Mutui: ci sono segnali di deterioramento

Le difficoltà delle famiglie italiane a far fronte a mutui e prestiti, i costi ancora alti dei conti correnti e una maggiore attenzione da parte delle banche alla clientela, un cauto allarme sui prodotti finanziari "derivati" basati sul finanziamento del debito degli enti pubblici. Sono i tre temi affrontati dal governatore della Banca d'Italia, Mario Draghi nel suo intervento per l'83esima Giornata mondiale del risparmio organizzata dall'Acri (Associazione delle Casse di risparmio).

Le famiglie italiane cominciano a faticare a far fronte alle rate del mutuo. "L'incidenza delle sofferenze sui prestiti per acquisto di abitazioni, ancora bassa, inizia a mostrare segnali di deterioramento. La Banca d'Italia ha sensibilizzato il sistema sui rischi specifici", avverte Draghi. Per le famiglie e le imprese, aggiunge il numero uno di Palazzo Koch, "il rialzo dei tassi interbancari si rifletterà in un aumento del costo dei prestiti a tasso variabile, che rappresentano tre quarti del totale dei prestiti a medio e lungo termine".

In particolare, sottolinea l'inquilino di via Nazionale, "se le tensioni sui mercati dovessero prolungarsi, gli oneri per i debitori potrebbero diventare significativi. Per le famiglie che hanno un finanziamento indicizzato al tasso Euribor a tre o sei mesi", calcola Draghi, "un rialzo permanente di 50 punti base comporterebbe in media un aggravio del servizio del debito dell'ordine dello 0,6 per cento del reddito disponibile; l'incidenza sarebbe maggiore per le famiglie meno abbienti".

Draghi sottolinea che l'indebitamento delle famiglie per acquisto di abitazioni, seppure in crescita, resta basso" con un'incidenza sul pil "poco più di un terzo della media europea" e un "rapporto tra il valore del mutuo e quello dell'immobile basso". Se in Italia, prosegue il governatore, "tipologie contrattuali simili a quelle dei mutui subprime statunitensi sono poco diffuse, l'attività del settore si sta però espandendo rapidamente"

In particolare, aggiunge il Governatore "tra il 2002 e il 2006 i mutui alle famiglie sono cresciuti a ritmi quasi doppi rispetto alla media europea. Si sta innalzando il rapporto tra prestito e valori dell'immobile. Le banche hanno cominciato a offrire soluzioni specifiche a nuove fasce di mutuatari, come lavoratori atipici ed extracomunitari". E per questo "la Banca d'Italia ha sensibilizzato il sistema su rischi specifici".

10 novembre 2007 · Patrizio Oliva

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