Prassi da seguire dopo il decesso di un familiare - Decesso all'estero




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Se la dipartita è avvenuta all’estero, i congiunti devono subito comunicarlo al Consolato Generale o all’Ambasciata Italiana per ottenere il nulla osta al rimpatrio della spoglia mortale.

La scomparsa di un cittadino italiano all’estero, infatti, deve essere trascritta in Italia.

Per fare ciò occorre l’atto di morte emesso dall’Ufficio di Stato Civile competente, certificato conforme all’originale e tradotto, nonché la documentazione comprovante la cittadinanza del defunto se non iscritto nello schedario consolare.

È possibile reperire informazioni sulle modalità di trasmissione sul sito della Farnesina.



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4 Luglio 2013 · Giuseppe Pennuto




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Stai leggendo Prassi da seguire dopo il decesso di un familiare - Decesso all'estero Autore Giuseppe Pennuto Articolo pubblicato il giorno 4 Luglio 2013 Ultima modifica effettuata il giorno 10 Marzo 2018 Classificato nella categoria successione eredità e donazioni - nozioni generali collazione riduzione donazioni e disposizioni testamentarie lesive quota legittima Inserito nella sezione successione donazione rinuncia eredità

Commenti e domande

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  • Anonimo 9 Giugno 2021 at 22:53

    Salve sono uno studente di giurisprudenza e desidero sapere quando si attua sia la collazione ereditaria che l’azione di riduzione, so che si attuano all’apertura della successione, ma se all’apertura della successione non viene richiesta ne la collazione ne l’azione di riduzione e si passa alla divisione ereditaria si puo’ inoltrare la richiesta per la collazione ereditaria o l’azione di riduzione?

    • Simone di Saintjust 10 Giugno 2021 at 02:58

      L’articolo 737 del Codice Civile stabilisce che i figli e i loro discendenti ed il coniuge del soggetto deceduto che concorrono alla successione devono conferire ai coeredi tutto ciò che hanno ricevuto dal defunto per donazione in vita direttamente o indirettamente.

      L’obbligo della collazione sorge automaticamente e i beni donati in vita dal “de cuius” devono essere conferiti indipendentemente da una espressa richiesta, essendo sufficiente, a tal fine, la proposizione della domanda di accertamento della lesione della quota di legittima e di riduzione e la menzione in essa dell’esistenza di determinati beni facenti parte dell’asse ereditario da ricostruire (Corte di Cassazione 8510/2018).

      L’azione di divisione ereditaria e quella di riduzione sono fra loro sostanzialmente diverse, perché la prima presuppone l’esistenza di una comunione tra gli aventi diritto all’eredità che, invece, non sussiste nella seconda, ove il de cuius ha esaurito il suo patrimonio in favore di alcuni di tali aventi diritto, con esclusione degli altri, mediante atti di donazione o disposizioni testamentarie. Ne consegue che la domanda di riduzione, pur potendo essere proposta in via subordinata rispetto a quella di divisione, la quale ha, rispetto alla prima, carattere pregiudiziale (Corte di Cassazione 9192/2017).