Come ottenere il risarcimento danni dopo aver subito mobbing

Il dipendente che abbia subito mobbing ha diritto al risarcimento danni se riesce a provare di essere stato mobizzato, attraverso serie di elementi come certificati medici, prove testimoniali, comunicazioni ecc.

Il lavoratore, infatti, ha l'onere di provare il carattere persecutorio dei comportamenti del datore di lavoro, l'evento lesivo della salute o della personalità del dipendente, il nesso eziologico e l'intento persecutorio.

Questo l'orientamento espresso dalla Suprema Corte con sentenza 898/14.

A parere degli Ermellini, per mobbing deve intendersi la condotta del datore di lavoro consistente in reiterati e prolungati comportamenti ostili, di intenzionale discriminazione e di persecuzione psicologica, con mortificazione ed emarginazione del lavoratore.

Precisa piazza Cavour, che sono 4 gli elementi che configurano la condotta di mobbing:

  • la molteplicità dei comportamenti a carattere persecutorio;
  • l'evento lesivo della salute o della personalità del dipendente;
  • il nesso eziologico tra la condotta del datore di lavoro o del superiore gerarchico e il pregiudizio all'integrità psico-fisica del lavoratore;
  • a prova dell'elemento soggettivo, cioè l'intento persecutorio.

Tutti elementi che deve provare il lavoratore.

Pertanto, in caso di mobbing, è il lavoratore che deve provarne la sussistenza.

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