Vodafone e TIM cancellazione unilaterale delle promozioni – rincari fino al 60% – ecco come possiamo difenderci

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Trattandosi delle due compagnie telefoniche che raccolgono il maggior numero di utenti e in considerazione della sospetta contemporaneità della manovra messa in atto da Tim e Vodafone, chiamiamo tutti il numero verde dell’ANTITRUST 800.166.661 e chiediamo di verificare se tale operazione non sia in violazione della legge sulla concorrenza e non nasconda un accordo tra i due gestori.

Se si cercava l’«effetto spiaggia» per addolcire la pillola, i calcoli dei manager della Vodafone si sono rivelati clamorosamente sbagliati: complici il caro vacanze e l’impennata dei prezzi, sono stati molti più del previsto gli utenti che hanno ricevuto il messaggino del «cambio tariffa» a casa o sul posto di lavoro. Ricevere una notizia spaparanzati in spiaggia è un conto, seduti in ufficio è tutt’altro discorso: e così il passaggio obbligato da una tariffa all’altra ha fatto sì che molti, dei cinque – sei milioni di utenti coinvolti, hanno sfogato il proprio sconcerto sul web, inondando i forum dei siti specializzati.

Se l’operazione portata avanti parallelamente dall’altro gigante del settore, la Tim, era avanzata nei mesi scorsi senza sollevare troppo rumore, la discesa in campo del colosso inglese ha invece scatenato un putiferio. Del resto l’azienda con sede a Londra ha optato per un’operazione di «ammodernamento» dei piani tariffari radicale, mandando quasi contemporaneamente a poco meno di sei milioni di utenti un sms il cui succo in fondo è questo: è ora di dire addio alle vecchie tariffe, tutte già da anni non più sottoscrivibili e spesso le più vantaggiose. Di questa «rivoluzione tariffaria», un’operazione senza precedenti nell’intera storia della telefonia mobile in Italia, la Vodafone dà una spiegazione relativamente semplice.

Anzi semplificante: «Per i clienti era molto difficile districarsi – ha commentato nei giorni scorsi al Corriere della Sera Paolo Bertoluzzo, presidente di Vodafone Italia – nella giungla delle vecchie tariffe: per questo abbiamo deciso di ridurre il numero dei piani da 31 a 7. Inoltre queste tariffe, a causa dell’obsolescenza della piattaforma, non permettevano di accedere a una serie di promozioni come Passport e Vodafone Casa».

Per venire dunque incontro al cliente dal prossimo primo ottobre 31 tariffe spariranno, accorpate in sette nuovi piani, semplificati ma con caratteristiche di fondo simili ai precedenti. Difficile non vedere una connessione fra quanto avverrà in Italia dal primo ottobre e quanto accadrà il mese prima in Inghilterra. Anche qui le tariffe dei clienti Vodafone aumenteranno, ma senza la parallela sforbiciata nel numero dei piani tariffari. Impossibile poi dare uno sguardo d’insieme alle variazioni dei costi nel passaggio da piano tariffario a un altro: Vodafone non ha diffuso i dati complessivi dei cambiamenti, lasciando a ciascun singolo utente il compito di calcolare, telefonando o sui siti web, i cambiamenti di prezzo.

Aspetto comune a tutte le nuove tariffe Vodafone l’incremento dello scatto alla risposta, che passerà da 10 o 15 centesimi a 16. Un rincaro del 60 per cento. A controbilanciare l’aumento dello scatto alla risposta la diminuzione del costo degli sms da 12-15 a 10 cent. Gli utenti si trovano ora a dover decidere cosa fare: silenzio assenso, e accettazione del nuovo piano tariffario; scelta di una differente tariffa o cambio di operatore telefonico. Più dettagliate le informazioni fornite dalla Tim, che a oltre tre milioni dei suoi clienti ha annunciato ritocchi tariffari dall’8 settembre per dieci dei vecchi abbonamenti, anche in questo non più sottoscrivibili – alcuni infatti sono fuori mercato già dal 1999.

