Chi paga le spese funebri? » Eredi o coniuge legatario?

Quando si litiga anche per le spese del funerale: chi paga le spese funebri per la sepoltura del de cuius?

Il Tribunale di Ragusa, richiamando giurisprudenza di Cassazione, con la sentenza del 7 giugno 2013, afferma: il rimborso delle spese funerarie per la sepoltura della moglie può essere preteso dal C., che le ha anticipate, non essendo emerso diverso accordo tra le parti ed essendo pacifico che le spese funerarie, pur non costituendo debiti ereditari, gravano sugli eredi per effetto dell'acquisto dell'eredità, concorrendo a costituire il passivo ereditario.

A parere del giudice di merito, quindi, le spese funebri sono a carico degli eredi in quanto spese gravanti sulla massa ereditaria, in aderenza con l'orientamento della Suprema Corte.

Su tutte, ricordiamo la sentenza della Corte di Cassazione 28/2002, la quale recita: Le spese per le onoranze funebri sono da comprendere tra i pesi ereditari, cioè tra quegli oneri che sorgono in conseguenza dell'apertura della successione e, pur dovendo essere distinti dai debiti ereditari - ossia dai debiti esistenti in capo al de cuius e che si trasmettono, con il . patrimonio del medesimo, a coloro che gli succedono per legge o per testamento - gravano sugli eredi per effetto dell'acquisto dell'eredità, concorrendo a costituire il passivo ereditario, che e, composto sia dai debiti del defunto sia dai debiti dell'eredità; ne consegue che colui che ha anticipato tali spese ha diritto di ottenerne il rimborso dagli eredi, sempre che non si tratti di spese eccessive sostenute contro la volontà espressa dai medesimi.

2 agosto 2013 · Carla Benvenuto

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Stai leggendo Chi paga le spese funebri? » Eredi o coniuge legatario? Autore Carla Benvenuto Articolo pubblicato il giorno 2 agosto 2013 Ultima modifica effettuata il giorno 19 giugno 2016 Classificato nella categoria debiti successione - cartella esattoriale al defunto e pignoramento dei beni ricevuti in eredità Inserito nella sezione tutela dei beni del debitore del sito la comunità dei debitori e dei consumatori italiani.

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  • legato17 23 febbraio 2017 at 15:25

    In un testamento pubblico registrato presso un notaio sono nominati tre eredi universali a cui vengono assegnati un appartamento ciascuno; ai tre eredi e a due legatari distinti dai precedenti, viene lasciato un patrimonio costituito da cc bancario, titoli, fondi e gestioni da suddividere in 5 parti uguali. Oltre alle spese funerarie che avete già indicato, si considerano in capo ai soli eredi anche le spese relative alla pubblicazione del testamento da parte del notaio e del relativo atto notorio, e così per le spese relative alla gestione della successione da parte di un professionista e le competenze da liquidare al badante, il cui rapporto di lavoro è ovviamente cessato alla data del decesso del testatore? L’unica altra informazione che ho è che saranno in capo a ciascuno le imposte sull’eredità ricevuta, immobili o mobili che siano. Grazie molte

    • Annapaola Ferri 23 febbraio 2017 at 16:24

      I coeredi contribuiscono tra loro al pagamento dei debiti e dei pesi ereditari: così dispone l’articolo 752 del codice civile. Costituiscono pesi ereditari i debiti che sorgono a capo degli eredi in dipendenza della successione, quali: le spese funerarie, le spese giudiziarie, d’inventario, di amministrazione e di divisione, La retribuzione dell’esecutore testamentario nonché le spese sostenute dall’esecutore testamentario per l’esercizio del suo ufficio. E’ naturale poi che le imposte sull’eredità ricevuta graveranno in capo a ciascuno dei beneficiari (eredi e legatari).

      I debiti ed i pesi ereditari gravano unicamente sugli eredi, non sui legatari. Così dispone l’articolo 756 del codice civile.

