Giorgio Valli

Immagino che il problema sia quello che nasce quando il genitore convivente con il figlio percepisce un reddito sensibilmente maggiore di quello che con il figlio non convive.

Di fronte a queste situazioni la scelta è puramente soggettiva se in ballo c'è il "nucleo familiare fiscale".

Le cose sono sicuramente più chiare e definite, invece, se si discute del classico nucleo familiare: questo è univocamente individuato da genitore e figlio conviventi.

Un scelta diversa comporta assunzione di rischi di contestazione e revoca dei benefici conseguiti in caso di controlli (con risultanze che saranno, comunque, arbitrarie se alla base del regolamento non c'è il concetto di nucleo familiare).

Credo sia inutile girare per le regioni d'Italia a cercare appigli che giustifichino la posizione che più ci conviene o a fare la storia di precedenti disposizioni governative. Pura schizofrenia legislativa federalista italiota che non fa giurisprudenza.

Le disposizioni in materia di nucleo familiare e famiglia anagrafica sono chiare. Il nucleo familiare può essere individuato arbitrariamente solo se concorrono due condizioni:

  1. il figlio è maggiorenne e a carico fiscale al 50% ciascuno dei suoi genitori;
  2. il figlio non convive (non è incluso nello stato di famiglia) di alcuno dei due genitori.

La "famiglia fiscale" o il "nucleo familiare fiscale" non esistono. Sono solo entità astratte, forzature giuridiche quando richiamate all'infuori delle norme che regolano la fruizione delle detrazioni dei contribuenti nella dichiarazione dei redditi.

Si tratta, semplicemente, di un escamotage adottato dagli enti locali a corto di fondi per le prestazioni sociali agevolate nel tentativo di restringere la platea degli aventi diritto. Quando poi la "famiglia fiscale" o il "nucleo familiare fiscale" sono chiamati a surrogare i compiti per cui fu definito il concetto di "nucleo familiare", ecco allora che emergono contraddizioni o zone grigie all'interno delle quali è possibile inventarsi le regole e la loro applicazione. Come nel caso di cui si discute.

La sostanza è questa: l'ultimo funzionario periferico che gestirà la pratica potrà decidere, a suo piacimento, se la "famiglia fiscale" di un figlio costituita con il genitore non convivente - quando il carico fiscale è ripartito al 50% fra i due genitori (di cui uno convivente) - può essere ritenuta ammissibile per accedere al beneficio.

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