La banca è tenuta a risarcire il correntista se ha pagato un assegno con la firma del proprio cliente falsificata

La banca è tenuta al risarcimento danni anche se la contraffazione della firma nell'assegno è molto precisa. L'istituto di credito, infatti, deve tenere una diligenza professionale pari alla qualità del servizio fornito.

L'impiegato della banca non deve essere un grafologo, ma è comunque tenuto a non pagare gli assegni con la firma falsa anche se quest’ultima è stata falsificata con abilità.

Diversamente, la banca deve il risarcimento danni al cliente titolare del conto corrente depauperato.

Ciò è quanto si evince dalla pronuncia sopra citata.

Pertanto, nel caso di assegno rubato o smarrito, la cui denuncia da parte del titolare avviene solo dopo che un truffatore lo abbia raccolto, compilato e incassato, la banca rischia di pagare il risarcimento al proprio cliente anche se in sede penale si accerta che la contraffazione della sottoscrizione è tutt'altro che superficiale.

A parere degli Ermellini, infatti, la legge impone all'istituto di credito una diligenza professionale proporzionale alla qualità del servizio offerto.

E non giova per l'esonero dalla responsabilità risarcitoria la considerazione che la firma incriminata presenti un tracciato assolutamente piatto.

È la banca, quindi, a dover valutare, con estrema prudenza, quali strumenti servono contro i falsari.

23 aprile 2014 · Giovanni Napoletano

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Stai leggendo La banca è tenuta a risarcire il correntista se ha pagato un assegno con la firma del proprio cliente falsificata Autore Giovanni Napoletano Articolo pubblicato il giorno 23 aprile 2014 Ultima modifica effettuata il giorno 14 gennaio 2017 Classificato nella categoria assegno - clausole e situazioni particolari Inserito nella sezione assegni cambiali e conti correnti del sito la comunità dei debitori e dei consumatori italiani.

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