Imposta comunale sulla pubblicità

L'ICPA, ovvero l'imposta comunale sulla pubblicità, parte dal presupposto della diffusione di messaggi pubblicitari effettuata attraverso forme di comunicazione visive o acustiche, in luoghi pubblici o aperti al pubblico o che sia da tali luoghi percepibile.

Ai fini dell'imposizione si considerano rilevanti i messaggi diffusi nell'esercizio di una attività economica allo scopo di promuovere la domanda di beni o servizi, ovvero finalizzati a migliorare l'immagine del soggetto pubblicizzato.

Per luoghi pubblici si intendono le vie, le piazze, i giardini pubblici e le aree comunque aperte al pubblico passaggio o a cui chiunque può accedere in ogni momento senza limitazioni o condizioni.

Per luoghi aperti al pubblico si intendono i locali e le aree che siano destinati a pubblici spettacoli, a pubblici esercizi, ad attività commerciali o ai quali, comunque, chiunque può accedere soltanto in certi momenti o adempiendo a speciali condizioni poste da chi nel luogo medesimo eserciti un diritto od una potestà.

Soggetto passivo dell'imposta sulla pubblicità, tenuto al pagamento in via principale, è colui che dispone a qualsiasi titolo del mezzo attraverso il quale il messaggio pubblicitario viene diffuso. E' solidalmente obbligato al pagamento dell'imposta colui che produce o vende la merce o fornisce i servizi oggetto della pubblicità.

Il pagamento dell'imposta deve essere effettuato contestualmente alla richiesta del servizio, su richiesta al Comune.

L'imposta sulla pubblicità si determina in base alla superficie della minima figura piana geometrica in cui è circoscritto il mezzo pubblicitario indipendentemente dal numero dei messaggi in esso contenuti.

Il soggetto passivo d'imposta, prima di iniziare la pubblicità, deve presentare apposita denuncia all'ufficio e la comunicazione deve avvenire anche in caso di cessazione o variazione temporanea, utilizzando il modulo sottoriportato.

Il pagamento dell'imposta è annuale, con termine a gennaio di ogni anno, e se non si verificano variazioni dovrà essere versato l'importo dell'anno precedente.

Sanzioni per omessa, infedele dichiarazione e tardivo pagamento:

  • in caso di mancata denuncia il 100 % dell' imposta evasa , riducibile 1/3 se il versamento avviene entro 60 giorni dalla
    notifica dell' avviso di pagamento ,
  • in caso di infedele denuncia il 50 % dell' imposta evasa, riducibile 1/3 se il versamento avviene entro 60 giorni dalla
    notifica dell' avviso di pagamento,
  • in caso di mancato pagamento entro i termini previsti per la scadenza 30 % a seguito dell'emissione dell' avviso raccomandato.;

Qualora il contribuente si rechi spontaneamente all'ufficio si applica il ravvedimento operoso come previsto dalla normativa in materia, con conseguente riduzione della sanzione.

Il servizio per l'accertamento e la riscossione dell'imposta comunale è gestito in concessione, di norma, da una ditta nominata dal Comune.

La tariffa dell' imposta è ridotta alla metà:

  1. per la pubblicità effettuata da comitati, associazioni, fondazioni ed ogni altro ente che non abbia scopo di lucro;
  2. per la pubblicità relativa a manifestazioni politiche, sindacali e di categoria, culturali, sportive, filantropiche e religiose, da chiunque realizzate, con il patrocinio o la partecipazione degli enti pubblici territoriali.
  3. per la pubblicità relativa a festeggiamenti patriottici, religiosi, a spettacolo viaggianti e di beneficenza.

Esenzioni previste dal vigente regolamento:

  1. la pubblicità realizzata all'interno dei locali adibiti alla vendita di beni od alla prestazione di servizi quando si riferisca all'attività negli stessi esercitata, nonché i mezzi pubblicitari, ad eccezione delle insegne esposte sulle vetrine e nelle porte di ingresso dei locali medesimi, purché siano attinenti alla attività in essi esercitata e non superino nel loro insieme la superficie complessiva di mezzo metro quadrato per ciascuna vetrina o ingresso;
  2. gli avvisi al pubblico esposti nelle vetrine o sulle porte di ingresso dei locali, o in mancanza nelle immediate adiacenze del punto di vendita, relativi all'attività svolta, nonché quelli riguardanti la localizzazione e l'utilizzazione dei servizi di pubblica utilità che non superino la superficie di mezzo metro quadrato e quelli riguardanti la locazione o la compravendita degli immobili di superficie non superiore ad un quarto di metro quadrato;
  3. la pubblicità comunque effettuata all'interno, sulle facciate esterne o sulle recinzioni dei locali di pubblico spettacolo, qualora si riferisca alle rappresentazioni in programmazione;
  4. la pubblicità, escluse le insegne, relativa ai giornali ed alle pubblicazioni periodiche se esposte sulle sole facciate esterne delle edicole e nelle vetrine o sulle porte di ingresso dei negozi ove si effettua la vendita;
  5. la pubblicità esposta all'interno delle stazioni dei servizi di trasporto pubblico, di ogni genere, inerente l'attività esercitata dall'impresa di trasporto, nonché le tabelle esposte all'esterno delle stazioni stesse o lungo l'itinerario di viaggio per la parte in cui contengano informazioni relative alle modalità di effettuazione del servizio;
  6. la pubblicità esposta all'interno delle vetture ferroviarie, degli aerei e delle navi, ad eccezione dei battelli
  7. La pubblicità comunque effettuata in via esclusiva dallo Stato e dagli Enti pubblici territoriali;
  8. le insegne, le targhe e simili apposte per l'individuazione delle sedi di comitati, associazioni, fondazioni ed ogni altro Ente che non persegua scopo di lucro;
  9. le insegne, le targhe e simili la cui esposizione sia obbligatoria per disposizione di legge o di regolamento, sempre che le dimensioni del mezzo usato, qualora non espressamente stabilite, non superino il mezzo metro quadrato di superficie.
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Commenti e domande

