Conto corrente e successione » Le problematiche derivanti dal rapporto dei dati bancari

Nell'articolo che segue, affronteremo le problematiche derivanti dalla successione di un conto corrente del de cuius.

Nell'ambito di una successione, come regola generale, in caso di morte dell'intestatario del conto corrente, gli eredi devono informare la banca, solitamente consegnando ad essa il certificato di morte e la documentazione anagrafica inerente la successione.

Dopodiché, la banca blocca il conto (portando comunque a termine le operazioni già disposte prima del decesso, quindi assegni già emessi, bonifici già disposti, etc.), rilascia agli eredi un documento (stato di consistenza) che serve per la pratica di successione e -terminata tale pratica– rende disponibile il denaro in funzione delle loro quote.

Ciò, solitamente attraverso la presentazione di un atto notorio redatto dal tribunale o dal notaio.

In caso di cointestazione, la stessa regola vale ovviamente solo per la parte di spettanza del defunto ed il denaro restante (che può essere la metà come un terzo, un quarto etc. a seconda del numero dei cointestatari) rimane a disposizione del "superstite".

Se la cointestazione è, invece, a "firme congiunte" il conto viene invece bloccato del tutto fino all'identificazione certificata degli eredi legittimi. Questi poi dovranno operare congiuntamente con l'intestatario "superstite" decidendo insieme il destino del conto.

Una regola generale importante, riguardo ai conti cointestati, è che le quote di ciascuno si presumono uguali se non risultano prove contrarie (d.lgs.346/90 art.11).

Il tipo di documenti da produrre e le tempistiche dipendono dalla banca e dal contratto, che quindi va attentamente visionato.

Cerchiamo di approfondire la questione nei paragrafi successivi.

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Stai leggendo Conto corrente e successione » Le problematiche derivanti dal rapporto dei dati bancari Autore Gennaro Andele Articolo pubblicato il giorno 12 aprile 2017 Ultima modifica effettuata il giorno 12 aprile 2017 Classificato nella categoria conti correnti bancari e postali e libretti di deposito a risparmio Inserito nella sezione assegni cambiali e conti correnti.

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  • Anonimo 15 dicembre 2018 at 14:50

    Siamo 5 cugini di primo grado del defunto abbiamo incaricato un notaio ed un avvocato a sbloccare e dividere tutti i beni tra noi di nostro cugino e abbiamo depositato firme e fotocopie carte identità ai 2 professionisti. Ma dopo mesi nessuno ci fa sapere niente. Ci vuole così tanto tempo per sbloccare beni di un cugino defunto laddove i cugini primi sono tutti d’accordo e hanno fatto avere a chi di dovere tutte le firme e i documenti in merito? Grazie per l’attenzione

    • Simone di Saintjust 15 dicembre 2018 at 15:39

      Evidentemente i due professionisti hanno incontrato problemi nel portare a termine la procedura di successione: sarebbe il caso di chiamarli e sentire cosa hanno da dire.

  • Anonimo 7 dicembre 2018 at 19:56

    Siamo degli eredi legittimi di una somma di € i cui c.c. della defunta sono in più Agenzie bancarie e posta, sono state effettuate tutte le procedure attraverso uno studio notarile e ora siamo in attesa, ognuno per la rispettiva quota, la riscossione del credito. Domanda: la Posta chiede che la firma di identificazione deve avvenire alla presenza di tutti assieme in unica soluzione (cosa poco possibile per ragioni diversi, salute, distanze ecc.) Le Banche chiedono invece che ognuno, con appuntamento, anche in giorni diversi, può andare a firmare e i bonifici saranno effettuati, solo quanto tutti hanno firmato. E’ Così? e se una/o di questi eredi, per ragioni suoi, non va a firmare si fermano i mandati di pagamento? Grazie e Cordiali Saluti

    • Ornella De Bellis 7 dicembre 2018 at 20:22

      L’ordinanza 27417/2017 della Corte di cassazione ha stabilito che ciascun coerede può agire nei confronti del debitore del de cuius (nella fattispecie la banca o Poste Italiane) per la riscossione dell’intero credito, ovvero della quota proporzionale a quella ereditaria vantata, senza la necessità del coinvolgimento degli altri coeredi, e soprattutto senza che venga in alcun modo precisato che l’iniziativa del coerede sia ammessa solo allorquando avvenga nell’interesse della comunione.

      Ora, atteso che la banca con cui il de cuius intrattiene, al momento della morte, un rapporto di conto corrente, o in conto titoli, è debitrice del defunto, ne discende che ciascun coerede può prelevare anche l’intera giacenza in conto corrente e/o disinvestire i titoli, senza che la banca possa opporre il mancato consenso degli altri coeredi.

  • Anonimo 22 ottobre 2018 at 10:46

    Le norme relative alla successione dei conti correnti valgono anche per i rapporti di gestione patrimoniale?

    E’ cioè possibile per il singolo erede farsi liquidare la propria quota di una gestione anche senza il consenso degli altri coeredi?

    Come opera in questo caso la banca? Liquida l’intero ammontare e divide per quote o vende solo per l’ammontare della quota richiesta?

    • Ludmilla Karadzic 22 ottobre 2018 at 11:19

      Secondo i giudici della Corte di cassazione (ordinanza 27417/2017) ciascun coerede può agire nei confronti del debitore del de cuius per la riscossione dell’intero credito, ovvero della quota proporzionale a quella ereditaria vantata, senza la necessità del coinvolgimento degli altri coeredi, e soprattutto senza che venga in alcun modo precisato che l’iniziativa del coerede sia ammessa solo allorquando avvenga nell’interesse della comunione ereditaria.

      Ora, atteso che la società di gestione del risparmio (SGR) è debitrice del defunto, ne discende che ciascun coerede può prelevare le quote di spettanza, senza che la SGR possa opporre il mancato consenso degli altri coeredi.

      Di solito la SGR valorizza l’intero asset del de cuius al momento della richiesta presentata dal singolo coerede, calcola la quota ereditaria spettante al richiedente, e, liquida per equivalente.



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