Quando un tasso d'interesse viene considerato usurario

Un tasso di interesse che è perfettamente legale quando il finanziamento è stato concesso, può diventare usurario successivamente, oppure può essere fin dall'inizio usuraio un finanziamento che sembra invece in regola.

Nel primo si parla di usura sopravvenuta, nel secondo di usura preventiva.

L'usura preventiva, detta anche originaria, si verifica se alla data di stipula del finanziamento il Taeg (tasso annuo effettivo globale) supera il tasso soglia (il Tsu, che è il tasso medio dei prestiti rilevato nel trimestre dalla Banca d'Italia - tasso effettivo globale medio o Tegm - maggiorato di una percentuale massima fissata dalla legge, ndr).

Inoltre siamo in presenza di usura preventiva anche quando il tasso di mora è maggiore del Tsu.

In effetti si intendono usurari gli interessi che superano il limite stabilito dalla legge nel momento in cui essi sono promessi o comunque convenuti, a qualunque titolo, quindi anche a titolo di interessi moratori.

L'usura sopravvenuta, invece, si verifica quando i tassi pattuiti diventano superiori ai tassi soglia in un momento successivo alla stipula per effetto dell'abbassamento di questi ultimi per mutate condizioni di mercato.

E' il caso di chi ha un mutuo a tasso fisso ed inizia un repentino crollo dei tassi di interesse.

Nel caso in cui gli interessi originariamente pattuiti al di sotto del tasso soglia superino tale limite nel corso del rapporto comporta l'inopponibilità al cliente dei tassi eccedenti tale limite e, di conseguenza, il tasso dovrebbe essere ridotto al limite del tasso soglia rilevato di tempo in tempo.

Tali principi si devono applicare anche a tutti i rapporti sorti prima della entrata in vigore della legge sull'usura sia in relazione ai contratti stipulati tra le parti sia in relazione ad eventuali titoli giudiziali conseguiti.

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