La legge 3/2012 sul sovraindebitamento per uscire dai debiti: il fallimento del consumatore in sintesi

Crisi da sovraindebitamento: anche la persona fisica, senza fallire, può ottenere dal giudice una riduzione percentuale dell'esposizione debitoria.

Partiamo da un principio fondamentale, estremamente sintetico ma altrettanto efficace: chi è sovraindebitato, anche con un solo creditore, può rivolgersi al tribunale perché riduca, con un proprio provvedimento, l'ammontare dei debiti.

Non si tratta di un film di fantascienza, ma è quanto previsto dalla già accennata legge 3/2012 che, come detto, stranamente, nel nostro Paese è stata poco attuata, forse perché sino a poco tempo fa, mancava il decreto attuativo, che , però, è giunto nel gennaio del 2015.

Dunque, il consumatore/cittadino/debitore, grazie all'applicazione della suddetta norma, ha a disposizione tre opzioni per uscire dal tunnel del sovraindebitamento:

  • piano del consumatore
  • accordo con i creditori
  • liquidazione del patrimonio

Da notare bene che, mentre il consumatore può scegliere, ai fini della composizione della crisi, se ricorrere alla proposta di accordo con i creditori (ovvero alla proposta di un piano di ristrutturazione dei debiti) il debitore (professionista) non consumatore può fruire soltanto della proposta di accordo con i creditori. Sia per i consumatori, che per i professionisti e gli imprenditori, invece, è prevista l'alternativa di liquidazione del patrimonio.

Vediamoli brevemente uno per uno.

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Stai leggendo La legge 3/2012 sul sovraindebitamento per uscire dai debiti: il fallimento del consumatore in sintesi Autore Andrea Ricciardi Articolo pubblicato il giorno 15 maggio 2015 Ultima modifica effettuata il giorno 2 agosto 2017 Classificato nella categoria accordo transattivo a saldo stralcio Inserito nella sezione contratti di prestito - microcredito usura e sovraindebitamento.

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  • Anonimo 5 settembre 2018 at 14:50

    Nei 4 anni dopo lo sdebitamento percepisco la liquidazione di fine rapporto di lavoro viene confiscata?

    • Ludmilla Karadzic 5 settembre 2018 at 15:06

      L’esdebitazione non opera: per i debiti derivanti da obblighi di mantenimento e alimentari; per i debiti da risarcimento dei danni da fatto illecito extracontrattuale, nonche’ per le sanzioni penali ed amministrative di carattere pecuniario che non siano accessorie a debiti estinti; per i debiti fiscali che, pur avendo origine anteriore al decreto di apertura delle procedure di composizione della crisi da sovraindebitamento, sono stati successivamente accertati in ragione della sopravvenuta conoscenza di nuovi elementi.



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