Che cos'è il giudizio di ottemperanza

Come accennato nel paragrafo precedente, il giudizio di ottemperanza è una procedura che serve a dare attuazione a una sentenza che vede quale parte una Pubblica amministrazione che non abbia adempiuto in modo spontaneo alle decisioni contenute nel provvedimento.

Pertanto, il giudizio di ottemperanza è uno strumento che può essere utilizzato per il recupero dei crediti vantati nei confronti della Pubblica amministrazione in alternativa rispetto al pignoramento mobiliare, immobiliare o presso terzi.

Per poter utilizzare il giudizio di ottemperanza è però necessario che l'esistenza del credito e l'inadempimento della Pubblica amministrazione siano stati accertati in una sentenza o in un altro provvedimento analogo.

Il giudizio di ottemperanza, infatti, può essere impiegato non solo per conseguire l'attuazione delle sentenze del giudice amministrativo, ma anche per dare concreta esecuzione a:

  1. sentenze passate in giudicato perché non impugnate, emesse dal giudice ordinario, cioè dal Tribunale o dal Giudice di pace;
  2. provvedimenti equiparati alle sentenze passate in giudicato, quali ad esempio i decreti ingiuntivi non opposti e diventati definitivi, pronunciati anch'essi dal giudice ordinario;
  3. lodi arbitrali esecutivi divenuti inoppugnabili, pronunciati cioè da un arbitro o da un Collegio arbitrale e non impugnati.

Per ottenere la concreta esecuzione di una sentenza civile o di un decreto ingiuntivo o di un lodo arbitrale, il giudizio di ottemperanza deve essere proposto al Tribunale amministrativo regionale nella cui circoscrizione ha sede il giudice che emesso il provvedimento di cui viene chiesta l'attuazione.

Se, ad esempio, la sentenza civile di cui si chiede l'ottemperanza è stata emessa dal Tribunale di Roma, il giudizio di ottemperanza dovrà essere proposto al T.A.R. del Lazio presso la sede di Roma.

Da notare che non è necessario inviare alcuna diffida scritta alla Pubblica amministrazione. Il giudizio di ottemperanza può essere infatti avviato anche senza il preventivo invio di una diffida che è pertanto facoltativa.

Da ricordare, però, che prima di iniziare il giudizio di ottemperanza è necessario:

  • verificare che la sentenza o il decreto ingiuntivo siano stati notificati sia per il passaggio in giudicato che per l'esecuzione forzata;
  • verificare che siano trascorsi 120 giorni dalla notifica della sentenza o del decreto ingiuntivo;
  • acquisire una attestazione di avvenuto passaggio in giudicato della sentenza o di non opposizione del decreto ingiuntivo.

Ovviamente, per proporre il giudizio di ottemperanza è necessario notificare un ricorso alla Pubblica amministrazione e a tutte le parti che hanno partecipato al giudizio definito dalla sentenza o dal lodo arbitrale. È inoltre necessario allegare al ricorso una copia autentica della sentenza o del provvedimento di cui si chiede l'ottemperanza.

Così, se viene accolto il ricorso, il giudice ordina l'ottemperanza del provvedimento.

Il magistrato emette cioè una nuova sentenza nella quale assegna un termine entro il quale la Pubblica amministrazione deve adempiere.

In caso di inadempimento, il giudice fissa altresì una sanzione pecuniaria e dispone l'intervento di un commissario straordinario, detto commissario ad acta, il quale provvede ad obbligare concretamente la Pubblica amministrazione debitrice al pagamento della somma dovuta.

Più precisamente, il commissario ad acta è un ausiliario del giudice che ha il compito di sostituirsi alla Pubblica amministrazione inadempiente, così da consentire al creditore di ottenere il pagamento dei suoi crediti.

Tornando alla procedura, il giudizio di ottemperanza va attivato entro il termine di 10 anni che decorrono dal momento in cui il provvedimento è divenuto definitivo perché passato in giudicato.

Per poter proporre il giudizio di ottemperanza è necessario pagare una somma dovuta a titolo di contributo unificato dell'importo di € 300,00 a cui si aggiungono le competenza e le spese per l'assistenza legale prestata dal professionista che difende il creditore.

Tali somme debbono essere anticipate dal creditore, ma sono tuttavia oggetto di rimborso da parte della Pubblica amministrazione con la sentenza che definisce il giudizio di ottemperanza.

Concludendo, è possibile dire che, in un periodo come quello attraversato negli ultimi anni dal nostro paese, il giudizio di ottemperanza, si presenta come una speranza per molte imprese che ormai vedevano sparire la possibilità di recuperare crediti, spesso cospicui, che nemmeno una sentenza di pagamento era riuscita a far riscattare.

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