Le tariffe saranno rialzate mediamente di 3 cent al minuto, Iva inclusa. Ma anche qui c’è il lato dolce: saranno scontate del 50 per cento le telefonate oltre i due minuti. Per quanto riguarda gli altri operatori, non cambia nulla invece in casa Wind e neanche per i clienti «3 Italia». Solo nei prossimi giorni sarà possibile dire se Wind e «3», le due compagnie di nicchia – da sole Tim e Vodafone rappresentano oltre l’80% del mercato italiano – sapranno intercettare gli eventuali transfughi dei due colossi: per il momento nessuna delle due società ha in programma alcun ritocco delle tariffe. Ben chiara fin d’ora invece la contrarietà a parte delle associazioni dei consumatori agli annunciati cambiamenti delle tariffe. Altroconsumo e Codacons, da sempre attive nel settore delle telecomunicazioni, sono già sul piede di guerra: entrambe hanno presentato esposti in Procura.

20 Agosto 2008 · Antonio Scognamiglio

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  • Silvia 2 Ottobre 2008 at 13:43

    Anch’io come Paolo sono un ex cliente Tim passata a Wind dopo gli aumenti tariffari annunciati via sms e devo dire che non ho avuto nessuna difficoltà e mi trovo benissimo! Spendo molto meno e trovo comodissimo il servizio di fine chiamata con il costo ed il credito disponibile, pensate che è da una settimana che non spendo niente per telefonare ma utilizzo i bonus che accumulo da chi mi chiama! Questo per dire che forse molte volte non abbiamo il tempo per confrontare le diverse offerte degli altri operatori e ci impigriamo con quello a cui siamo abituati. Concordo con Paolo, attenzione alle offerte che vi fanno per telefono( le provano tutte pur di mantenere il cliente) non sono per niente chiari! Ho lasciato Tim dopo tanti anni con dispiacere ma di sicuro non è stato per colpa mia……

  • paolo 1 Ottobre 2008 at 22:56

    Sono un ex cliente TIM che, dopo aver ricevuto il famoso sms d’aumento unilaterale, è passato a WIND con la difficoltà di aver dovuto fare la portabilità per ben 2 volte perchè oltre che scorretti con le tariffe sono stati scorretti anche con l’offerta (finta) che mi hanno propinato la prima e la seconda volta che ho attivato i cambio di operatore.
    UN CONSIGLIO GRANDE CAMBIATE OPERATORE TUTTI E VALUTATE BENE LE OFFERTE CHE, SPESSO, VENGONO PROPOSTE CON MOLTE OMISSIONI SULLE LIMITAZIONI ALL’UTILIZZO DELLE AGEVOLAZIONI OFFERTE.
    P.S. DA QUANDO HO WIND FINALMENTE DOPO OGNI TELEFONATA MI VIENE COMUNICATO LA DURATA IL COSTO ED IL NUOVO CREDITO DISPONIBILE. EVVIVA LA TRASPARENZA!!!!

  • daniele 29 Agosto 2008 at 11:46

    L’Autorità per le comunicazioni ha avviato ispezioni su Tim e Vodafone dopo gli esposti arrivati da alcune associazioni consumatori a proposito delle variazioni delle tariffe di telefonia mobile decise dagli operatori. Lo scopo, fanno sapere fonti dell’Agcom, è quello di verificare le condizioni delle offerte.

    Nel corso dei mesi estivi, Tim prima e Vodafone subito dopo hanno avvisato via sms i propri clienti di alcuni ritocchi all’insù e di alcune rimodulazioni tariffarie dei vecchi piani che, nel caso dell’operatore del gruppo Telecom, scatteranno a inizio settembre, mentre per il colosso britannico prenderanno il via ad ottobre. Complessivamente, i clienti interessati dovrebbero essere circa 9 milioni, 3 milioni in possesso di schede Tim e 5-6 milioni di schede Vodafone.

