Cartella esattoriale - La sospensione della riscossione disposta da Equitalia

Attenzione » il contenuto dell'articolo è poco significativo oppure è stato oggetto di revisioni normative e/o aggiornamenti giurisprudenziali successivi alla pubblicazione e, pertanto, le informazioni in esso contenute potrebbero risultare non corrette o non attuali. Potrai trovare i post aggiornati sull'argomento nella sezione di approfondimento.

La società Equitalia, con la recentissima direttiva numero 10 del 6 maggio 2010, ha previsto che il contribuente può chiedere direttamente ad Equitalia la sospensione della riscossione.

Ciò è possibile quando:

  1. il contribuente ha già pagato le somme indicate in cartella prima della formazione del ruolo;
  2. l'Autorità giudiziaria ha accolto il ricorso;
  3. l'Autorità giudiziaria ha disposto la sospensione;
  4. l'ente creditore ha disposto lo sgravio;
  5. l'ente creditore ha disposto la sospensione amministrativa.

Ci si chiede che senso possa avere nei casi sopra indicati chiedere la sospensione all'Agente della riscossione, considerato che il ricorso è stato già vinto o è già stato effettuato il pagamento o già vi è stata la sospensione giudiziale o amministrativa.

Il senso della norma è consentire al contribuente di comunicare direttamente all'Agente della riscossione l'avvenuta sospensione, lo sgravio o l'esito positivo del ricorso senza attendere che sia l'ente creditore ad effettuare questa comunicazione.  Spesso avviene, infatti, che l'ente tardi a comunicare quanto dovuto all'Agente della riscossione, che, quindi, procede ugualmente all'esecuzione.

Per chiedere la sospensione direttamente all'Agente della riscossione, occorre consegnare allo sportello un modello di autodichiarazione, allegando i provvedimenti ottenuti dall'ente o dall'autorità giudiziaria oppure le ricevute di pagamento.

condividi su FB condividi su G+ condividi su Twitter iscriviti alla newsletter del blog iscriviti al feed RSS degli articoli del blog forum

Commenti e domande

Per porre una domanda sul tema trattato nell'articolo (o commentarlo) e visualizzare il form per l'inserimento, devi prima accedere. Per un accesso rapido e anonimo puoi cliccare questo link. Ma puoi anche commentare o porre una domanda con le tue credenziali Facebook, Twitter, o Google+.

  • GOLIATH 17 maggio 2013 at 21:24

    Buonasera,
    vorrei sottoporvi il mio caso: Nel 2000 mio padre è stato truffato dal suo commercialista, il quale invece di pagare le tasse si intascava i soldi.
    Quando abbiamo scoperto il fatto abbiamo sporto denuncia e contattato un avvocato ma da indagine fatte il commercialista risultava nullatenente e quindi su indicazione dello stesso avvocato ma anche per problemi economici non abbiamo continuato per via legale.
    Visto l’impossibilità di agire e il continuo arrivo di cartelle ci siamo dovuti indebitare ulteriormente chiedendo altri prestiti alla banca(mutuo con ipoteca etc…)
    Al momento con la rateizzazione delle cartelle stiamo bene o male pagando il tutto ma purtroppo per pagare Equitalia e i mutui mio padre non ha pagato e non riesce tuttora a pagare le tasse che dovrebbe e quindi ancora ad oggi le cartelle continuo ad arrivare…
    Dopo l.ultima cartella arrivata a febbrario 2013 abbiamo fatto richiesta di sospensione perché ormai non possiamo più e alla richiesta abbiamo allegato la denuncia fatta al commercialista e una lettera scritta da lui come ammissione di colpa, motivando inoltre le difficoltà economiche. Oggi la richiesta ci è stata negata perché riporto testuale “esaminata la documentazione fornita e la posizione reddituale (?) non è possibile accettare la richiesta etc etc.
    Tengo a precisare che lo stipendio di mio padre è circa 4500 euro ma tenendo conto le rate di equitalia,mutui ebollette ovviamente non è sufficiente. E’ possibile fare ricorso a questo rifiuto di sospensione? Con l’occasione vorrei chiedere cortesemente anche qualche suggerimento/consiglio riguardo alla situazione generale.

    Ringrazio anticipatamente
    saluti

    • Simone di Saintjust 18 maggio 2013 at 05:08

      Da quanto lei ha esposto, effettivamente non sembrano sussistere i presupposti per una sospensione. Il giudice competente per una eventuale opposizione alla decisione assunta da Equitalia è la Commissione Tributaria Provinciale.

      Il suggerimento è quello di non svenarsi nel pagamento delle rate se il rimborso del debito risulta essere insostenibile per la durata del piano di rientro.

  • Giorgio Valli 24 maggio 2012 at 06:36

    La cartella esattoriale è notificata, come abbiamo detto, al debitore dai concessionari della riscossione. Essa contiene la descrizione degli addebiti, le istruzioni sulle modalità di pagamento, l’invito a pagare entro 60 giorni le somme descritte e le indicazioni delle modalità per proporre eventuali ricorsi.

    In caso di mancato pagamento della cartella esattoriale nel termine di 60 giorni, sulle somme iscritte a ruolo sono dovuti gli interessi di mora a decorrere dalla data di notifica della cartella esattoriale, nonché il compenso a favore del concessionario. Trascorso tale termine, il concessionario senza necessità di ulteriori avvisi potrà avviare le azioni e le procedure per la riscossione coattiva, dell’importo indicato nella cartella esattoriale, su tutti i beni del debitore e dei suoi coobbligati.




Cerca