Indice del post assegno non pagato - come limitare il danno

Affinchè, in caso di mancato pagamento, il titolare dell'assegno (beneficiario o portatore) possa esperire nei confronti dei giranti qualsiasi azione esecutiva prevista dalla legge che sia finalizzata a rivendicare direttamente l'importo dell'assegno, [ ... leggi tutto » ]

Ma, cosa significa presentare un assegno  in tempo utile o nei termini? L'assegno deve essere presentato al pagamento subito dopo l'emissione, entro precisi termini  fissati dall'articolo 32 del  regio decreto 21 dicembre 1933, numero 1736 (da qui in avanti, "legge assegni"): otto giorni se è pagabile nello stesso Comune in cui è stato emesso; quindici giorni se è pagabile in un Comune diverso all'interno del territorio italiano; trenta giorni se è pagabile nei territori comunque soggetti alla sovranità italiana compresi nel bacino del Mediterraneo; sessanta giorni se è pagabile negli altri territori soggetti alla sovranità italiana. L'assegno bancario emesso [ ... leggi tutto » ]

Per quanto riguarda gli assegni bancari e postali, diciamo subito che il portatore non può agire nei confronti del trattario (rispettivamente banca e poste) perché questi non assume alcuna obbligazione cambiaria. Nel caso dell'assegno, cioè, non abbiamo obbligati diretti, poiché la banca o la posta che rifiuta il pagamento non può essere considerata obbligato cambiario. Mancando, quindi, un trattario vero e proprio rimangono solo gli obbligati di regresso, il traente e i giranti. L’obbligo per il trattario (banca o poste) deriva soltanto da un rapporto contrattuale, pertanto tale obbligo sussiste soltanto se il correntista bancario o postale ha fondi [ ... leggi tutto » ]

L’azione di regresso  contro i giranti e gli altri obbligati può essere esercitata solo se sono verificate le condizioni di cui all'articolo 45 della legge assegni. L'assegno deve essere presentato in tempo utile e il rifiuto del pagamento sia constatato: con atto autentico (protesto) oppure: con dichiarazione del trattario scritta sull'assegno bancario con l'indicazione del luogo e del giorno della presentazione (solo quando sull'assegno è apposta la clausola "senza spese e senza protesto", ndr) oppure: con dichiarazione di una stanza di compensazione datata e attestante che l'assegno bancario le è stato trasmesso in tempo utile e non è stato [ ... leggi tutto » ]

L’articolo 45  della legge assegni  consente al portatore di un assegno bancario, presentato in tempo utile e non pagato, di esercitare il regresso contro i giranti e gli altri eventuali obbligati anche laddove il rifiuto del pagamento sia constatato “con dichiarazione di una stanza di compensazione datata e attestante che l'assegno bancario le è stato trasmesso in tempo utile e non è stato pagato”. La dichiarazione in parola, equivalente ai fini del regresso al protesto (appunto indicata anche come "constatazione equivalente") è resa dai Capi delle Stanze di compensazione in qualità di pubblici ufficiali. La legge 12 febbraio 1955, [ ... leggi tutto » ]

Anche la dichiarazione del trattario scritta sull'assegno bancario (con indicazione del luogo e del giorno della presentazione) sul mancato pagamento dell'assegno, presentato in tempo utile, può consentire al beneficiario l'esercizio [ ... leggi tutto » ]

Abbiamo altresì capito, dalla lettura degli articoli della legge assegni, che il traente, il girante o l'avallante possono, apponendo e firmando le clausole "senza spese" o "senza protesto"  o simili, dispensare il portatore dall'obbligo di protesto (punto 1 articolo 45 della legge assegni)  o da quelli previsti ai punti 2 e 3 dell'articolo 45 della legge assegni,  per esercitare il regresso. Se la clausola è apposta dal traente i suoi effetti ricadono su tutti i firmatari, mentre se è apposta da un girante o da un avallante, i suoi effetti ricadono solo su questi soggetti. Questa clausola non dispensa il [ ... leggi tutto » ]