  • osvaldo 9 aprile 2015 at 12:12

    La ringrazio ancora infinitamente delle risposte – ma ora dico se non sono stato portato a conoscenza del decesso del familiare ma solo quando mi hanno chiamato per dire che c’era da pagare la fattura, come dovrei comportarmi – come potevo esprimermi o come potevo partecipare attivamente alla preparazione del funerale ( disto 800 km.) e come sempre hanno fatto come è stata fatta la donazione per assistenza – Come già scritto in precedenza per conto mio non ci saranno riappacificazioni nè nel presente nè nel futuro nè nel passato – Sono stufo di pagare per loro. Scusi la mia scrittura ma sono molto contrariato dall’atteggiamento di parenti con non hanno fatto altro che pensare alla loro tasca.
    Osvaldo

    • Ludmilla Karadzic 9 aprile 2015 at 12:49

      Lei ha chiesto una valutazione tecnica della situazione e noi le abbiamo risposto.

      E’ evidente che le dinamiche familiari, i rancori sopiti e non, le storie che solo chi è coinvolto direttamente può conoscere nei dettagli, rendono inutile qualsiasi suggerimento di tipo legale. Questo lo comprendiamo benissimo così come noi le chiediamo di comprendere che le valutazioni esternate non possono essere modificate in base allo stato emotivo di chi pone le domande.

  • osvaldo 8 aprile 2015 at 10:24

    Scusi se Le riscrivo subito ma mi ero dimenticato una piccola domanda e sarebbe:
    Sono tenuto anche a pagare una somma che a me appare esosa anche se hanno voluto strafare nelle spese del funerale?
    La ringrazio ancora per la risposta.
    Osvaldo

    • Ludmilla Karadzic 8 aprile 2015 at 13:27

      Se non ha partecipato attivamente alla preparazione del funerale esprimendo, per tempo, la sua contrarietà nella scelta di esequie troppo sfarzose, deve contribuire pro quota alle spese dietro esibizione delle relative fatture.

  • osvaldo 8 aprile 2015 at 10:12

    Ho letto con attenzione la Sua 2 risposta e La ringrazio infinitamente per il suo tempo perso – anche se a parer mio non sono del tutto d’accordo – ma seguirò il Suo consiglio – La ringrazio ancora .
    Osvaldo

  • osvaldo 7 aprile 2015 at 18:26

    Ho letto con attenzione la Vostra risposta e facendo riferimento all’art. 553 gli altri due potrebbero non partecipare alle spese funerarie avendo la madre donato per assistenza gli appartamenti agli altri 2. (Poichè gli eredi a questo punto non sono 4 ma due) – Bisogna andare in sede giudiziale (non ho ben capito il problema) sarei anche interessato a inviarle le varie documentazioni intercorse tra avvocati vari – Le faccio altresì presente che tra di noi non non c’è nessun dialogo presente o futuro – Quale sarebbe a questo punto eventualmente il comportamento da seguire?

    • Ludmilla Karadzic 7 aprile 2015 at 18:41

      Ribadisco quanto è già stato affermato: le spese funebri sono da ripartire fra i quattro coeredi.

      Due coeredi, poi, asseriscono che gli altri due hanno già beneficiato di una donazione ciascuno (per assistenza o per simpatia ha ben poca importanza). Bene, per risolvere la questione ci si rivolge al giudice (per questo non è necessario che fra i coeredi intercorrano rapporti o ci sia dialogo) il quale nomina un Consulente tecnico d’ufficio che valuta il valore dei beni donati in vita e quelli residui della massa ereditaria. Divide il valore ottenuto per 4 ed è quella la quota che tocca a ciascun coerede. Chi ha avuto in più compensa chi ha avuto in meno.

      Ma, si tratta di un’altro aspetto: l’eventuale lesione della quota di legittima non autorizza, assolutamente, il soggetto che si ritiene leso a non contribuire alle spese funerarie del de cuius. Sarebbe come farsi giustizia da soli, con il rischio che chi paga le spese cita in tribunale coloro che non hanno contribuito ed ottiene sicuramente ragione dal giudice adito.

