Le controversie oggetto di mediazione tributaria

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La mediazione tributaria può essere applicata solo per le controversie di valore non superiore a 20.000 euro, relative a tutti gli atti impugnabili, individuati dall'articolo 19 del decreto legislativo numero 546 del 1992, emessi esclusivamente dall'Agenzia delle entrate e notificati a partire dal 1° aprile 2012.

La mediazione può riguardare le controversie relative a:

  1. avviso di accertamento
  2. avviso di liquidazione
  3. provvedimento che irroga le sanzioni
  4. ruolo
  5. rifiuto espresso o tacito della restituzione di tributi, sanzioni pecuniarie e interessi o altri accessori non dovuti
  6. diniego o revoca di agevolazioni o rigetto di domande di definizione agevolata di rapporti tributari
  7. ogni altro atto emanato dall'Agenzia delle entrate, per il quale la legge preveda l'autonoma impugnabilità innanzi alle Commissioni tributarie.

Possono essere oggetto di mediazione anche le controversie relative al silenzio rifiuto alla restituzione di tributi, sanzioni, interessi o altri accessori (articolo 21, c. 2, del decreto legislativo numero 546 del 1992).

A titolo esemplificativo l'istanza è improponibile in caso di impugnazione:

  • di valore superiore a ventimila euro
  • di valore indeterminabile
  • riguardanti attività dell'Agente della riscossione
  • riguardanti atti non impugnabili
  • di atti in cui non è legittimata passivamente l'Agenzia delle entrate
  • di atti notificati prima del 1° aprile 2012
  • di rifiuti taciti di rimborso con riferimento ai quali alla data del 1° aprile 2012 siano già decorsi novanta giorni dalla presentazione della domanda di rimborso
  • riguardanti recupero di aiuti di Stato
  • di provvedimenti emessi ai sensi dell'articolo 21 (“Sanzioni accessorie”) del decreto legislativo 18 dicembre 1997, numero 472
  • riguardanti istanze di cui all'articolo 22 (“Ipoteca e sequestro conservativo”) del decreto legislativo numero 472 del 1997
  • del diniego della chiusura delle liti fiscali “minori” pendenti prevista dall'articolo 39, comma 12 del DL numero 98 del 2011.

Il valore della controversia va determinato con riferimento a ciascun atto impugnato ed è dato dall'importo del tributo contestato dal contribuente con l'impugnazione, al netto degli interessi, delle eventuali sanzioni e di ogni altro eventuale accessorio. In caso di impugnazione esclusivamente di atti di irrogazione delle sanzioni, il valore è costituito dalla somma di queste.

Alla mediazione tributaria non si applica l'istituto della conciliazione giudiziale, ma solo le disposizioni, per quanto compatibili, di cui all'articolo 48 del decreto legislativo numero 546 del 1992.

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