Ma attenzione a non confondere debiti ordinari con debiti esattoriali

Il debito di Pippo non riguardava cartelle esattoriali e dunque crediti di origine erariale (e/o amministrativa) vantati dallo Stato (o da enti locali). Pippo non aveva a che fare con Equitalia (o una delle sue partecipate) per importi iscritti a ruolo.

Pippo è stato in qualche modo baciato dalla fortuna. Il debito originario contratto con la finanziaria è stato ceduto prima alla società A e poi da questa girato alla società B, entrambe disponibili ad un accordo pur di recuperare qualcosa.

Pippo ha avuto il buon senso di capire quando interrompere il gioco. Non ha bluffato oltre misura. Il suo approccio con la società B è stato remissivo ed intelligente. Non si è posto con arroganza. Non ha minimamente fatto trasparire un messaggio del tipo “Non potete o non vi conviene procedere in via giudiziale. E dunque prendere o lasciare ...”. Cosa che potrebbe indurre una società di recupero (anche di serie B) a rimetterci finanziariamente, pur di dare una lezione di vita al debitore.

Certo, Pippo è riuscito a non pagare i debiti (ne ha pagato solo una minima parte) e, forse, continuerà pure a vivere serenamente. Ma come per ogni aspetto della vita occorrono buon senso, umiltà, intelligenza ed anche tanta, tanta, tanta fortuna …..

Non basta solo la lettura di un libro. Questo è poco, ma sicuro.

Per sgombrare poi il campo da possibili equivoci ed evitare danni al lettore poco attento diciamo subito che le tematiche debitorie, qui affrontate, non sono quelle derivanti dagli importi iscritti a ruolo e notificati tramite cartelle esattoriali.

La cartella esattoriale, come è noto, trae origine da crediti erariali (quelli contratti con il fisco per mancato pagamento di imposte, imposte evase o maggiori imposte calcolate in seguito ad accertamenti) o da infrazioni amministrative (multe).

In questi casi consigliamo di valutare, con la dovuta attenzione, l'eventuale decisione di non pagare quanto dovuto.

La gestione del recupero degli importi iscritti a ruolo e notificati al debitore tramite cartella esattoriale è affidata a Equitallia. Equitalia è una società di proprietà dell'INPS per ill 49% e dell'Agenzia delle ENTRATE per il 51%. Non si tratta dunque, come affermano alcune leggende metropolitane, di una società privata. Certo agisce come società privata per la riscossione degli importi iscritti a ruolo, ma è in realtà controllata dallo STATO. Equitalia è presente sul territorio nazionale, tranne la Sicilia, con 31 società partecipate, che svolgono il ruolo di agenti della riscossione per Stato ed enti locali.

In caso di mancato pagamento della cartella esattoriale nel termine di 60 giorni, sulle somme iscritte a ruolo sono dovuti gli interessi di mora a decorrere dalla data di notifica della cartella, nonché il compenso a favore del concessionario (Equitalia o società partecipate). Trascorso tale termine, il concessionario senza necessità di ulteriori avvisi (salvo quanto previsto dalla normativa della riscossione coattiva dei tributi iscritti a ruolo) potrà avviare le azioni e le procedure per la riscossione coattiva, dell'importo indicato nella cartella esattoriale, su tutti i beni del debitore e dei suoi coobbligati.

È bene evidenziare che il procedimento di riscossione coattiva è caratterizzato da presunzioni, restrizioni e preclusioni a carico del debitore e dei terzi che sono giustificate dal fondamentale interesse pubblico alla tempestiva riscossione dei crediti tributari iscritti a ruolo con cartella esattoriale.

In altre parole, il supremo interesse dello Stato nel recupero dei crediti vantati, ha portato alla definizione di procedure per la riscossione degli importi iscritti a ruolo con regole che sono tutte a favore di una sola delle due parti: l'erario. Poche, o nulle, le possibilità di spuntarla per il povero contribuente a meno che questi non possa permettersi, come Valentino Rossi, tributaristi di fama del calibro di Vincenzo Visco o Victor Uckmar.

