Le procedure di recupero crediti giudiziale sono costose e spesso inefficaci

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Ecco perché, spesso accade che il legale sia il primo a dissuadere il creditore dal proseguire, spingendolo magari ad accettare una cifra inferiore a titolo transattivo. Non è cattiveria, il creditore ci rimette (?) e il debitore risparmia, ma, tra costi e tempi, in Italia impera la logica del “pochi, maledetti e subito”, che alla fine è spesso la soluzione migliore e più economica per lo stesso creditore, che rischia altrimenti di rimetterci sul serio. Se, infatti, il debitore neppure si degna di rispondere (succede ormai sempre più spesso) oppure il creditore si impunta, parte la trafila nelle aule giudiziarie.

Dopo circa un paio di mesi dal ricorso, infatti, se fortunato, il creditore ha ottenuto un decreto non esecutivo ovvero un pezzo di carta che andrà notificato al debitore, a mezzo dell’immarcescibile ufficiale giudiziario. Da quel momento occorre aspettare poi altri 40 giorni per l’eventuale opposizione che si spera il debitore non faccia, altrimenti parte un procedimento ordinario e i tempi sono quelli tristemente noti.

Talvolta il debitore ha le spalle coperte e fa opposizione, anche solo per guadagnare tempo, ma è raro per cifre minime dal momento che dovrebbe pagare un avvocato e se non ha argomenti validi, alla prima udienza il creditore può ottenere comunque la provvisoria esecutività.

Se, pertanto, il debitore resta inerte (perché affannarsi?) passati i 40 giorni, il creditore può chiedere che il decreto diventi esecutivo. Mica in automatico, ci mancherebbe. L’avvocato va in Tribunale e chiede che sia dichiarato esecutivo, poi, il decreto passa dal giudice che lo ricontrolla, che non si sa mai, mette la sua firma, quindi ritorna in cancelleria, per l’apposizione medievale della formula esecutiva (“Comandiamo a tutti gli Ufficiali Giudiziari…”, una comica!). Circa due settimane, se sono efficienti e il giudice non si è dimenticato.

È stata dura, ma alla fine il creditore ha il suo agognato decreto ingiuntivo provvisoriamente esecutivo.

Che ci fa? Un quadretto? Spesso, purtroppo, solo quello, perché da quel momento, se il debitore continua a non pagare spontaneamente, deve cominciare la procedura di esecuzione forzata. Ma questa è un’altra storia senza contare poi il fatto che, il più delle volte, da pignorare c’è solo mobilia vecchia …

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19 Agosto 2013 · Paolo Rastelli

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Stai leggendo Le procedure di recupero crediti giudiziale sono costose e spesso inefficaci Autore Paolo Rastelli Articolo pubblicato il giorno 19 Agosto 2013 Ultima modifica effettuata il giorno 30 Settembre 2017 Classificato nella categoria privacy e dignità debitore Inserito nella sezione tutela dei beni del debitore

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