Assegno non pagato - azione diretta

Per quanto riguarda gli assegni bancari e postali, diciamo subito che il portatore non può agire nei confronti del trattario (rispettivamente banca e poste) perché questi non assume alcuna obbligazione cambiaria. Nel caso dell'assegno, cioè, non abbiamo obbligati diretti, poiché la banca o la posta che rifiuta il pagamento non può essere considerata obbligato cambiario. Mancando, quindi, un trattario vero e proprio rimangono solo gli obbligati di regresso, il traente e i giranti.

L'obbligo per il trattario (banca o poste) deriva soltanto da un rapporto contrattuale, pertanto tale obbligo sussiste soltanto se il correntista bancario o postale ha fondi disponibili. Non esiste, da un punto di vista giuridico, l'azione diretta per l'assegno bancario o postale.

Il portatore dell'assegno può quindi procedere solo nei confronti dei soggetti responsabili del pagamento, che sono il traente (chi emette l'assegno) i giranti e i loro eventuali avallanti.

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Stai leggendo Assegno non pagato - azione diretta Autore Chiara Nicolai Articolo pubblicato il giorno 23 settembre 2011 Ultima modifica effettuata il giorno 19 aprile 2018 Classificato nella categoria assegni cambiali conti correnti » mini guide Inserito nella sezione assegni cambiali e conti correnti.

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  • Anonimo 26 febbraio 2019 at 15:05

    Buonasera,
    mi è stato levato , nel dicembre 2017 , un protesto su un assegno con la causale art.1 (A10). Avrei necessità di sapere se , una volta pagato, il beneficiario può rilasciarmi la queitanza liberatoria ed io posso procedere alla cancellazione del protesto stesso.

    • Ornella De Bellis 26 febbraio 2019 at 15:21

      Per la cancellazione del protesto dovrà attendere cinque anni dalla levata.

  • santsandra 6 luglio 2012 at 11:00

    salve,
    sono in una situazione piuttosto complicata e spero che qualcuno può venirmi incontro,spiegandomi un paio di cose.
    avevo una piccola attività,una ditta individuale che,purtroppo non è andata bene. fatto sta che ho contratto dei debiti che poi non sono riuscita a pagare. il finanziamento che ho aperto è in ordine,ma ho alcuni assegni che non sono riuscita a pagare e quindi sono protestata al cai. non posso pagarli! con alcuni fornitori ho dei contatti diversi,perciò mi fanno il favore di fare una delibera,per liberarmi d un pò di peso,ma degli altri non c’è modo di risoluzione. su cosa possono avvalersi i creditori? premetto che abito in una casa che non è mia. ho intestato a nome mio solo la macchina che è del 2001 e non ha gran valore. possono farmi chiudere il negozio e prendere ciò che sta dentro? mi hanno anche detto che possono pretendere un quinto dello stipendio di mio marito,in quanto c’è la comunione dei beni. può avvenire veramente? mio marito è a contratto e paga già un mutuo. possono avvalersi del suo stipendio?
    grazie mille in anticipo

    • Rosaria Proietti 6 luglio 2012 at 12:07

      Se lei e suo marito avete scelto il regime patrimoniale legale di comunione dei beni, allora i creditori possono chiedere il pignoramento del 20% dello stipendio di suo marito.

  • Ornella De Bellis 28 maggio 2012 at 14:20

    Gli assegni revocati per mancanza di fondi, sono passati da circa 22 mila, a novembre 2011, a più di 37 mila a fine marzo. Nel Sud e nelle isole il numero di assegni revocati è ampiamente superiore a quello del resto del Paese.

    Queste le cifre che emergono dall’ultimo bollettino sul sistema dei pagamenti in Italia, pubblicato pochi giorni fa dalla Banca d’Italia. Dettagli ulteriori sulla crisi di liquidità in corso nel Paese e sul cambiamento delle abitudini degli italiani nell’uso di sistemi di pagamento alternativi al contante.



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