Cosa cambierà principalmente con l'approvazione delle unioni civili e delle convivenze di fatto

Vediamo, nel dettaglio, cosa cambierà principalmente con l'approvazione delle unioni civili e delle convivenze di fatto.

Nella pratica, la normativa risponde a esigenze molto diverse: nel primo caso si tratta, almeno per quanto riguarda il lato patrimoniale ed economico, di un matrimonio a tutti gli effetti.

Per chi convive, invece, la legge delinea solo alcuni diritti di assistenza specifici.

Comunque, l'unione civile deve essere registrata davanti a un pubblico ufficiale alla presenza di due testimoni e il documento sarà registrato nell'archivio di stato civile.

Ma per celebrare le prime unioni occorre aspettare almeno il 30 giugno, giorno ultimo per l'emanazione del decreto ad hoc che darà tutte le indicazioni.

I due partner possono decidere di utilizzare un cognome comune.

Le uniche differenze con il matrimonio, tralasciando ovviamente il dibattutissimo capitolo sulle adozioni, sono l'assenza delle pubblicazioni e la mancanza dell'obbligo di fedeltà.

Quindi eventuali relazioni esterne alla coppia non potranno essere chiamate in causa nel caso in cui uno dei due partner chieda lo scioglimento.

Istituzionalizzare la convivenza è possibile già da anni: basta andare all'ufficio dell'Anagrafe comunale e presentare il modello di dichiarazione di residenza specificando che si tratta di “Convivenza per vincoli affettivi”.

Chi compila il modulo è il soggetto che dirige la convivenza, che termina con il cessare della coabitazione.

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