Avvisi scorretti dei recuperatori domiciliari

Sovente, non riuscendo a contattare direttamente i debitori perchè assenti durante una visita domiciliare, gli agenti di recupero lasciano degli avvisi nella cassetta delle lettere o sotto la porta del debitore.

La deontologia vorrebbe che questi avvisi fossero chiusi, magari in una busta o con l’utilizzo di una spillatrice, in maniera che non siano intelleggibili da estranei, ed indirizzati al debitore. Inoltre il contenuto del messaggio dovrebbe rispettare quanto disposto dal Garante per la Privacy in tema di recupero crediti.

Ecco di seguito, invece, un esempio di avviso scorretto:

In questo caso, oltre ad essere l’avviso aperto e leggibile da chiunque, il recuperatore minaccia azioni sproporzionate, e di competenza esclusiva del creditore mandatario.

Siffatta condotta, oltre a costituire una violazione del dettato del Garante per la Privacy, potrebbe andare ad integrare gli estremi per il reato di estorsione.

Il debitore che dovesse ricevere un avviso simile non dovrebbe gettarlo, ma anzi conservarlo gelosamente, stante la possibilità di eventuali azioni nei confronti del recuperatore.

1 Settembre 2013 · Simone di Saintjust



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