    Le associazioni dei consumatori sono insorte, con esposti all’Autorità delle comunicazioni e all’Antitrust, denunciando un cartello tra i due gestori e calcolando rincari significativi per le tasche degli italiani. L’ultima in ordine di tempo è stata Altroconsumo che con un esposto all’Agcom e al Garante per la concorrenza ha chiesto la sospensione delle nuove tariffe telefoniche. Stando ai dati raccolti dall’associazione, i rincari andranno da 49 fino a 83 euro all’anno, «con picchi d’aumento sulle singole telefonate anche del 100%». Anche Adusbef e Federconsumatori hanno chiesto all’Agcom «di verificare che tutto si svolga nella norma, nella chiarezza e nella trasparenza», mentre il Codacons è addirittura ricorso all Procuratore della Repubblica di Roma per chiedere di verificare «se l’operazione messa in atto da Tim e Vodafone non sia in violazione della legge sulla concorrenza e non nasconda un accordo tra i due gestori».

  • gianni porreca 29 Agosto 2008 at 11:23

    Tim e Vodafone nel mirino di Agcom e Antitrust. Nei mesi estivi, i due operatori hanno annunciato ai propri clienti, via sms, l’introduzione di rincari e la modifica di alcuni vecchi piani tariffari. Una mossa che non è piaciuta per niente alle associazioni dei consumatori che hanno protestato inviando alcuni esposti all’Autorità per le comunicazioni, che ora vuole vederci chiaro: su Tim e Vodafone sono state avviate ispezioni con lo scopo di verificare le condizioni delle offerte.

    Si muove anche l’Antitrust. Anche l’Autorità garante della concorrenza e del mercato aprirà un’istruttoria. Lo rendono noto Aduc e Altroconsumo, sottolineando come l’Antitrust abbia “ravvisato gli estremi di pratiche commerciali ingannevoli e omissive, ed esistono i presupposti perché l’Autorità deliberi la sospensione provvisoria delle pratiche descritte”. Altroconsumo ha quindi chiesto a Tim e Vodafone di sospendere i cambi dei piani tariffari annunciati e ha invitato gli utenti a rifiutare i cambiamenti proposti dai due operatori.

    “Creato un cartello”. Secondo le associazioni dei consumatori, i due gestori sono colpevoli di aver creato un cartello, destinato a causare rincari significativi per i nove milioni di italiani in possesso di schede Tim e Vodafone. Per Altroconsumo, gli aumenti andranno da 49 fino a 83 euro all’anno, “con picchi d’aumento sulle singole telefonate anche del 100%”. Le modifiche annunciate dai gestori dovrebbero scattare a settembre per Tim e ad ottobre per Vodafone.

    Le altre iniziative. Sulla questione erano intervenute anche Adusbef e Federconsumatori che si erano rivolte all’Agcom, chiedendo “di verificare che tutto si svolga nella norma, nella chiarezza e nella trasparenza”, mentre il Codacons è addirittura ricorso al procuratore della Repubblica di Roma per capire “se l’operazione messa in atto da Tim e Vodafone non sia in violazione della legge sulla concorrenza e non nasconda un accordo tra i due gestori”.

  • karalis 28 Agosto 2008 at 12:58

    L’Autorità per le comunicazioni ha avviato ispezioni su Tim e Vodafone dopo gli esposti arrivati da alcune associazioni consumatori a proposito delle variazioni delle tariffe di telefonia mobile decise dagli operatori. Lo scopo, fanno sapere fonti dell’Agcom, è quello di verificare le condizioni delle offerte.

  • Cesare Nistri 28 Agosto 2008 at 10:55

    Secondo me bisogna sfruttare le promozioni per la portabilità….. e cambiare spesso operatore.

  • redazione Il Messaggero 22 Agosto 2008 at 15:24

    rincari delle tariffe della telefonia mobile varati da Tim e Vodafone nei giorni scorsi scatenano la protesta delle associazioni dei consumatori. La prima compagnia a ritoccare i prezzi è stata Tim, seguita a breve distanza dalla diretta concorrente Vodafone. E di due giorni fa, infatti, la notiza secondo la quale la compagnia inglese provvederà alla revisione delle tariffe, attraverso l’eliminazione delle vecchie offerte (dal 1 ottobre 2008).