Va fatta una ulteriore distinzione. Il credito “in sofferenza” può essere acquistato da società con politiche di recupero non orientate ad accordi a "saldo stralcio" (pochissime) oppure può finire nel giro di una galassia di piccole e medie strutture, a dimensione familiare o parafamiliare, che negli ultimi anni si sono dedicate, il più delle volte improvvisando, alla lucrosa attività del recupero crediti. In pratica quelle che abbiamo indicato nell'esempio come società A e società B.

Solo in un caso non sarete costretti ad onorare il vostro debito. Qualora, cioè, non risultiate proprietario di beni mobili ed immobili e la vostra attività lavorativa venga retribuita in nero. In caso contrario vi ritrovereste, in men che non si dica, con una ipoteca sull'abitazione, con il sequestro dell'automobile o con lo stipendio, pensione, o compenso professionale pignorato.

Per porre una domanda sulle società di recupero crediti e sul come comportarsi con gli agenti esattoriali, sui debiti in generle e su tutti gli argomenti correlati clicca qui.

29 luglio 2013 · Chiara Nicolai

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Commenti e domande

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  • Lucav76 24 ottobre 2013 at 11:45

    Salve Simonetta,
    ti ringrazio molto per la tua cortese risposta, ma come posso mai dimostrare che ho provveduto alla spedizione del videofonino tramite corriere? Io non ho usufruito ne dell’offerta della 3 tantomeno del videofonino visto che ho rispedito tutto al mittente! La società di recupero crediti non gliene frega niente della documentazione che ho a disposizione, loro dicono che visto che sono stati incaricati dalla H3G per un credito, questo esiste e deve essere saldato, altrimenti provvederanno per vie legali (questo in forma intimidatoria al fine di farmi pagare quanto prima!). Io non sono intenzionato di pagare inutilmente per un servizio o telefono che non ho mai usufruito, ho disdetto subito poichè nel 2006 la tre era davvero scadente e mi sono prodigato subito nella rescissione.
    Pertanto per concludere l’unica via è quella di rivolgermi ad un autorità giudiziaria(nello specifico a chi?)?
    Non credo che con la società di recupero crediti si possa trovare un intesa, visto che i toni delle telefonate sono un poco degenerate a seguito di alcune minacce e cattive mie risposte!
    Grazie di tutto
    Luca

    • Simonetta Folliero 24 ottobre 2013 at 12:15

      Proprio perché lei non è in grado di dimostrare l’avvenuta consegna del videofonino, ho scritto: Qualora, invece, la pretesa dovesse essere inequivocabilmente correlata alla mancata riconsegna del dispositivo mobile dopo l’avvenuta rescissione contrattuale, e solo in questo caso, può cercare un accordo con la società di recupero crediti, tenendo sempre bene e mente che la sua pratica è stata acquistata per non più di una decina di euro (volendo esagerare)..

      La pretesa della società di recupero deve essere motivata. Nulla è dovuto per la penale di estinzione anticipata, essendo stato il recesso effettuato nei termini. Invece, potrebbe essere dovuto un risarcimento per la mancata consegna del dispositivo (legga il contratto, allo scopo).

      Lei scrive sono stati incaricati dalla H3G per un credito, questo esiste e deve essere saldato, altrimenti provvederanno per vie legali . Beh, io al suo posto risponderei tranquillamente “Procedete pure … “. Le società di recupero crediti ingrassano proprio perché puntano, statisticamente, sulla possibilità di entrare in contatto con persone che prendono maledettamente sul serio le minacce di adire vie legali. Ora, mi risponda lei. A fronte di dieci euro al max spesi per la pratica, ne spenderebbe altri duecento (fra avvocato, contributo unificato e spese di notifica) per rischiare di non beccare un cent, dal momento che il debitore potrebbe essere nullatenente o lavorare in nero? E, volendo andare sul sicuro, lei butterebbe via altri cento euro per un’indagine investigativa preliminare finalizzata a sapere se il debitore può essere pignorato con successo?

      Ecco, questi sono i problemi che dovrebbero far comprendere come, a fronte di un costo sostenuto di dieci euro (al max) ed un incasso sperato di 480 euro, dietro la minaccia altrimenti provvederanno per vie legali c’è praticamente il nulla. Delle pratiche come la sua ne hanno migliaia. Ci provano e molti che prima di pagare non si documentano, li trovano di sicuro. Ammortizzando anche i dieci euro (al max) spesi per ciascuna delle tante pratiche che non chiuderanno.

