Tosap e Cosap

La Tosa, ovvero la Tassa per l'occupazione di spazi ed aree pubbliche, è uno dei tributi locali per l'occupazione di spazi appartenenti a beni demaniali (i beni dello Stato) o al patrimonio indisponibile degli enti locali, come strade, corsi, piazze, aree private gravate da servitù di passaggio (ossia la limitazione, imposta al proprietario, del godimento del bene a favore di altri, in tal caso il passaggio di altri sull'area privata), spazi sovrastanti e sottostanti il suolo pubblico, comprese condutture e impianti, zone acquee adibite all'ormeggio di natanti in rivi e canali.

La tassa per l'occupazione del suolo pubblico, cioè la Tosap, è la tassa dovuta quando un soggetto occupa un'area che appartiene al territorio di un ente locale: ha il suo fondamento nella limitazione che, per la collettività, comporta il ridotto godimento dello spazio pubblico occupato.

I presupposti per l'applicazione della Tosap sono pertanto, l'occupazione di uno spazio, anche sovrastante o sottostante appartenente al patrimonio indisponibile del Comune o di altro ente ed
il vantaggio economico che dall'occupazione deriva.

La Tosap è calcolata in base alla superficie effettivamente occupata, espressa in metri quadrati o lineari, arrotondati all'unità superiore (non sono pertanto tassabili le porzioni di spazio inferiori ai 50 cm.). Per le aree superiori ai 1000 mq la superficie tassata è calcolata al 10%.

Il tributo è dovuto all'ente titolare dell'area, cioè al Comune o alla Provincia (ad esempio, nel caso di strade provinciali, piazze, ecc). L'ente è pertanto tenuto ad emanare un regolamento che, in ottemperanza alle norme in materia di finanza locale, disciplini le modalità di attuazione e di riscossione della tassa, nonché le eventuali condizioni di esonero.

Sono pertanto previste la suddivisione del territorio in almeno due categorie, secondo un criterio di importanza, con una tassazione tanto più elevata a seconda dell'importanza riconosciuta. L'elenco delle categorie deve essere pubblicato in luoghi pubblici e nell'albo pretorio per almeno quindici giorni e la determinazione di tariffe, a seconda del tipo di occupazione, commisurata ai metri quadri occupati.

La quantificazione dell'imposta dipende inoltre dal tipo di occupazione, con una distinzione fra occupazione permanente ed occupazione temporanea. Le occupazioni permanenti prevedono una tassazione determinata in base all'unità di superficie occupata, commisurata in metri quadri, in ciascun anno solare.

Può inoltre essere prevista una riduzione fino al 30% della tariffa ordinaria per occupazione permanente di spazi soprastanti e sottostanti, ad esempio con l' installazione di tende esterne, sia fisse sia mobili (sono tali, ad esempio, quelle dei negozi e dei locali pubblici).

Qualora la tenda ricada a copertura di una superficie già assoggettata a tassazione, la Tosap è dovuta soltanto sui metri eventualmente eccedenti. Si pensi, ad esempio, al pubblico esercizio che paga la tassa per l'occupazione di suolo pubblico con sedie e tavolini: in tale situazione, la proiezione al suolo di una tenda esterna determina una tassazione soltanto sui metri in eccesso.

Occorre tuttavia precisare che, in assenza di una specifica disposizione su tali spazi, la tassa è dovuta secondo la normale tariffa applicata. Un caso particolare di occupazione permanente riguarda i passi carrabili.

I passi carrabili sono soggetti alla Tosap, applicando la tariffa ordinaria per le occupazioni permanenti, ridotta al 50%. Le occupazioni temporanee sono soggette ad una tassa in misura proporzionale alla superficie occupata ed al periodo di occupazione, calcolato su base giornaliera, come sotto indicato:

  1. I classe: minima, € 1,033. Massima, € 6,917 per mq. Limite giornaliero € 0,1291;
  2. II classe: minima, € 0,775. Massima, € 5,165 per mq. Limite giornaliero € 0,1291;
  3. III classe: minima, € 0,775. Massima, € 4,132 per mq. Limite giornaliero € 0,1291;
  4. IV classe: minima, € 0,3873. Massima, € 3,099 per mq. Limite giornaliero € 0,0775;
  5. V classe: minima, € 0,3873. Massima, € 2,066 per mq. Limite giornaliero € 0,0775.

Le occupazioni temporanee sono disciplinate da una normativa locale che prevede una tariffa giornaliera e la ripartizione di tale tariffa in fasce orarie, con importi differenziati a seconda del periodo e del tipo di occupazione.

