eredità - accettazione tacita ed espressa


Eredità – quando il chiamato debitore muore prima di accettare o rinunciare

Carla Benvenuto - 27 Gennaio 2015


Famiglia con madre padre e due fratelli: muore prima la madre e i figli diventano eredi, senza aver fatto la successione in quanto nel loro caso non necessaria, dal momento che sono presenti poche migliaia di euro presenti su un conto in comune con la madre e basta, niente case ne beni mobili. Il padre invece non accetta, né rifiuta, né compie atti che possano far capire di averla accettata tacitamente in quanto non ha facoltà di muovere beni della moglie. Dopo pochissimi mesi anche il padre muore e in questo caso i due figli rinunciano all'eredità perché ha svariati [ ... leggi tutto » ]


Come il creditore può dimostrare accettazione tacita dell’eredità da parte del debitore

Annapaola Ferri - 30 Maggio 2014


Se il chiamato all'eredità è un debitore, il suo creditore ha spesso interesse alla trascrizione dell'accettazione dell'eredità per poter portare a termine l'azione esecutiva. Per quanto riguarda l'accettazione esplicita, o espressa, dell'eredità, essa opera in base alla dichiarazione del chiamato contenuta in un atto pubblico ovvero in una scrittura privata con sottoscrizione autenticata o accertata giudizialmente. L'accettazione tacita dell'eredità consiste, invece, nel compimento di atti che presuppongono necessariamente la volontà di accettare e che il chiamato non avrebbe diritto di compiere se non nella qualità di erede. In via generale, gli atti che, secondo la legge o secondo la giurisprudenza, [ ... leggi tutto » ]


Espropriazione esattoriale di immobile di provenienza ereditaria – quando è nulla

Annapaola Ferri - 30 Maggio 2014


E' compito del creditore procedente dimostrare la trascrizione di un titolo d'acquisto a favore del debitore sottoposto ad esecuzione, nonché l'assenza di trascrizioni a carico dello stesso debitore relative ad atti di disposizione del bene, precedenti la trascrizione del pignoramento. Spetta al giudice dell'esecuzione verificare la titolarità, in capo al debitore sottoposto ad esecuzione, del diritto (di proprietà o diritto reale minore) pignorato sul bene immobile. Questa verifica va compiuta, d'ufficio, mediante l'esame della documentazione prodotta dal creditore procedente. Nel caso in cui sia sottoposto a pignoramento un bene immobile del quale il creditore procedente assuma la titolarità in capo [ ... leggi tutto » ]


Accetta l’eredità con beneficio d’inventario per sfuggire al fermo amministrativo » non basta

Tullio Solinas - 15 Aprile 2014


Fermo amministrativo: l'erede è responsabile anche se ha accettato con beneficio di inventario se il "de cuius" non ha pagato l'assicurazione dell'auto. L'erede che abbia accettato l'eredità con beneficio di inventario, pur conservando una responsabilità limitata per i debiti e le passività ereditarie, subentra comunque nella titolarità dei beni e dei diritti che costituiscono l'asse e ne assume l'amministrazione in forza di un diritto proprio e nell'interesse anche degli eventuali debitori e legatari. Di conseguenza, in quanto continuatore della persona del de cuius, risponde delle sanzioni comminate per essere, il veicolo già di proprietà del defunto, privo di contrassegno assicurativo. [ ... leggi tutto » ]


Debiti ed eredità – domande e risposte

Paolo Rastelli - 25 Luglio 2013


Vi sono due tipi di accettazione: Quella pura e semplice e l'accettazione con beneficio di inventario. L'accettazione pura e semplice comporta la confusione tra i patrimoni del defunto e quello dell'erede che diventano una cosa sola. L'erede subentrando nel patrimonio del defunto succede sia nell'attivo che nel passivo, egli, perciò è tenuto al pagamento dei debiti ereditari anche se superano il valore dell'attivo. L'accettazione con beneficio di inventario non implica, invece, la confusione dei due patrimoni e, quindi, l'erede non è tenuto al pagamento dei debiti ereditari o dei legati oltre il valore di ciò che era ricompreso nel patrimonio [ ... leggi tutto » ]