Indice del post come comportarsi quando le società di recupero crediti ci perseguitano

Ci riferiremo, tanto per fissare le idee, a debiti derivanti da acquisti effettuati avvalendosi di contratti di finanziamento per il così detto credito al consumo. La finanziaria, che non riesce a recuperare le somme erogate, non agisce direttamente contro il debitore. In genere non è organizzata, nè ha le competenze, per l’attività di esazione. Attraverso operazioni di factoring il credito viene allora ceduto alle società di recupero crediti. Chiameremo il nostro ipotetico debitore protagonista Pippo. Pippo ha comprato una cucina comprensiva di macchina del gas, frigorifero e congelatore. Con ripiani in marmo. Bene. Il tutto gli è costato 10 [ ... leggi tutto » ]

Chiediamoci cosa farà la finanziaria creditrice: certamente iscrive Pippo ad una banca dati dei cattivi pagatori, e da quel momento, sia chiaro, Pippo non potrà più accedere ad ulteriori finanziamenti. Subito dopo vende il credito. Lo vende ad una società, che indicheremo come società A, la quale ipotizzeremo – come quasi sempre accade nella realtà – svolge la propria attività in tre stanze relegate in una periferia cittadina. Non c’è uno studio legale associato. Non esistono strutture investigative o quanto meno impiegati esperti nelle ricerche anagrafiche e/o agenti esattoriali qualificati. La forza lavoro è costituita da impiegate con partita [ ... leggi tutto » ]

Vediamo cosa fa la società A: in gergo si dice che getta le reti o l’amo, cioè, invia comunicazioni di messa in mora diluite però da inviti amichevoli al debitore per una regolazione stragiudiziale del contenzioso. Con promessa di stralcio (sconto sul capitale iniziale dovuto) e di un piano di ammortamento (pagamento a rate) piuttosto vantaggioso. Molti “abboccano”. Si tratta di persone che si sono trovate in situazione di temporanea difficoltà economica, ora superata (e pertanto non abituate a vivere con il fiato sul collo delle società di recupero crediti). O che, magari, hanno bisogno di ottenere un mutuo [ ... leggi tutto » ]

Passa qualche anno, diciamo due, e i crediti cominciano a diventare anziani e perdono valore, si svalutano, diminuiscono sempre più le possibilità che il debitori possano addivenire ad un accordo di stralcio. Si potrebbero fare investigazioni, visure catastali, e semmai procedere in via giudiziale. Ma ne vale la pena? Le investigazioni costano. Non esistono risorse investigative interne e poi la società A, non avendo una struttura legale, dovrebbe rivolgersi ad uno studio d’avvocato per procedere con decreto ingiuntivo. Nella fattispecie del nostro protagonista, bisognerebbe arrischiare circa 3000 euro di ulteriori spese, dopo il costo di acquisizione della pratica (1000 [ ... leggi tutto » ]

Proverò a spiegarlo. I contratti di factoring, vale a dire cioè quelli che regolano il passaggio del crediti in sofferenza (non onorati dai debitori) da una società di recupero all'altra, si fanno su pacchetti di pratiche, non sulla singola pratica. La società di recupero crediti acquirente gioca sulla probabilità statistica che contattando quei debitori, alcuni di essi si trovino nella condizioni già viste in precedenza. E cioè che abbiano superato oggettive difficoltà di momentanea crisi finanziaria e siano disposti, ora, a pagare. Oppure che abbiano maturato l’esigenza di dover accedere a crediti più consistenti di quelli non onorati (un [ ... leggi tutto » ]

Pippo allora contatta il call center della società B. Stavolta risponde la moglie del titolare. Con una mano regge il cordless, con l’altra rigira il ragù che sta preparando per il marito. Immaginatela come la donnona della pubblicità Vigorsol …. Pippo è pronto a blandire la preda: “Buon giorno signora, sono Pippo e chiamo per la pratica ics. Ho perso da poco il lavoro e la mia consorte è ricoverata in ospedale per una grave malattia. Mio suocero, che è un carabiniere in pensione ha aperto accidentalmente la vostra comunicazione diretta a me. E ci è rimasto male. Lui [ ... leggi tutto » ]

Il debito di Pippo non riguardava cartelle esattoriali e dunque crediti di origine erariale (e/o amministrativa) vantati dallo Stato (o da enti locali). Pippo non aveva a che fare con Equitalia (o una delle sue partecipate) per importi iscritti a ruolo. Pippo è stato in qualche modo baciato dalla fortuna. Il debito originario contratto con la finanziaria è stato ceduto prima alla società A e poi da questa girato alla società B, entrambe disponibili ad un accordo pur di recuperare qualcosa. Pippo ha avuto il buon senso di capire quando interrompere il gioco. Non ha bluffato oltre misura. Il [ ... leggi tutto » ]

29 luglio 2013 · Chiara Nicolai

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Stai leggendo Indice del post Come comportarsi quando le società di recupero crediti ci perseguitano Autore Chiara Nicolai Articolo pubblicato il giorno 29 luglio 2013 Ultima modifica effettuata il giorno 21 settembre 2017 Classificato nella categoria accordo transattivo a saldo stralcio Inserito nella sezione tutela dei beni del debitore.

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