    La sanzione dell’Antitrust. Tim e Vodafone intanto sono state sanzionate dall’Antitrust per complessivi 660mila euro per pratiche commerciali scorrette. Nel dettaglio Tim dovrà pagare 300mila euro per l’offerta Tim “Flat Day” e Vodafone 360mila euro per “Internet Key”.

    L’Aduc. «Tim e Vodafone, i due gestori dominanti della telefonia mobile italiana, in questo periodo vanno di pari passo: aumentano insieme le tariffe e in contemporanea vengono multate dall’Antitrust. Oggi l’Autorità ha pubblicato sul proprio bollettino che le società sono state sanzionate per pratiche commerciali scorrette. Tim aveva inviato ai suoi clienti prepagati un sms con su scritto “Attivato Flat Day fino alle 24” (una tariffa per la navigazione in rete col cellulare) senza chiederne preventivamente il consenso e senza fornire alcuna informazione in ordine alle relative condizioni economiche. Vodafone aveva diffuso uno spot televisivo, in cui offriva a condizioni solo teoricamente convenienti il dispositivo per la connessione ad Internet denominato “Internet Key”».

    Adusbef e Federconsumatori. «Il comportamento di Tim e Vodafone, riguardo al recente piano di semplificazione e aggiornamento delle offerte di servizio, non è solo da stigmatizzare, ma deve essere contrastato con iniziative di difesa per tutelare gli utenti», hanno scritto in una nota congiunta Adusbef e Federconsumatori, che preannunciano di voler chiedere all’Autorità garante delle comunicazioni (Agcom) di vegliare sulla procedura.

    La revisione delle tariffe. Le due associazioni pongono dubbi anche sulla tempistica con cui le due compagnie hanno scelto di ritoccare le tariffe. «Il periodo scelto, la sovrapposizione dei tempi dei due massimi operatori ed il non avere aperto un confronto come peraltro è sempre stato prassi con le associazioni dei consumatori – continuano Adusbef e Federconsumatori in una nota – inducono più di un sospetto sulla volontà di effettuare un semplice piano di semplificazione e di aggiornamento delle offerte di servizio, ma più che probabilmente si mira a recuperare maggiori introiti in parte giustamente ridimensionati con l’abolizione dei famigerati costi di ricarica». per non parlare del prezzo degli sms che «è diventato uno strumento sempre più usato dalla clientela giovane e non più giovane e che il cui costo è a livelli tra i più elevati in Europa».

  • Francesca Bertini 22 Agosto 2008 at 15:25

    invece che comminare multe, che comunque vengono poi pagate da noi consumatori, non sarebbe meglio “Oscurarli” x un periodo di tempo?

    Forse capirebbero che fare cartello, può essere deleterio per loro.

    Cordialmente.

  • ADUC 22 Agosto 2008 at 02:19

    “Tim e Vodafone, i due gestori dominanti della telefonia mobile italiana, in questo periodo vanno di pari passo: aumentano insieme le tariffe e in contemporanea vengono multate dall’Antitrust” per pratiche commerciali scorrette. Lo sottolinea l’Aduc in una nota. “E’ l’ennesima conferma – aggiunge l’Associazione dei consumatori – che il mercato della telefonia italiana e’ caratterizzata da gestori cialtroncelli, che pur di attirare clienti escogitano tranelli lessicali e di altra natura per gonfiare le bollette degli utenti”. In questo caso “ambedue le sanzioni hanno colpito servizi relativi alla connessione a Internet, sono servizi innovativi su cui tutti i gestori si sono lanciati, ma che hanno gia’ procurato parecchi mal di pancia agli utenti, con bollette che a volte sono a tre zeri”. Le sanzioni, rileva l’Aduc, “sono state piu’ pesanti del solito, ma temiamo che per interrompere lo stillicidio di comportamenti truffaldini sia necessario innalzare ancor di piu’ la sanzione massima che ora e’ di soli 500 mila euro. Una nostra proposta di legge, se approvata, la innalzerebbe a 10 milioni di euro”. (AGI)

  • Massimo Sideri 21 Agosto 2008 at 12:09

    È arrivato sul tavolo di Corrado Calabrò quello che rischia di essere il caso dell’estate: il cambio delle tariffe più economiche da parte di Tim e Vodafone per circa 10 milioni di clienti. L’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni si è riunita d’urgenza nella mattinata di ieri per analizzare il dossier. «Stiamo valutando la questione — ha confermato al Corriere Vincenzo Lobianco dell’Agcom — e nel giro di due settimane dovremmo riuscire a portare a termine il nostro lavoro. In tempo, dunque, per eventuali correzioni prima che scattino i cambi di tariffe per i clienti dei due operatori».