      Lei chiede: l’unica via è quella di rivolgermi ad un autorità giudiziaria (nello specifico a chi?. All’Autorità giudiziaria ci si rivolge per denunciare lo stalking telefonico di chi pretende un pagamento che il debitore ritiene non dovuto. Per quanto proprio i suoi interlocutori le hanno riferito, il creditore che esige il pagamento di un credito, a fronte del rifiuto opposto dal debitore, ha una sola soluzione, quella di rivolgersi al giudice, se lo crede opportuno. Ma, non può tormentare il debitore con contatti telefonici o di qualsiasi altro tipo. Punto.

  • Lucav76 24 ottobre 2013 at 10:38

    Salve a tutti,
    avrei bisogno di un consiglio sulla situazione che sto vivendo attualmente, ovvero:

    nel lontano 06/04/2006 ho stipulato un contratto con la H3G per un videofonino, il contratto prevedeva la risoluzione del contratto entro 10 gg previa penale. Il 13 aprile 2006 provvedo a mandare una raccomandata per rescindere il contratto e successivamente una seconda a compleatamento della prima raccomandata il 26 Aprile 2006, chiedendo dove riconsegnare il videofonino e con quale procedura. Non ho mai ricevuto risposta, nel frattempo la scheda sim è stata disattivata, ho provato a contattare sia via mail che per telefono il centro assistenza della 3 per chiedere come far recapitare il telefono, successivamente finalmente si degnano di rispondere alla mail, e mi dicono come spedire il videofonino. Spedisco tutto tramite corriere DHL secondo le loro indicazioni. Ora a distanza di quasi otto anni una società di recupero crediti incaricata da H3G, mi chiede di pagare 480 euro per la disattivazione anticipata del contratto, quando in realtà avevo disdetto nei termini previsti da contratto. Mi stanno chiamando quasi ogni giorno per indurmi a pagare; io ho ancora conservato sia il contratto che le ricevute della posta per le due raccomandate e la copia della raccomandata inviata. L’unica cosa che non trovo è il documento di spedizione tramite corriere DHL, e quindi non so come dimostrare l’avvenuta spedizione.
    Ma siccome pensavo di aver effettuato tutto correttamente non mi sono preoccupato di conservare tutti i documenti a distanza di oltre sette anni. Ora non so come comportarmi e mi da veramente fastidio dover regalare 500 euro per un servizio che non ho mai usufruito. Per ora non ho provveduto al pagamento e non so se sia il caso di mettere un avvocato e quanto ne valga la pena.
    Spero in un vostro consiglio e vi ringrazio per l’interessamento.
    Grazie
    Luca A.

    • Simonetta Folliero 24 ottobre 2013 at 10:59

      Lei ha seguito le procedure previste per il recesso più che diligentemente. Cosa è accaduto allora? In uno scenario molto probabile, disegnato sulla base di esperienze simili, qualche impiegato distratto non ha “fleggato” la casellina necessaria a portare il suo contratto nello status di “rescisso”. Oppure, l’addetto avrà registrato solo la data della seconda raccomandata ed il contratto è stato automaticamente classificato come “disattivato anticipatamente”. Passato del tempo, i crediti relativi agli importi, dovuti e non pervenuti, relativi alle disattivazioni anticipate, sono stati venduti in blocco, per pochi euro ciascuno, a società di recupero crediti che vivono di questo. E’ iniziata, così, la pesca a strascico.

      Cosa fare? Se ne ha voglia, può spedire alla società che l’ha contattata copia del contratto e copia della prima ricevuta di spedizione, diffidandola a non inoltrarle ulteriori richieste di denaro. Più praticamente, può mandare al diavolo i suoi interlocutori, e, se proprio insistono, presentare un esposto all’autorità giudiziaria. Una soluzione che funziona molto bene.

