preavviso esecuzione notifica", fino all'affissione di avvisi di mora sulla porta di [ ... leggi tutto » ]

Recupero crediti e violenza al debitore - differenza fra esercizio arbitrario delle proprie ragioni ed estorsione

Patrizio Oliva - 13 aprile 2016

I reati di esercizio arbitrario delle proprie ragioni e di estorsione si distinguono in relazione all'elemento psicologico: nel primo, l'agente persegue il conseguimento di un profitto nella convinzione ragionevole, anche se infondata, di esercitare un suo diritto, ovvero di soddisfare personalmente una pretesa che potrebbe formare oggetto di azione giudiziaria. Nell'estorsione, invece, l'agente persegue il conseguimento di un profitto, pur nella consapevolezza di non averne diritto. Tuttavia, l'elevata intensità o gravità della violenza o della minaccia non può, di per sè, legittimare la qualificazione del fatto come estorsione, dal momento che il legislatore prevede che pure l'esercizio arbitrario delle proprie [ ... leggi tutto » ]

Citazione del debitore presso una sede giudiziale incompetente - società di recupero crediti sanzionata dall'antitrust

Giovanni Napoletano - 30 ottobre 2015

E' considerata aggressiva una pratica commerciale che, nella fattispecie concreta, tenuto conto di tutte le caratteristiche e circostanze del caso, mediante molestie, coercizione, compreso il ricorso alla forza fisica o indebito condizionamento, limita o è idonea a limitare considerevolmente la libertà di scelta o di comportamento del consumatore medio in relazione al prodotto e, pertanto, lo induce o è idonea ad indurlo ad assumere una decisione di natura commerciale che non avrebbe altrimenti preso. Nel determinare se una pratica commerciale comporta molestie, coercizione, compreso il ricorso alla forza fisica, o indebito condizionamento, sono presi in considerazione i seguenti elementi: i [ ... leggi tutto » ]

Mora del debitore, mora del creditore, estinzione del debito e liberazione coattiva del debitore

Marzia Ciunfrini - 2 maggio 2015

Quando il debitore presenta al creditore un'offerta di pagamento del debito ed il creditore la rifiuta senza un motivo legittimo, si ha l'esclusione della mora del debitore (mora debendi o mora solvendi): il debitore, cioè, non è più tenuto a corrispondere al creditore gli interessi di mora. Quando il creditore rifiuta il pagamento offertogli senza motivo legittimo, si ha la costituzione in mora del creditore (mora credendi o mora accipiendi). L'impossibilità della prestazione sopravvenuta per causa non imputabile al debitore ha un'ulteriore conseguenza: oltre a non essere più dovuti gli interessi di mora il creditore è pure tenuto a risarcire [ ... leggi tutto » ]

condividi su FB condividi su G+ condividi su Twitter iscriviti alla newsletter del blog iscriviti al feed RSS degli articoli del blog forum

Altre info

staff e collaboratori
privacy e cookie
note legali
contatti


Cerca