    Parallelamente anche l’Antitrust guidata da Antonio Catricalà sta seguendo da vicino il caso per intervenire laddove emerga il sospetto di una possibile intesa tra i due operatori. Anche se al momento nessuna denuncia risulta essere giunta all’indirizzo dell’authority. E senza una denuncia circostanziata, per esempio da parte di una delle associazioni dei consumatori, nessun intervento è possibile. Diverso il caso dell’Agcom. «Non abbiamo modo di intervenire sulle tariffe del settore mobile che opera in un ambito concorrenziale — ha specificato Lobianco —. Ma stiamo valutando la questione della trasparenza dei messaggi con cui gli operatori hanno comunicato il cambio di tariffa. La comunicazione deve avvenire almeno 30 giorni prima». In questo caso, si tratterà dunque di verificare se gli «sms» sono uno strumento adatto e, soprattutto, se sono effettivamente giunti ai quasi dieci milioni di clienti interessati (3,6 di Tim e almeno sei di Vodafone).

    Altra questione da monitorare è se per i clienti ci sarà la possibilità concreta di lasciare l’operatore senza nessun costo e senza le difficoltà, verificatesi in passato, nelle operazioni di portabilità del numero verso un altro gestore. È pacifico, ha concluso l’Agcom, che «il recesso deve avvenire senza nessun costo visto che è l’operatore a cambiare la tariffa. Compreso l’eventuale rimborso del credito residuo sulla carta ricaricabile». Il 15 settembre, inoltre, scade la consultazione pubblica che l’authority aveva avviato per migliorare la portabilità. In particolare saranno introdotte nuove regole per facilitare il passaggio verso gli operatori mobili virtuali, tra cui le Poste, Auchan, Carrefour, Coop. Un mondo in crescita che solo nell’ultimo anno (il primo di vita) è riuscito a convincere un milione di italiani. Con le nuove modalità che verranno introdotte, questi operatori avranno dei corridoi privilegiati che dovrebbero aiutare a velocizzare i tempi. Infine, l’Agcom sta mettendo a punto un motore di ricerca che, entro breve, dovrebbe permettere ai consumatori di confrontare le offerte in circolazione e districarsi nella complessa giungla delle tariffe.

  • Lettore_5329 21 Agosto 2008 at 12:11

    Le authority partoriranno il solito topolino, infliggeranno le solite multe ridicole, e il TAR del Lazio bloccherà qualsiasi decisione su ricorso di Telecom e Vodafone. E i governi non muovono in dito perché hanno paura di trovarsi Telecom nella stessa situazione di Alitalia, visto il debito. A rimetterci rimarrano sempre e comunque i cittadini, che devono continuare a finanziare sprechi e incompetenza.

  • koochy 21 Agosto 2008 at 12:10

    Ritengo inaccettabile la mossa degli operatori telefonici (nel mio caso TIM ma da quello che mi dicono amici e conoscenti pare che Vodafone agisca in fotocopia). Da qualche mese inviano messaggi promozionali di ogni genere e l’sms di comunicazione variazione delle tariffe è stato inviato con un formato simile a quelli promozionali tanto che io stessa in un primo tempo lo stavo cancellando senza leggerlo fino in fondo perché ritenevo si trattasse dell’ennesima pubblicità. Leggendo meglio ho visto che si trattava di una modifica tariffaria, peraltro scritta in maniera totalmente incomprensibile, con abbreviazioni varie, che non prende in esame tutti i punti del mio piano tariffario. Di fatto, quindi, non so cosa varia e cosa invece viene mantenuto. Portare avanti una vertenza giudiziaria a titolo privato è improponibile per i costi che ne derivano (e proprio su questo contano i gestori)… cosa possono fare gli utenti per tutelarsi? Cambiare gestore? Come se passare alla concorrenza potesse servire a qualcosa. Se avete letto i messaggi che inviano avrete sicuramente notato che sono pressoché uguali… a pensare male si fa peccato ma di solito ci si indovina!!!

