Separazione personale dei coniugi e ripartizione dei debiti nel caso di comunione dei beni

In questo caso, la comunione cesserà con la sentenza definitiva di separazione: nel momento in cui la comunione si scioglie perché è stata pronunciata dal Tribunale la sentenza di separazione, i coniugi potranno procedere alla divisione del patrimonio di proprietà comune.

Ogni cosa dovrà essere distribuita in parti uguali: sia l'attivo, costituito non solo dai beni acquistati, ma anche dai risparmi di ciascuno dei coniugi, frutto del patrimonio e del lavoro personale di ognuno, che il passivo, come finanziamenti, crediti al consumo, debiti, mutui.

I beni che non sono divisibili, pensiamo all'automobile, potranno essere venduti per poi spartire tra le parti la somma ricavata.

Nel caso siano stati contratti dei debiti dai coniugi durante il matrimonio è necessario fare una distinzione tra i debiti assunti dai coniugi prima e dopo la separazione.

Si parla di debiti sorti prima della separazione con riferimento ai debiti contratti insieme dai coniugi e che riguardano, ad esempio, spese compiute nell'interesse della famiglia (spese scolastiche).

Oppure obblighi assunti dai coniugi e gravanti sui beni comuni al momento dell'acquisto (come finanziamenti legati all'acquisto di beni, mutui sulla casa coniugale), o ancora a doveri derivanti dall'amministrazione degli stessi beni (condominio).

Nell'ipotesi in cui il coniuge tenuto al pagamento non vi provveda, i creditori potranno aggredire solo i beni che sono ricompresi nella comunione. Rimangono fuori i beni personali.

Se invece ci sono debiti contratti dal singolo coniuge nell'interesse della famiglia, i creditori possono rivalersi sui beni della comunione fino al valore corrispondente alla quota del coniuge obbligato.

Posto che i beni comuni non siano sufficienti a coprire i debiti, i creditori potranno agire sui beni personali di ciascun coniuge per un importo pari alla metà del credito.

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