      Qualora, invece, la pretesa dovesse essere inequivocabilmente correlata alla mancata riconsegna del dispositivo mobile dopo l’avvenuta rescissione contrattuale, e solo in questo caso, può cercare un accordo con la società di recupero crediti, tenendo sempre bene e mente che la sua pratica è stata acquistata per non più di una decina di euro (volendo esagerare).

  • camerata 11 marzo 2013 at 17:47

    Salve a tutti,
    ho bisogno di un consiglio, vi spiego la mia situazione:
    nel 2010 ho comprato dei mobili a rate, un finanziamento di 5 anni con Fiditalia, purtroppo ho avuto problemi economici e da un anno che non pago più le rate.
    Ma proprio mentre mi stavo rimettendo in piedi e avrei potuto iniziare a pagare gli arretrati e le future rate da 55 euro, questa mattina è venuto a casa un funzionario di un agenzia di recupero crediti, mi ha detto che Fiditalia ha interrotto il finanziamento per decorrenza dei termini, e quindi devo pagare l’intero importo restante che è di circa 2.250 euro, mi ha detto che possiamo anche valutare un saldo a stralci.
    Ho chiamato Fiditalia per informazioni sulla cessione del credito a questa agenzia, ho chiesto se il credito era passato con formula pro solvente o pro soluto, ma Fiditalia mi ha risposto che i creditori sono ancora loro, l’agenzia di recupero credito che mi ha contattato fanno solo da intermediari…e che il credito è ancora di Fiditalia.
    Quello che volevo chiedervi è questo:
    considerando che a questo punto sono già stato segnalato in crif, considerando che ho un contratto a progetto e guadagno 1000 euro al mese, che vivo in affitto, che la mia compagna non lavora da più di un anno, che non possiedo nulla di mobile e immobile, e che la situazione economica dell’ultimo anno mi ha ortato a lasciare indietro tanti altri insoluti (bollette, ecc).
    Vi chiedevo, secondo voi che offerta potrei fare per chiudere il debito con un saldo a stralcio, il funzionario del recupero crediti mi ha detto che secondo lui con 1.500 euro fiditalia potrebbe chiudere, ma per me sono troppi.
    Chiedevo qualche consiglio a voi su come comportarmi, ribadisco che il debito è di 2250 euro.
    Vi ringrazio di cuore per l’interessamento.
    Aspetto una vostra risposta
    gaetano

    • Simone di Saintjust 11 marzo 2013 at 18:10

      Considerata la situazione, le conviene valutare la possibilità di attendere che il creditore proceda, se lo riterrà conveniente, al pignoramento dello stipendio, nella misura del 20% netto. Il rischio per il creditore è altissimo (il 20% su pochi stipendi, se va bene, potrebbe non coprire nemmeno le spese legali).

      In alternativa può proporre un saldo stralcio alle sue condizioni, però. Non certo con l’importo proposto dal funzionario esattore che le ha fatto visita, che è esorbitante nel contesto economico patrimoniale da lei descritto.

      Insomma, le condizioni può dettarle lei, se proprio intende chiudere la partita. Si tratta di uno dei pochi privilegi di cui può godere un nullatenente.

    • camerata 11 marzo 2013 at 19:08

      Simone, la ringrazio per la risposta è stato molto gentile.
      Ma possono pignorare anche uno stipendio da un contratto a collaborazione?
      Considerando che l’importo totale finanziato era 3.000 euro, e io ho pagato solo 800 euro, quindi restano 2200 euro, potrebbero accettare un saldo a stralcio di 900/1000 euro?

    • Simone di Saintjust 11 marzo 2013 at 19:34

      La possibilità di pignorare lo stipendio di un lavoratore a progetto l’ho segnalata come teoricamente possibile. Ma, come potrà ben capire, ottenuto il pignoramento il progetto potrebbe essersi concluso e il creditore resterebbe con le classiche pive nel sacco.