  • rudi 21 Agosto 2008 at 10:52

    É veramente tempo per cambiare gestore!!
    Grazie all’articolo pubblicato su questo sito mi sono reso conto che sono coinvolti sia TIM che Vodafone (sono cliente Vodafone da ca. sei anni).

    Per me vuol dire che questi due operatori si sono autosqualificati e non saranno tra gli operatori da scegliere per il cambio.

    Per fortuna c’é almeno un pó di mercato libero …

  • Giulio Boresa 21 Agosto 2008 at 07:49

    Avanza la protesta, con segnalazioni ad Agcom, Antitrust e una denuncia alla Procura della Repubblica. Le speranze di far recedere gli operatori sono poche, però

    Infuria la polemica per i cambi tariffa imposti da Vodafone e da Tim e che scatteranno rispettivamente a ottobre e a settembre. Le associazioni dei consumatori e gli utenti sono furenti e non c’era da aspettarsi altrimenti: primo perché le due rimodulazioni riguardano tantissime persone, circa 3 milioni con Tim e 5-6 milioni con Vodafone; secondo, perché questa è la prima volta che i due operatori cambiano tariffe anche ai precedenti sottoscrittori. Entrambi hanno avvisato i propri utenti con un sms, una modalità di comunicazione che in passato l’Agcom (Autorità Garante delle Comunicazioni) aveva giudicato insufficiente (all’epoca si trattava di Wind).

    Le associazioni bocciano però in toto queste modifiche: il Codacons ha fatto un esposto alla Procura della Repubblica di Roma, definendo le rimodulazioni “anomalo comportamento” da parte dei gestori i quali- aggiunge Codacons- “in concomitanza hanno comunicato ai propri clienti la cancellazione di abbonamenti vantaggiosi attraverso l’insidiosa modalità dell’sms”. Per Codacons si tratta di “una scorrettezza a danno dei consumatori quella di attirarli verso una scelta, con offerte che a breve termine si rivelano solo specchietti per le allodole”. Altroconsumo ha invece segnalato la cosa ad Agcom e si riserva di farlo presto anche all’Antritrust. Agcom ha aperto una pre-istruttoria.

    È improbabile che Agcom chiederà ai gestori di fare dietro front: non ne ha potere. Potrebbe però imporre loro una proroga (per meglio informare i consumatori) e di permettere agli utenti di disdire il contratto senza svantaggi. Il problema, infatti, è che ad oggi gli operatori ancora non garantiscono il recupero del credito residuo, in caso di disdetta. Agcom ha dato agli operatori 10 mesi di tempo (da luglio 2008) per mettere in piedi i processi per la restituzione del credito. Di conseguenza, a meno di interventi ad hoc di Agcom, gli utenti Tim e Vodafone sarebbero doppiamente beffati: non solo perdono la tariffa, ma anche il credito residuo se decidono di cambiare operatore.

  • michele 20 Agosto 2008 at 23:57

    Ma se cambio gestore devo cambiare anche numero? Qualcuno mi sa dire qualcosa? Grazie

  • barbara 20 Agosto 2008 at 21:20

    controllate bene le offerte degli altri operatori che non siano tim e vodafone e vedrete che qualche buona offerta sotto i 15 cent. esiste ancora.

  • samuele 20 Agosto 2008 at 21:16

    è una vergogna!!

  • Massimo Sideri 20 Agosto 2008 at 12:41

    Telefonini, cancellate le chiamate low cost per 10 milioni di clienti – Dopo Tim anche Vodafone cambia le tariffe

    In spiaggia. In montagna. O, peggio, al lavoro. Per circa dieci milioni di italiani, la notizia sta arrivando via «sms» sul proprio cellulare: messaggi di varia natura. Il cui succo è però simile: addio alle vecchie tariffe, spesso le più economiche. Nei giorni scorsi era toccato a 3,6 milioni di clienti Tim che avevano appreso così della fine di una delle dieci tariffe economiche di cui beneficiavano.

