Garanzia e giurisprudenza

Secondo la Corte di Cassazione, che si è pronunciata sulla questione con la sentenza 3755/79, per far valere la garanzia di buon funzionamento, il compratore deve soltanto dimostrare il cattivo funzionamento del bene acquistato e che il cattivo funzionamento si è verificato durante il periodo di garanzia.

Gli Ermellini, inoltre, con la pronuncia 6033/95, hanno chiarito che: La garanzia di buon funzionamento non ha effetto se non è stabilito il periodo di durata della garanzia stessa, salvo rimanendo l'ordinaria garanzia a carico del venditore per i difetti della cosa acquistata.

Altresì, con la massima 5740/86, hanno sancito che: se il compratore riconsegna al venditore per riparazioni la cosa in garanzia, qualora il venditore non sia in grado di restituirla (ad esempio, perché è andata perduta, in seguito al suo invio alla casa produttrice), egli è tenuto a risarcire il compratore.

Per concludere, a parere della Suprema Corte, il compratore è obbligato a pagare interamente la merce acquistata anche se questa è scadente, se non ha denunciato il fatto entro 8 giorni dalla scoperta.

Lo ha stabilito la Cassazione, che con la pronuncia 12384 del 21 Maggio 2013, ha sancito che: la mancata o intempestiva denunzia dei vizi della cosa venduta nel termine di otto giorni dalla scoperta, è configurata dalla legge come una causa di decadenza del diritto del compratore alla garanzia, già sorto in suo favore con la correlativa obbligazione del venditore, per effetto immediato e diretto del perfezionamento del contratto, ed essa, pertanto, come fatto impeditivo o estintivo del diritto fatto valere, deve essere espressamente eccepita dal venditore convenuto per la risoluzione del contratto o per la riduzione del prezzo. Da ciò deriva, in applicazione delle ordinarie regole sull'incidenza dell'onere della prova, che al compratore che agisce basta provare l'esistenza del vizio, quale solo presupposto necessario per l'esercizio del diritto, mentre incombe al venditore che eccepisce la decadenza di dimostrare il fondamento dell'eccezione, vale a dire il fatto (scoperta del vizio, ricevimento della cosa) dal cui compimento la legge fa decorrere il termine di decadenza, e l'avvenuto decorso di detto termine al momento della denuncia o della citazione, e solo in tal caso spetterà al compratore dare la prova contraria, di avere cioè denunciato in precedenza ed in tempo utile il vizio

Da questa controversa sentenza si evince che la mancata denuncia dei vizi nel termine di 8 giorni comporta l'impossibilità di agire contro chi ha venduto la cosa difettosa.

Se si denunciano i vizi in un tempo successivo agli 8 giorni dalla scoperta, si potranno vantare diritti nei confronti del venditore solo se questi ha ammesso l'esistenza dei vizi o aveva cercato di nasconderli.

Una volta scoperti i difetti della cosa acquistata è bene inviare al più presto, comunque entro 8 giorni, al venditore una lettera raccomandata a/r.

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