Per il fisco gli accrediti in conto corrente sono sempre redditi imponibili: a carico del contribuente, sottoposto ad accertamento fiscale, l'onere di dimostrare il contrario, indicando la provenienza e la destinazione dei singoli movimenti nonché le diverse cause giustificative

Come è noto, l'Agenzia delle Entrate può richiedere dati, notizie e documenti relativi a qualsiasi rapporto intrattenuto da banche e finanziarie con i propri clienti: il contribuente è tenuto a fornire non una prova generica, ma una prova analitica, con indicazione specifica della riferibilità di ogni versamento bancario, in modo da dimostrare come ciascuna delle singole operazioni effettuate sia estranea a fatti imponibili.

Infatti, i dati e gli elementi attinenti ai rapporti ed alle operazioni acquisiti e rilevati vengono posti a base delle rettifiche e degli accertamenti previsti dalla normativa vigente, se il contribuente non dimostra che ne ha tenuto conto per la determinazione del reddito soggetto ad imposta o che non hanno rilevanza allo stesso fine.

Il giudice tributario deve limitarsi a verificare se il contribuente, per superare la presunzione legale sopra richiamata, abbia fornito in concreto la prova specifica idonea a giustificare i movimenti bancari sui quali si era fondato l'accertamento o ad accertare l'estraneità delle movimentazioni a fatti imponibili.

In sostanza il contribuente è chiamato ad offrire la prova liberatoria che dei movimenti sui conti bancari egli ha tenuto conto nelle dichiarazioni, e che gli accrediti e gli addebiti registrati sui conti non si riferiscono ad operazioni imponibili, indicando la provenienza e la destinazione dei singoli pagamenti nonché le diverse cause giustificative degli accrediti e dei prelievi.

La presunzione legale sull'imponibilità degli accrediti registrati in conto corrente in occasione nel corso degli accertamenti fiscali, è stata ribadita dai giudici della Corte di cassazione con l'ordinanza 2649/2018.

11 febbraio 2018 · Giorgio Valli

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Stai leggendo Per il fisco gli accrediti in conto corrente sono sempre redditi imponibili: a carico del contribuente, sottoposto ad accertamento fiscale, l'onere di dimostrare il contrario, indicando la provenienza e la destinazione dei singoli movimenti nonché le diverse cause giustificative Autore Giorgio Valli Articolo pubblicato il giorno 11 febbraio 2018 Ultima modifica effettuata il giorno 12 febbraio 2018 Classificato nella categoria avviso di accertamento fiscale - avviso di accertamento bonario (comunicazione di irregolarità) e comunicazioni per la tax compliance Inserito nella sezione fisco, tributi e contributi.

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