Morte di un lavoratore dipendente » Recupero tfr ed altri emolumenti

Quando un lavoratore dipendente muore, i suoi eredi possono far valere il diritto di richiedere il trattamento di fine rapporto (TFR) ed altri emolumenti, spettanti al trapassato e maturati nel corso dell’età lavorativa, che non sono stati ancora corrisposti dal datore di lavoro.

Come noto, al decesso di un lavoratore dipendente si apre una successione nel patrimonio ereditario.

La morte del lavoratore, inoltre, comporta una cessazione automatica del contratto di lavoro.

Pertanto, in questo caso, il datore di lavoro deve corrispondere agli eredi, oltre alla retribuzione dell’ultimo periodo di lavoro, l’indennità sostitutiva del preavviso e il trattamento di fine rapporto, il cosiddetto TFR.

Quando si parla di TFR, però, è bene sapere che, sempre nel caso di decesso del dipendente, lo stesso non confluisce indistintamente nell’asse ereditario del defunto come fosse un normale credito verso una persona o un ente.

La successione di questo onere, infatti, è regolata da una particolare disciplina.

La normativa prevede che il TFR non segua le normali regole in materia di accettazione dell’eredità, bensì che sia indipendente da queste ultime e quindi non appartenga al patrimonio ereditario venendo automaticamente assegnato a determinate categorie di parenti superstiti.

La disciplina in materia prevede, inoltre, che siano proprio gli eredi ad accordarsi fra loro per la ripartizione del TFR liquidato dal datore di lavoro.

La modalità di erogazione delle somme differisce, comunque, a seconda del momento del decesso del lavoratore e del grado di parentela dell’erede beneficiario.

Nel caso di morte del dipendente in attività il TFR compete al coniuge, ai figli e, se vivevano a carico del prestatore di lavoro, ai parenti entro il terzo grado e agli affini entro il secondo grado.

La sua corresponsione, come accennato, è indipendente dall’accettazione dell’eredità e il datore di lavoro non è vincolato all’adempimento dell’obbligo di acquisire la prova della presentazione della dichiarazione di successione, prima di disporne il pagamento.

Discorso analogo può essere fatto per ciò che concerne la cosiddetta indennità sostitutiva del preavviso che, in caso di morte del lavoratore, è sempre dovuta ai superstiti.

In linea generale, l’indennità è dovuta nei casi di cessazione dei rapporti di lavoro da parte del soggetto che recede senza rispettare il preavviso e compensa la parte che subisce il recesso immediato.

La morte del lavoratore, dipendente tuttavia, rientra nei casi in cui l’indennità sostitutiva è dovuta in assoluto per situazioni di sopravvenuta impossibilità di svolgere la prestazione lavorativa.

Essa deve essere calcolata sulla base della retribuzione normalmente spettante al lavoratore in atto al momento della cessazione del rapporto.

Per quanto riguarda tutti gli altri compensi maturati durante il rapporto di lavoro invece, come retribuzione, ratei di mensilità aggiuntive, indennità per ferie non godute, permessi non goduti, ecc., gli stessi sono assegnati in base alla successione.

Gli emolumenti elencati rientrano, dunque, nell’asse attivo ereditario e la loro richiesta comporta l’accettazione dell’eredità.

Un’eventuale rinuncia all’eredità quindi comporterà necessariamente la perdita del diritto alla riscossione di tali compensi.

Concludendo è bene sapere che il decesso di un familiare lavoratore, in possesso dei requisiti per il pensionamento o già pensionato, può far sorgere in capo agli eredi il diritto a prestazioni previdenziali differenziate a seconda della situazione assicurativa della persona deceduta ed erogate dagli enti di previdenza obbligatori.

10 Luglio 2014 · Andrea Ricciardi

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Stai leggendo Morte di un lavoratore dipendente » Recupero tfr ed altri emolumenti Autore Andrea Ricciardi Articolo pubblicato il giorno 10 Luglio 2014 Ultima modifica effettuata il giorno 21 Agosto 2017 Classificato nella categoria successione eredità e donazioni - nozioni generali collazione riduzione donazioni e disposizioni testamentarie lesive quota legittima Inserito nella sezione successione donazione rinuncia eredità

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  • Anonimo 25 Gennaio 2019 at 21:49

    Sono nubile e andrò in pensione con quota 100. Il mio tfr, se muoio prima di poterlo riscuotere, potrà andare ai miei fratelli?

    • Simone di Saintjust 26 Gennaio 2019 at 04:22

      Certamente: il Trattamento di Fine Rapporto maturato, in caso di premorienza, andrà ai suoi eredi.

  • Anonimo 8 Novembre 2017 at 11:53

    Mio fratello è deceduto in costanza di rapporto di lavoro e mia madre ha fatto richiesta di liquidazione del TFR all’INPS. L’INPS ha elaborato la pratica ed ha disposto l’accertamento presso Equitalia. Vorrei sapere se è possibile il pignoramento e se esso può avvenire per debiti del lavoratore deceduto o anche per debiti dell’erede superstite?

    • Simone di Saintjust 8 Novembre 2017 at 12:03

      I soggetti pubblici, ovvero le pubbliche Amministrazioni e le società a totale partecipazione pubblica, prima di effettuare un pagamento di importo superiore a 10 mila euro, sono obbligate a procedere alla verifica di eventuali inadempienze tributarie da parte del soggetto beneficiario del pagamento stesso. Quindi, si tratta, in questa fase, della verifica di debiti esattoriali riconducibili esclusivamente a sua madre, erede superstite.