Articolo 46 - Il protesto o la constatazione equivalente deve farsi prima che sia spirato il termine di presentazione. Se la presentazione è fatta l'ultimo giorno del termine, il protesto o la constatazione equivalente può farsi il primo giorno feriale successivo. Orbene può capitare che l'assegno sia presentato nei termini (ad esempio l'ultimo giorno utile, prima della chiusura)  e che nel successivo giorno feriale non si faccia in tempo ad elevare protesto (oppure la constatazione equivalente della stanza di compensazione). In questo caso, il protesto dell'assegno non può più elevarsi ma  la clausola senza spese e senza protesto, apposta [ ... leggi tutto » ]

Occorre far riferimento all'articolo 59 della legge assegni. Articolo 59 - Qualora il portatore abbia perduto l'azione cambiaria contro tutti gli obbligati e non abbia contro i medesimi azione causale, può agire contro il traente che non abbia fatto provvista o si sia comunque arricchito ingiustamente a suo danno. Eguale azione può esercitarsi nelle condizioni suddette anche contro i giranti. Nonché all'articolo 45, punto 3, penultimo comma della medesima legge: Il portatore mantiene i suoi diritti contro il traente, sebbene l'assegno bancario non sia stato presentato tempestivamente o non sia stato fatto il protesto o la constatazione equivalente. Se, [ ... leggi tutto » ]

Possiamo allora concludere che, in caso di mancato pagamento,  l'assegno può essere utilizzato come  "titolo esecutivo"  e, quindi, il beneficiario può notificare il precetto: al traente, sempre. Anche quando siano scaduti i termini di presentazione e pertanto non sia possibile ottenere il protesto dell'assegno né tantomento la dichiarazione del trattario o di una stanza di compensazione della Banca d'Italia circa il rifiuto di pagamento;  ai giranti ed agli eventuali avallanti solo quando l'assegno sia stato protestato  (punto 1 articolo 45 della legge assegni) o quando il rifiuto del pagamento sia stato constatato dal trattario o da una stanza di compensazione della Banca d'Italia [ ... leggi tutto » ]

Il portatore perde qualsiasi possibilità di esperire azione di regresso  quando l'assegno è presentato fuori termine. Gli resta praticamente un assegno firmato dal traente dove però non rilevabile alcuna documentazione ufficiale che attesti che  l'assegno è stato presentato nei termini e le motivazioni  per le quali non si è proceduto al pagamento, non potendo egli richiedere nè il protesto (punto 1 articolo 45 legge assegni),  né la constatazione equivalente al protesto ad opera della stanza di compensazione della Banca d'Italia  (punto 3 articolo 45 legge assegni),  né la dichiarazione del trattario  (punto 2 articolo 45 della legge assegni). Quando il [ ... leggi tutto » ]

Analogamente, il portatore potrà solo espletare azione causale o di arricchimento quando, pur avendo presentato l'assegno nei termini l'azione di regresso risulta prescritta. Il che accade decorsi sei mesi dalla data dell'ultimo giorno utile presentazione dell'assegno. Infatti, il regresso del portatore contro i giranti, il traente e gli altri obbligati si prescrive in sei mesi dallo spirare del termine di presentazione. Le azioni di regresso tra i diversi obbligati al pagamento dell'assegno bancario gli uni contro gli altri si prescrivono in sei mesi a decorrere dal giorno in cui l’obbligato ha pagato l'assegno bancario o dal giorno in cui [ ... leggi tutto » ]

Per soggetto protestato laddove si indichi correntista, deve intendersi il titolare del conto corrente (nome cognome o ragione sociale) e di tutti i titolari nel caso di conto cointestato con firme congiunte. Per gli assegni emessi per rappresentanza (società, cooperative, associazioni) il soggetto protestato è: - il correntista in caso di rappresentanza espressa; - il rappresentante in caso di rappresentanza non espressa. Il firmatario che ha sottoscritto per traenza l'assegno bancario da protestare, se diverso dal correntista e dal rappresentante [ ... leggi tutto » ]