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  • filo 11 agosto 2018 at 02:36

    Il Comune di Modugno nega il mio diritto ad un imborso imu anno 2012 per imposte versate per intero su beni inagibili, domanda di inagibilita’ ed autocerificazione presentate il 14 gennaio 2013, motivando Dalla data di presentazione della dichiarazione sostitutiva dli inagibilità decorre il riconoscimento dell’agevolazione.

    Non precisa la normativa di riferimento. Lo stesso comune per l’anno 2013 imu, persistendo l’inagibilità, in sede di accertamento con adesione affermando di voler risolvere in tempi brevi il problema, in assenza di regolamento comunale, ha richiesto una perizia di un tecnico attestante l’inagibilità con data 2013 che possedevo per poi sottoporla al vaglio dell’ufficio tecnico. Interpellato quest’ultimo gia’ nel 2013 sulla questione e mai pronunciatosi nel frattempo stanno per scadere i termini per presentare ricorso alle commissioni tributarie.

    • Simone di Saintjust 11 agosto 2018 at 03:12

      Il Comune la sta portando per le lunghe proprio per portare il contribuente fuori termine massimo per il ricorso giudiziale. Comprendo che la soluzione ottimale sarebbe quella di risolvere la questione senza dover affrontare le spese di giudizio, ma se si vuole ottenere l’esenzione almeno per l’IMU 2013 (per quanto attiene il 2012 i termini per il ricorso alla CTP dovrebbero esser scaduti) sarà necessario percorrere le vie legali.

  • Anonimo 16 aprile 2018 at 18:16

    Il comune di Calenzano mi contesta agevolazione IMU, perché mio marito e residente in altro comune. In pratica, dicono che il nucleo familiare è scisso e quindi non ho più il criterio per agevolazione. Secondo quando scritto dal Ministero delle Finanze nella circolare IMU, questo non è corretto. Sta di fatto che dovrò fare ricorso. Ma come è possibile?

    • Simone di Saintjust 16 aprile 2018 at 20:26

      Come è possibile? La questione è semplicissima: il funzionario incompetente che ha avviato la contestazione, negando l’agevolazione fiscale, non dovrà pagare, di tasca propria, spese giudiziarie ed onorari di assistenza tecnico legale per il ricorso. Lei, invece, sì. Può darsi che con la mediazione obbligatoria il contenzioso tributario non arrivi alla CTP. In bocca al lupo!

  • Guerrino Sbardella 15 febbraio 2015 at 09:32

    Il giorno 12 gennaio 2015 ho ricevuto una cartella di pagamento TARSU da parte del comune dove risiedo di ben 666 euro con pagamento in una sola soluzione, riguardante gli anni 2009/2010 2011/2012. L’anno 2009 deve essere pagato?

    • Ludmilla Karadzic 15 febbraio 2015 at 10:23

      Per quel che attiene l’accertamento delle omesse dichiarazioni o degli omessi versamenti dei tributi locali, il Comune deve notificare al contribuente, anche a mezzo posta con raccomandata con avviso di ricevimento, un apposito avviso motivato – a pena di decadenza – entro il 31 dicembre del quinto anno successivo a quello in cui la dichiarazione o il versamento sono stati o avrebbero dovuto essere effettuati.

      Pertanto, il temine di decadenza per l’avviso di accertamento per l’anno 2009 è il 31 dicembre 2014.

      Se lei si reca presso gli uffici comunali preposti alla riscossione della tassa di smaltimento dei rifiuti solidi urbani, chiedendo, com’è suo diritto, l’ostensione della ricevuta di spedizione dell’avviso di accertamento che le è stato recapitato il 12 gennaio 2015, molto probabilmente, vi troverà indicata la data di uno degli ultimi giorni del dicembre 2014.

      E tanto basta al mittente per essere in regola con i termini di decadenza fissati per legge, indipendentemente dalla data in cui l’avviso di accertamento è stato effettivamente consegnato dal postino al destinatario.

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