    Ora stanno partendo i messaggi di Vodafone. I conti non sono ancora terminati, ma secondo le prime stime si tratterebbe di cinque-sei milioni di clienti «ricaricabili». È la più grande rivoluzione tariffaria in Italia da quando i cellulari sono entrati nel nostro modo di essere. Anche se, sia nel caso di Tim che in quello di Vodafone, i piani tariffari interessati dal cambiamento non potevano essere sottoscritti da anni. Si tratterebbe, dunque, di tariffe definite «fuori mercato». Potrebbe sembrare un vero blitz estivo degli operatori, all’ombra degli ombrelloni e complice la disattenzione estiva. Ma le società giurano di no. Anzi.

    Nonostante la tempistica parallela – le tariffe Tim cambieranno dall’8 settembre, quelle Vodafone dal 1 ottobre – i due principali gruppi che offrono servizi di telefonia mobile in Italia avrebbero preso decisioni simili per ragioni diverse e in momenti diversi. Il gruppo inglese, guidato in Italia da Paolo Bertoluzzo, ha spiegato che la decisione era stata presa ormai da tempo e per ragioni di semplificazione: «Per i clienti era molto difficile districarsi nella giungla delle vecchie tariffe: per questo abbiamo deciso di ridurre il numero dei piani da 31 a sette». Inoltre «queste tariffe, a causa dell’obsolescenza della piattaforma, non permettevano di accedere a una serie di promozioni come Passport e Vodafone Casa». È impossibile riassumere le modifiche dei singoli piani, anche se il minimo comun denominatore nel caso di Vodafone sembra essere lo scatto alla risposta che sarebbe passato da 15 a 16 centesimi per l’azienda. Ma molti clienti già lamentano un aumento da 10 a 16. Dunque con un rincaro del 60%, anche se con dei vantaggi che, nell’economia generale del conto di fine mese, dovrebbero controbilanciare l’aumento: gli «sms» scenderanno dagli attuali 12-15 a 10 cent.

    Per i clienti interessati ora si tratterà di decidere cosa fare: passare al nuovo piano semplificato; scegliere una delle 5 offerte standard disponibili; oppure lasciare il gruppo, anche se sarebbe impossibile trovare in circolazione i benefici a cui si deve dire addio. In questo caso, ha fatto sapere l’operatore, non ci saranno penali da pagare e il credito residuo (trattandosi di ricaricabili) sarà restituito.

    Per chi, poi, deciderà di rimanere saranno riattivabili delle promozioni come la «Easy day special» o la «Promozione infinity». Una cosa è certa. Anche questo è un segnale delle difficoltà del settore….

  • Massimo Sideri 20 Agosto 2008 at 12:38

    Difficilmente questa volta gli operatori telefonici riusciranno a schivare i venti di battaglia che sembrano animare i propri clienti.

    Migliaia di messaggi di protesta. Blog su internet ingolfati. Incitamento al boicottaggio. Non ultimo, un esposto alla Procura di Roma.

    Una reazione di massa probabilmente sottovalutata dai due operatori dominanti, Tim e Vodafone, che nel giro di pochi giorni (e proprio a cavallo di Ferragosto) hanno annunciato di voler mandare in pensione le tariffe più economiche in circolazione.

    Conti alla mano, la questione riguarda circa dieci milioni di clienti, un vero esercito: 3,6 per la divisione mobile di Telecom Italia e tra i 5 e i 6 per il gruppo inglese. Ciò che non era stato previsto, forse, è che si andava a toccare quello che è considerato quasi un diritto acquisito.

    E in un momento in cui per molte famiglie italiane, tra inflazione e continui rincari di benzine, mutui a tasso variabile, pane e servizi, quello che non ci si aspettava di certo è che anche la bolletta ricaricabile dell’amato cellulare venisse messa in difficoltà.