(codice 10) - Assegno emesso dal correntista in data posteriore a quella in cui ha effetto la comunicazione di recesso - inviata dalla banca - dalla convenzione d'assegno o dall'intero conto corrente (ex "conto estinto"), secondo le modalità di comunicazione e i termini di preavviso previsti nel contratto (La data di ricezione deve essere desunta dall'avviso di ricevimento della lettera raccomandata). Il soggetto protestato è il correntista. (codice 11) - Assegno emesso dal correntista in data posteriore a quella in cui ha effetto la comunicazione di recesso - inviata dal correntista - dalla convenzione d'assegno o dall'intero conto corrente, [ ... leggi tutto » ]

(codice 20) - Mancanza totale o parziale di fondi nel momento in cui il titolo viene presentato per il pagamento. Il soggetto protestato è il correntista. (codice 21) - Assegno, dotato di copertura, emesso da un correntista che ha impartito alla banca l’ordine di non pagare prima della scadenza del termine di presentazione (Articolo 35 legge assegni) (ex “assegno revocato”). Il soggetto protestato è il correntista. (codice 22) - Assegno emesso su fondi indisponibili al momento della presentazione (pignoramento, provvedimento [ ... leggi tutto » ]

Tali causali rilevano solo ai fini del protesto e sono da utilizzare solo qualora non ricorrano le fattispecie di cui agli articoli 1 e 2 della legge 386/90, per le quali sono previste le causali aventi codice iniziante con 1 e con 2; esse non rilevano, pertanto, ai fini della revoca di sistema e non sono utilizzabili per l’informativa ai Prefetti di cui all'articolo 8-bis della legge numero 386/90. (codice 30) - Assegno recante importo contraffatto. Il protestato è il correntista. (codice 31) - Assegno, denunciato smarrito o rubato, recante l’importo contraffatto. Il protestato è il correntista. (codice 32) [ ... leggi tutto » ]

La CAI (Centrale Allarme Interbancaria) si configura come servizio finalizzato al perseguimento del corretto funzionamento del sistema dei pagamenti, rappresentando lo strumento informativo necessario per dare attuazione al nuovo sistema sanzionatorio degli assegni bancari e postali. Nel suo nucleo centrale l’archivio in discorso consente, infatti, di rendere efficace ed operativa la sanzione della revoca di sistema realizzando una pubblicità costitutiva, necessaria per impedire a chi abbia emesso assegni senza autorizzazione o senza provvista di emettere assegni per un periodo di sei mesi dalla data di iscrizione nel medesimo archivio. A differenza di quanto previsto per il bollettino informatico dei protesti, l’iscrizione dei dati nominativi nella [ ... leggi tutto » ]

Sussiste dunque un’evidente asimmetria tra gli assegni non pagati censiti nel bollettino dei protesti tenuto dalle Camere di commercio (Registro Informatico dei Protesti o RIP) e quelli segnalati alla Centrale d’Allarme Interbancaria (CAI). Pertanto, è ben possibile che in relazione al medesimo titolo non pagato il soggetto non risulti iscritto in entrambi gli archivi, ma in uno solo di essi. Ciò può accadere, per esempio, quando il titolo sia stato protestato per mancanza di provvista ma successivamente pagato nel “termine di grazia” di sessanta giorni: in tal caso, come detto, il soggetto protestato sarebbe censito nel bollettino della Camera [ ... leggi tutto » ]

23 settembre 2011 · Chiara Nicolai

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Stai leggendo Indice del post Assegno non pagato - Come limitare il danno Autore Chiara Nicolai Articolo pubblicato il giorno 23 settembre 2011 Ultima modifica effettuata il giorno 16 ottobre 2017 Classificato nella categoria assegni cambiali conti correnti » mini guide Inserito nella sezione assegni cambiali e conti correnti del sito la comunità dei debitori e dei consumatori italiani.

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