      Spero di essere stata chiara. Per il resto le regole che ci siamo dati, e che lei avrà sicuramente letto, non ci consentono di prestare consulenza al di fuori di questo spazio.

  • osvaldo 7 aprile 2015 at 13:20

    Gentilissimo, volevo avere un chiarimento sulle spese funerarie a chi di competenza e quanto – che a buon fine specifico:
    Siamo 4 tra fratelli e sorelle e di cui a due fratelli nostra madre ha donato per assistenza la sua quota di proprietà di due appartamenti ( mentre agli altri due è rimasta la proprietà di mio padre di 1/12 ciascuno) faccio presente che la donazione è stata fatta all’oscuro degli altri ed è stata scoperta circa 4 anni dopo – al contempo faccio presente che i due non si sono mai rifiutati di fare assistenza (ci sono varie lettere di avvocati).
    Ora volevo sapere le spese per il funerale come dovrebbero essere ripartite.
    Non so se mi son spiegato bene, e in attesa di ricevere Vs. risposta in merito La ringrazio
    Osvaldo

    • Ludmilla Karadzic 7 aprile 2015 at 13:33

      Le spese vanno ripartite fra tutti gli eredi, questo è sicuro.

      Se ci sono state eventuali violazioni della quota di legittima, attraverso donazioni effettuate in vita dal defunto, il codice civile consente al coerede leso di esperire un’azione giudiziale di riduzione. L’azione dei riduzione è prevista dall’articolo 553 e seguenti ed è finalizzata a far dichiarare invalida la donazione che ha prodotto la lesione stessa.

      Ed è dunque in sede giudiziale che va regolato un eventuale contenzioso; non certo nel momento in cui bisogna saldare le spese per il funerale.

  • auriah 10 marzo 2015 at 21:07

    Buongiorno,
    è morta in questi giorni la nonna novantenne, ed i due figli (mio padre ed il fratello) litigano per decidere chi si deve sobbarcare le spese funebri.
    Ho letto in questa sede che tali spese vanno suddivise tra gli eredi in proporzione alle rispettive quote ricevute, salvo diversa disposizione testamentaria.
    Il problema è che la nonna è vissuta negli ultimi anni presso la famiglia di mio zio, delegandoli alla gestione dei propri beni bancari, anche perchè sempre più incapace di intendere e volere a causa dell’Alzheimer.
    Nel contempo, pare che avesse scritto un testamento ribadendo la volontà di lasciare tutto al figlio che la accudiva (mio zio).
    Solo che il suddetto figlio, negli anni, pare abbia completamente prosciugato i beni monetari della nonna, avendone facoltà grazie alla delega.
    In sostanza, al momento attuale risulta che il patrimonio della nonna è pari a zero, ma c’è un testamento che dice che il suo patrimonio di 30.000 euro va tutto al figlio che l’ha accudita.
    In questo caso fa fede il testamento, quindi le spese funebri sono tutte a carico dello zio, oppure è da ritenersi invalidato a causa del fatto che il patrimonio si è nel frattempo azzerato, e devono pagare entrambi i figli al 50% ?
    Molte Grazie, saluti

    • Ludmilla Karadzic 11 marzo 2015 at 05:55

      Il testamento non è valido e non lo sarebbe stato comunque, anche se sul conto corrente fossero stati rinvenuti i 30 mila euro. Infatti, in assenza di coniuge superstite ed in presenza di due figli superstiti, a ciascun figlio va 1/3 della massa ereditaria, mentre la quota disponibile è di 1/3. In pratica con 30 mila euro di liquidità in conto corrente, la nonna doveva lasciare (quote di legittima) 10 mila euro a ciascuno figlio, mentre poteva disporre liberamente di 10 mila euro, destinandoli a chi più le pareva.

      In assenza di prove concrete di donazioni indirette (il conto prosciugato dallo zio) e non essendoci patrimonio da spartire fra gli eredi, le spese vanno ripartite in parti uguali fra i due fratelli.

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