Motivi di illegittimità del licenziamento per giustificato motivo oggettivo

Le cause di nullità del licenziamento per giustificato motivo oggettivo, rilevabili in sede giudiziale, sono quelle riconducibili a discriminazione, indipendentemente dal motivo formalmente addotto (razza, religione, etnia, appartenenza politica ecc.) e indipendentemente dal numero di dipendenti occupati dall'azienda e dalla qualifica del lavoratore (la nullità del licenziamento per giustificato motivo oggettivo dovuto a discriminazione si applica anche ai dirigenti).

E' nullo, altresì, il licenziamento per giustificato motivo oggettivo quando sia stato intimato alla lavoratrice che abbia contratto matrimonio nel periodo intercorrente dal giorno della richiesta delle pubblicazioni fino ad a un anno dopo la celebrazione stessa del matrimonio, oppure quando il licenziamento sia stato intimato nel periodo intercorrente fra l'inizio della gravidanza fino al compimento di un anno di età del neonato.

Ancora, è affetto da nullità il licenziamento per giustificato motivo oggettivo quando il giudice adito rileva mancanza o carenza di motivazione nella comunicazione preventiva e nella lettera di licenziamento; l'omesso rispetto delle procedure di legge; la mancata giustificazione del licenziamento per sopraggiunta inidoneità fisica o psichica del lavoratore assunto in forza della legge sul collocamento dei disabili; il mancato superamento dei limiti temporali di comporto per la conservazione del posto di lavoro in caso di malattia od infortunio.

Naturalmente, è viziato da nullità anche il licenziamento per giustificato motivo oggettivo qualora venga riscontrata la manifesta insussistenza della circostanza, qualunque essa sia, posta a base del provvedimento.

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