La legge 3/2012 sul sovraindebitamento per uscire dai debiti: il fallimento del consumatore in sintesi

Crisi da sovraindebitamento: anche la persona fisica, senza fallire, può ottenere dal giudice una riduzione percentuale dell'esposizione debitoria.

Partiamo da un principio fondamentale, estremamente sintetico ma altrettanto efficace: chi è sovraindebitato, anche con un solo creditore, può rivolgersi al tribunale perché riduca, con un proprio provvedimento, l'ammontare dei debiti.

Non si tratta di un film di fantascienza, ma è quanto previsto dalla già accennata legge 3/2012 che, come detto, stranamente, nel nostro Paese è stata poco attuata, forse perché sino a poco tempo fa, mancava il decreto attuativo, che , però, è giunto nel gennaio del 2015.

Dunque, il consumatore/cittadino/debitore, grazie all'applicazione della suddetta norma, ha a disposizione tre opzioni per uscire dal tunnel del sovraindebitamento:

Da notare bene che, mentre il consumatore può scegliere, ai fini della composizione della crisi, se ricorrere alla proposta di accordo con i creditori (ovvero alla proposta di un piano di ristrutturazione dei debiti) il debitore (professionista) non consumatore può fruire soltanto della proposta di accordo con i creditori. Sia per i consumatori, che per i professionisti e gli imprenditori, invece, è prevista l'alternativa di liquidazione del patrimonio.

Vediamoli brevemente uno per uno.

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