La segnalazione al garante della privacy

Quando, invece, non è possibile presentare un reclamo, perché, ad esempio non si dispone di tutte le informazioni necessarie per farlo, gli stessi scopi sono raggiungibili inoltrando una semplice segnalazione, fornendo gli elementi che si hanno.

La forma è libera, l'invio può essere fatto all'indirizzo geografico, per email o per fax (vedi QUI).

A seguito della presentazione di una segnalazione il Garante procede come per i reclami, e può prendere gli stessi provvedimenti già accennati.

La segnalazione, a differenza del reclamo e del ricorso, è gratuita.

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Commenti e domande

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  • tiziana1965 18 marzo 2015 at 11:13

    Vorrei sapere se ci sono i presupposti per segnalare al garante della privacy una situazione incresciosa successa qualche giorno fa. si è presentato un esattore esterno per conto Agos al mio citofono cercando mio marito senza preavviso, ha detto di essere autorizzato. E se al mio posto oltre me c’era qualche altra persona a cui non voglio far sapere gli affari miei. sappiamo di essere in torto. mi ha detto anche il suo nome .la stessa cosa è successa anche prima di natale. Io non voglio nella maniera piu assoluta che vengano a casa. Semmai scrivere cosa che non hanno mai fatto .grazie

    • Ludmilla Karadzic 18 marzo 2015 at 11:52

      Insomma, cerchiamo di chiarire le cose: l’unica persona che può autorizzare la visita domiciliare o contatti al telefono (quello personale, naturalmente, non al cellulare di amici e parenti) da parte operatori di recupero crediti è il debitore. La società di recupero crediti ha uno, ed un solo modo legittimo, di interagire con il debitore: inviargli una raccomandata AR all’indirizzo attuale di residenza. Non c’è altro.

      Il fatto di non riuscire a pagare un debito non può essere sottoposto a censure o giudizi altrui: torto o non torto si tratta di cavoli del debitore, il quale non può perdere, per questo, la propria dignità o il diritto alla privacy; e non conferisce agli incauti funzionari l’autorizzazione a presentarsi a casa senza essere stati invitati. Purtroppo questo malcostume è incoraggiato dall’atteggiamento timido del debitore, che si autoflagella sentendosi in torto e subisce in silenzio per espiare una colpa che non ha.

      Lei è legittimata senz’altro a segnalare il caso di cui è rimasta vittima all’Autorità per la tutela della privacy. Non solo, può sporgere denuncia anche all’Autorità giudiziaria per molestie e stalking. Un giorno il funzionario che la importuna potrebbe anche ringraziarla, perchè in questo modo lo avrà educato, risparmiandogli in futuro anche azioni più incisive portate avanti da qualche agguerrito debitore (leggasi avvocato) che decidesse di dedicare parte del proprio tempo per togliersi lo sfizio di chiedere al giudice anche un risarcimento danni per la propria privacy violata.

      Ma c’è un modo più spiccio, se vuole, di togliersi di torno chi crede di poter agire al di fuori delle regole. E’ necessario premettere che le derive comportamentali che l’hanno coinvolta non sono gradite, in primis, da chi è responsabile della società, in quanto segnalazioni da parte del debitore all’Autorità per la tutela della privacy o a quella giudiziaria potrebbero dare avvio ad ispezioni della Banca d’Italia e della Prefettura, con conseguenti sanzioni e/o il ritiro della licenza per poter operare nel settore del recupero crediti.

      I funzionari che effettuano visite domiciliari, o contattano ripetutamente il debitore, senza aver previamente concordato l’una e l’altra modalità di approccio, si comportano in questo modo perchè sono ignoranti, nel senso che non hanno coscienza di quello cui potrebbero andare incontro qualora incontrassero un debitore consapevole dei propri diritti e non disposto a farsi vessare. Nessuno li ha istruiti sul posto di lavoro (tanto la responsabilità penale è personale) ed hanno come attenuante (che, tuttavia, non giustifica certi atteggiamenti invasivi) il fatto che sono malpagati e cercano, in ogni modo, di accrescere le proprie provvigioni con il recupero di quanto più possibile.

      Pertanto, basta scrivere una letterina, da inviare con raccomandata A/R, ai vertici della società di recupero crediti per la quale il soggetto che si è presentato a casa sua lavora, indicando le generalità del debitore e il numero di pratica (se è in grado di fornire il nome dell’agente, bene, altrimenti loro sapranno, comunque, come risalire al tipo a cui è stata affidato il suo fascicolo), descrivendo l’episodio, diffidando formalmente dal continuare a porre in atto atteggiamenti che violano la privacy e configurano reati di molestie e stalking e riservandosi di agire per il risarcimento danni.

      Garantito al limone che nessuno la importunerà più.

  • Anna Carmela Carchia 21 novembre 2014 at 08:36

    Buongiorno e possibile che le finanziarie non ti avvisano che la tua pratica è stata ceduta hai recupero crediti! Dando il tuo numero di telefono a tutti! Grazie

    • Annapaola Ferri 21 novembre 2014 at 09:04

      Ad essere possibile è possibile, lo vediamo nella vita reale di tutti i giorni cosa succede. Per opporsi a questi soprusi la invito a leggere i contenuti di questa sezione, prima di porre ulteriori domande, a cui ci è impossibile rispondere in quanto troppo generiche.

  • jeco 20 novembre 2014 at 18:21

    salve,
    ho un problema con una finanziaria, sono rimasto indietro di alcune rate ,4 per la precisione. Ora da un analisi della mia banca sono venuta a conosceenza che risulto segnalata al crif. Contattando la finanziaria, mi dicono che in data 31/10/2014 hanno mandato una lettera mezzo posta normale quindi non raccomandata dove indicavano la decadenza del beneficio del termine e che dovevo versare la cifra di 2700 euro entro la data del 10/11/2014 e che siccome non risultava questo pagamento, hanno ceduto il mio credito ad un recupero crediti che ora chiede o il pagamento di 3000 euro mezzo cambiali o richiesta di saldo e stralcio.

    A prescindere dal fatto che io non ho mai ricevuto raccomandate di quanto sopra e oltretutto le rate non pagate sono 4, e che si sarebbe potuto trovare un accordo, ora come posso risolvere la faccenda, visto che la mia banca potrebbe pagare il saldo e stralcio alla finanziaria, ma che non può erogarmi il credito vista iscrizione al crif, come grave sofferenza finanziaria. Cosa posso fare?

    • Annapaola Ferri 21 novembre 2014 at 07:00

      il preavviso di segnalazione in Centrale Rischi riveste la funzione di consentire al debitore di non incorrere nella segnalazione: il destinatario del preavviso potrebbe, infatti, far rilevare la mancanza del presupposto sostanziale richiesto per l’iscrizione di informazioni creditizie di tipo negativo, ovvero regolarizzare la propria posizione.

      Di regola, pertanto, nel caso in cui il creditore, che abbia proceduto alla segnalazione in SIC, non riesca a provare di aver inviato al debitore il preavviso di imminente segnalazione, egli non potra’ avvalersi della presunzione prevista dal codice civile in base alla quale la dichiarazione diretta a un determinato soggetto si reputa conosciuta nel momento in cui giunge allindirizzo del destinatario.

      La invito, pertanto, a leggere questo articolo e gli altri contenuti nella sezione Illegittimità dell’iscrizione del debitore in Centrale Rischi.




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