famiglia separazione assegno di mantenimento e divorzile



Assegni a vuoto, utilizzo irregolare di carte di credito, debiti non saldati – quando non è possibile fruire del prestito per l’anticipo della pensione (ape)

Tullio Solinas - 21 Ottobre 2017


L'APE (Anticipo finanziario a garanzia pensionistica) volontaria può essere richiesto dagli iscritti all'assicurazione generale obbligatoria, alle forme sostitutive ed esclusive della medesima e alla Gestione separata che, al momento della richiesta di APE, abbiano un'età anagrafica minima di 63 anni e che maturino il diritto a una pensione di vecchiaia entro 3 anni e 7 mesi, purché siano in possesso del requisito contributivo minimo di venti anni e la loro pensione, al netto della rata di ammortamento corrispondente all'APE richiesta, sia pari o superiore, al momento dell'accesso alla prestazione, a 1,4 volte il trattamento minimo previsto nell'assicurazione generale obbligatoria. Non [ ... leggi tutto » ]


Nessun diritto all’assegno divorzile per l’ex coniuge che forma una nuova famiglia di fatto, anche se la convivenza viene successivamente meno

Marzia Ciunfrini - 4 Settembre 2017


L'instaurazione da parte del coniuge divorziato di una nuova famiglia, anche se di fatto, rescindendo ogni connessione con il tenore ed il modello di vita caratterizzanti la pregressa fase di convivenza matrimoniale, fa venire definitivamente meno ogni presupposto per la riconoscibilità dell'assegno divorzile a carico dell'altro coniuge. Con la formazione di una nuova famiglia di fatto, il diritto all'assegno divorzile non entra in stato di quiescenza, ma resta definitivamente escluso: infatti, la formazione di una famiglia di fatto, è espressione di una scelta esistenziale, libera e consapevole, che si caratterizza per l'assunzione piena del rischio di una cessazione del rapporto [ ... leggi tutto » ]


Dopo l’esclusione del criterio relativo al tenore di vita goduto durante il matrimonio, il coniuge beneficiario farebbe bene a pensarci due volte prima di presentare istanza di revisione dell’assegno divorzile

Genny Manfredi - 26 Luglio 2017


Come è ampiamente noto, con la famosa sentenza 11504/2017, resa a sezioni unite dai giudici della Corte Suprema, con la quale è stato decretata l'esclusione del parametro relativo al tenore di vita goduto in costanza di matrimonio dai criteri adottati per stabilire la sussistenza del diritto a percepire l'assegno di divorzio e per determinarne l'importo, sono stati affermati due importanti principi giuridici. Il primo afferma che il diritto all'assegno di divorzio è condizionato dal suo preventivo riconoscimento in base ad una verifica giudiziale che si articola necessariamente in due fasi, tra loro nettamente distinte e poste in ordine progressivo dalla [ ... leggi tutto » ]


Tenore di vita goduto durante il matrimonio – criteri differenti nella quantificazione dell’assegno di separazione e di quello divorzile

Annapaola Ferri - 17 Giugno 2017


In tema di separazione, l'obbligo di assistenza materiale trova di regola attuazione nel riconoscimento di un assegno di mantenimento in favore del coniuge che versa in una posizione economica deteriore e non é in grado, con i propri redditi, di mantenere un tenore di vita analogo a quello offerto dalle potenzialità economiche dei coniugi. Sotto tale profilo con l'espressione redditi adeguati la norma ha inteso riferirsi al tenore di vita consentito dalle possibilità economiche dei coniugi; tale dato, non ricorrendo la condizione ostativa dell'addebito della separazione, richiede un'ulteriore verifica per appurare se i mezzi economici di cui dispone il coniuge [ ... leggi tutto » ]


L’obbligato perde il lavoro e la beneficiaria torna a casa dei genitori – si alla riduzione dell’assegno divorzile con efficacia retroattiva decorrente dalla data di licenziamento

Marzia Ciunfrini - 6 Giugno 2017


La giurisprudenza ha in più occasioni ritenuto legittima la revisione retroattiva dell'assegno divorzile in presenza di un evento che la giustifichi, evento che può essere rappresentato anche dalla perdita del lavoro da parte dell'ex coniuge obbligato (Cassazione civile sentenze 11913/2009 e 16173/2015). La beneficiaria dell'assegno divorzile non può opporsi alla riduzione retroattiva dell'importo a decorrere dalla data di licenziamento dell'ex coniuge obbligato invocando, come compensazione all'evento negativo rappresentato dalla perdita di lavoro, l'intervenuto peggioramento delle proprie condizioni economiche se, nel frattempo, si è trasferita presso la famiglia di origine. Così si sono espressi i giudici della Corte di cassazione con [ ... leggi tutto » ]