L'ente, cui la Tosap è dovuta, può disporre che la Tosap sia sostituita da un canone (Cosap), avente requisiti analoghi a quelli della tassa e simili modalità di pagamento.

Le esenzioni dalla Tassa per l'occupazione del suolo pubblico sono alquanto limitate e circoscritte a particolari soggetti. E', infatti, previsto che non siano soggetti all'imposta:

  • lo Stato e gli enti locali, quali regioni, Province, Comuni;
  • gli enti religiosi, per le occupazioni connesse a fini di culto;
  • gli enti non commerciali aventi finalità educative, sociali, previdenziali, ecc.

Il tributo è riscosso direttamente dall'ente, al momento della richiesta di occupazione del suolo pubblico da parte del cittadino.

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Commenti e domande

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  • filo 11 agosto 2018 at 02:36

    Il Comune di Modugno nega il mio diritto ad un imborso imu anno 2012 per imposte versate per intero su beni inagibili, domanda di inagibilita’ ed autocerificazione presentate il 14 gennaio 2013, motivando Dalla data di presentazione della dichiarazione sostitutiva dli inagibilità decorre il riconoscimento dell’agevolazione.

    Non precisa la normativa di riferimento. Lo stesso comune per l’anno 2013 imu, persistendo l’inagibilità, in sede di accertamento con adesione affermando di voler risolvere in tempi brevi il problema, in assenza di regolamento comunale, ha richiesto una perizia di un tecnico attestante l’inagibilità con data 2013 che possedevo per poi sottoporla al vaglio dell’ufficio tecnico. Interpellato quest’ultimo gia’ nel 2013 sulla questione e mai pronunciatosi nel frattempo stanno per scadere i termini per presentare ricorso alle commissioni tributarie.

    • Simone di Saintjust 11 agosto 2018 at 03:12

      Il Comune la sta portando per le lunghe proprio per portare il contribuente fuori termine massimo per il ricorso giudiziale. Comprendo che la soluzione ottimale sarebbe quella di risolvere la questione senza dover affrontare le spese di giudizio, ma se si vuole ottenere l’esenzione almeno per l’IMU 2013 (per quanto attiene il 2012 i termini per il ricorso alla CTP dovrebbero esser scaduti) sarà necessario percorrere le vie legali.

  • Anonimo 16 aprile 2018 at 18:16

    Il comune di Calenzano mi contesta agevolazione IMU, perché mio marito e residente in altro comune. In pratica, dicono che il nucleo familiare è scisso e quindi non ho più il criterio per agevolazione. Secondo quando scritto dal Ministero delle Finanze nella circolare IMU, questo non è corretto. Sta di fatto che dovrò fare ricorso. Ma come è possibile?

    • Simone di Saintjust 16 aprile 2018 at 20:26

      Come è possibile? La questione è semplicissima: il funzionario incompetente che ha avviato la contestazione, negando l’agevolazione fiscale, non dovrà pagare, di tasca propria, spese giudiziarie ed onorari di assistenza tecnico legale per il ricorso. Lei, invece, sì. Può darsi che con la mediazione obbligatoria il contenzioso tributario non arrivi alla CTP. In bocca al lupo!

  • Guerrino Sbardella 15 febbraio 2015 at 09:32

    Il giorno 12 gennaio 2015 ho ricevuto una cartella di pagamento TARSU da parte del comune dove risiedo di ben 666 euro con pagamento in una sola soluzione, riguardante gli anni 2009/2010 2011/2012. L’anno 2009 deve essere pagato?

    • Ludmilla Karadzic 15 febbraio 2015 at 10:23

      Per quel che attiene l’accertamento delle omesse dichiarazioni o degli omessi versamenti dei tributi locali, il Comune deve notificare al contribuente, anche a mezzo posta con raccomandata con avviso di ricevimento, un apposito avviso motivato – a pena di decadenza – entro il 31 dicembre del quinto anno successivo a quello in cui la dichiarazione o il versamento sono stati o avrebbero dovuto essere effettuati.

      Pertanto, il temine di decadenza per l’avviso di accertamento per l’anno 2009 è il 31 dicembre 2014.

      Se lei si reca presso gli uffici comunali preposti alla riscossione della tassa di smaltimento dei rifiuti solidi urbani, chiedendo, com’è suo diritto, l’ostensione della ricevuta di spedizione dell’avviso di accertamento che le è stato recapitato il 12 gennaio 2015, molto probabilmente, vi troverà indicata la data di uno degli ultimi giorni del dicembre 2014.

      E tanto basta al mittente per essere in regola con i termini di decadenza fissati per legge, indipendentemente dalla data in cui l’avviso di accertamento è stato effettivamente consegnato dal postino al destinatario.

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