    Ad annunciare la presentazione dell’esposto, nonostante i ritmi ridotti degli uffici cittadini in agosto, è stato il Codacons. L’associazione ha detto di aver denunciato «l’anomalo comportamento dei gestori che in concomitanza hanno comunicato ai propri clienti la cancellazione di abbonamenti vantaggiosi attraverso l’insidiosa modalità dell’sms».

    L’accusa, insomma, sarebbe di aver fatto una sorta di «cartello» mandando in cantina insieme le offerte storiche più basse e dunque meno vantaggiose per i conti dei due gruppi.

    Resta da verificare se per i clienti ci sarà qualche scappatoia legale o se il contratto già prevedeva, in qualche postilla, la possibilità di un cambio forzoso. Tariffe più alte Tim e Vodafone tagliano le offerte più economiche per i cellulari con i nuovi piani tariffari

  • karalis 20 Agosto 2008 at 12:19

    TIM E VODAFONE CANCELLANO LE PROMOZIONI

    IL CODACONS: BOICOTTARE I GESTORI TELEFONICI

    In questo agosto infuocato non solo dal caldo ma anche dai prezzi fuori controllo ci mancavano anche i gestori telefonici a rovinare le vacanze degli italiani.

    Sembra infatti che la Tim il 10 di agosto abbia comunicato a tutti i sui clienti la cancellazione di promozioni, sconti e abbonamenti vantaggiosi attraverso l’insidiosa modalità dell’sms e anche la Vodafone negli stessi giorni abbia apportato lo stesso tipo di modifiche.

    La scelta aziendale in se non è apparentemente contestabile, in quanto rientra nei diritti della Tim apportare modifiche ai piani tariffari ma è senza dubbio una scorrettezza di enormi proporzioni a danno dei consumatori quella di attirali verso una scelta, con offerte che a breve termine si rivelano solo specchietti per le allodole.

    “E’ vergognoso questo modo di abbindolare i cittadini – commenta il codacons – soprattutto in considerazione del particolare periodo in cui ci troviamo, la scelta di agosto non sembra infatti cosi casuale. Invitiamo chiunque ne sia stato vittima a non subire tale ingiustizia ma a sostenere la campagna di boicottaggio promossa dall’associazione e a richiedere un repentino passaggio ad altri gestori.

    Trattandosi inoltre delle due compagnie telefoniche che raccolgono il maggior numero di utenti e in considerazione della sospetta contemporaneità della manovra messa in atto da Tim e Vodafone – prosegue il Codacons – chiediamo all’Antitrust e all’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni di verificare se tale operazione non sia in violazione della legge sulla concorrenza e non nasconda un accordo tra i due gestori”.

  • karalis 20 Agosto 2008 at 12:07

    LA PROCURA INDAGA SU TIM E VODAFONE PER IL CAMBIAMENTO DELLE PROMOZIONI ATTIVATE DAGLI UTENTI

    IL CODACONS: BOICOTTARE I GESTORI TELEFONICI

    E’ all’esame del Procuratore della Repubblica di Roma la discutibile scelta dei gestori telefonici Tim e Vodafone di apportare modifiche ai piani tariffari e alle offerte promozionali attivate dagli utenti.

    Il Codacons già una settimana fa aveva segnalato con un esposto l’anomalo comportamento di Tim e Vodafone che in concomitanza avevano comunicato ai propri clienti la cancellazione di promozioni, sconti e abbonamenti vantaggiosi attraverso l’insidiosa modalità dell’sms.

    L’associazione aveva osservato la scorrettezza di enormi proporzioni perpetrata dai due gestori ai danni dei consumatori, attirati verso una scelta con offerte che si sono poi rivelate solo specchietti per le allodole.

    “Ci auguriamo che la Procura faccia chiarezza – commenta il Codacons – appurando, inoltre, se l’operazione messa in atto da Tim e Vodafone non sia in violazione della legge sulla concorrenza e non nasconda un accordo tra i due gestori.

    E’ vergognoso questo modo di abbindolare i cittadini – conclude l’associazione – e invitiamo chiunque ne sia stato vittima a non subire tale ingiustizia ma a sostenere la campagna di boicottaggio promossa dal Codacons e a richiedere un repentino passaggio ad altri gestori”.