Quando il creditore è inadempiente alle decisioni dell'ABF

L’Arbitro Bancario Finanziario (ABF) è un sistema di risoluzione alternativa (ADR) delle controversie che possono sorgere tra i clienti e le banche e gli altri intermediari in materia di operazioni e servizi bancari e finanziari.

Rappresenta un’opportunità più semplice, rapida ed economica rispetto a quella offerta dal giudice ordinario: il procedimento si svolge in forma scritta e non è necessaria l’assistenza di un avvocato.

Il cliente può ricorrere all’ABF solo dopo aver cercato di risolvere la controversia inviando un reclamo scritto all’intermediario. Se la decisione dell’ABF è ritenuta non soddisfacente, il cliente, l’intermediario o entrambi possono rivolgersi al giudice.

L’ABF si articola sul territorio nazionale in sette Collegi: Bari, Bologna, Milano, Napoli, Palermo, Roma e Torino. La composizione di ciascun Collegio assicura che siano rappresentati gli interessi dei diversi soggetti coinvolti.

L’ABF è un organismo indipendente e imparziale nei compiti e nelle decisioni, sostenuto nel suo funzionamento dalla Banca d’Italia. Tuttavia, le decisioni dell’ABF non sono vincolanti come quelle del giudice ma, se l’intermediario non le rispetta, la notizia del loro inadempimento è resa pubblica.

Nel corso del 2015, in base ai dati forniti nella relazione annuale 2016 (l’ultima presentata, naturalmente alla data in cui scriviamo), sono giunti a decisione 10.450 ricorsi e nel 68% dei casi l’esito è stato sostanzialmente favorevole per i clienti, con accoglimento totale o parziale delle richieste formulate (41 per cento dei casi) oppure con dichiarazione della cessazione della materia del contendere, conseguente alla soddisfazione del ricorrente nel corso della procedura (27 per cento).

Tra le tematiche oggetto di ricorso assumono particolare rilevanza quelle relative ai prestiti per cessione del quinto, al conto corrente, al mutuo, all’assegno e alle carte di credito, così come quelle relative alla illegittima iscrizione del debitore in Centrale rischi.

Pertanto, prima di chiedere un prestito (sia esso personale, di credito al consumo, un mutuo ipotecario, una cessione del quinto e via discorrendo), una carta di credito/revolving o aprire un conto corrente sarebbe opportuno prendere visione delle finanziarie e delle banche che non adempiono alle decisioni adottate dall’Arbitro Bancario Finanziario.

In sostanza, il suggerimento che vi diamo è quello di verificare preventivamente se la finanziaria o la banca a cui intendete rivolgervi risulta inclusa fra gli intermediari inadempienti (clicca qui), giusto per capire se, in caso di contenzioso, sempre incombente, potrete chiedere l’intervento di un arbitro che risolva la questione in tempi accettabili, senza essere costretti a farvi assistere da un avvocato e al costo di una semplice raccomandata A/R, nonché di 20 euro di diritti di segreteria (restituiti dalla controparte qualora il ricorso venisse accolto).

30 Giugno 2017 · Simonetta Folliero

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Stai leggendo Quando il creditore è inadempiente alle decisioni dell'ABF Autore Simonetta Folliero Articolo pubblicato il giorno 30 Giugno 2017 Ultima modifica effettuata il giorno 24 Ottobre 2017 Classificato nella categoria carte di credito di debito (bancomat) e carte revolving Inserito nella sezione mutui per acquisto casa e affitti

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