      Lei provi a proporre 500 euro e veda che effetto sortisce. In casi come il suo quei soldi sono grasso che cola …

  • mauro 29 ottobre 2010 at 00:09

    tutto vero quello che dici… il saldo e stralcio può essere vantaggioso ed è unq soluzionema una cosa la vorrei dire a chi ha scritto l’articolo…
    pippo ha contratto un debito ovvero qualcuno li ha ceduto un bene, effettuato un lavoro o un servizio per lui… non meriterebbe il suo compenso? a te piace lavorare gratis? al di la che pippo sia in buonafede o meno cosa succederebbe se tutti fossero come pippo?
    poi che ne sai che la cucina di pippo,l’auto o qualcos’altro si rompa e che pippo abbia di nuovo bisogno di un finanziamento?
    spero che ti capitino tantissimi pippo… vediamo se poi sarai cosi ironico

    • cocco bill 29 ottobre 2010 at 04:38

      Giustissimo Mauro. Bisogna sempre tener conto di punti di vista diversi. Solo così è possibile affrontare e risolvere le contrapposizioni con equità, buon senso e rispetto reciproco.

      Se ti va vieni al trovarci nel nostro forum

  • Blues 29 agosto 2010 at 09:04

    Vi sono molte inesattezze nell’articolo sopra.
    Si confonde la cessione del credito, con l’affidamento della pratica alle varie società di recupero credito.

    La cessione del credito,avviene quando la Banca/Finanziaria, è consapevole di non poter rientrare del credito vantata, è ciò, deve avvenire con comunicazione al debitore a mezzo lettera raccomandata, con tutti i riferimenti del caso.

    L’affidamento ad agenzie recupero crediti, può avvenire anche dopo una/due rate non pagate,oggi gli affidamenti sono anche per insoluti di fatture di utenze, in questo caso,queste agenzie di tirapiedi,contattano e tartassano il debitore, con i metodi conosciuti, più o meno leciti.

    • cocco bill 29 agosto 2010 at 09:17

      Certamente, ha ragione. Non abbiamo sufficientemente differenziato le modalità con cui una società di recupero crediti gestisce la pratica (cessione del credito o temporaneo affidamento) focalizzandoci invece sul comportamento da tenere in simili circostanze.

      Gentile Blues, ringraziandola per il suo prezioso contributo, ci farebbe comunque tanto piacere leggerla, compatibilmente con i suoi impegni prioritari sul forum ADUSBEF, nel forum di indebitati.it.

      Grazie e cordiali saluti

  • Champion 29 ottobre 2009 at 01:13

    ciao a tutti!

    vorrei per favore lumi sulla prescrizione dei debiti
    bancari e in articolare quelli derivanti da conto
    affidato in dare. io ho una bambina nata con problemi di salute e purtroppo a causa di ciò ed altri eventi
    a questo concatenati mi trovai oltre 10 anni anni fa
    a non poter rientrare su questo conto affidato anche
    perchè ogni sforzo da parte mia nel rientrare veniva
    puntualmente vanificato dall’applicazione di interessi anatocistici e spese ultralegali varie,la banca senza preavviso alcuno chiude il conto e mi manda la messa in mora(2000) poi a distanza di un anno (2001) gira il credito ad una soc.di rec.(non unirec), questi non fanno nulla (io purtroppo sono nullatenente a causa di questa situazione,spese mediche varie,impossibilità di lavorare per stare vicino alla bambina,no parenti a cui appoggiarsi ecc..viviamo con l’assistenza sociale)per 8 lunghi anni..oggi mi arriva una nuova messa in mora di altra soc.di rec. (non unirec anch’essa) la quale sostiene di aver acquistato in forma pro-soluto dalla banca creditrice:ma se la mia posizione
    era già stata affidata nel 2001 ad una soc.rec.
    perchè mi raccontano che l’hanno acquistata dalla banca? può essere che essendo in difetto di documentazione (dopo quasi 9 anni) stiano raccontando
    storie per farmi credere il contrario?
    questo già un primo dubbio..ma la mia domanda è:
    nonostante la regola generale dica che i debiti
    si prscrivono dopo 10 anni,siamo sicuri che quando
    nessuno si sia mai fatto vivo per reclamarti nulla
    per più di 5 anni e oltre sia sufficiente una semplice racc.ta per far ricominciare il giochino
    dall’inizio? (contro ogni normativa europea esistente!) ho sentito un amico avvocato il quale
    mi riferisce (per aver parlato con altri avvocati
    di primo piano esperti del settore) che qualsiasi tipo di debito (tutti!) se non reclamato tramite racc.o azioni legali ecc. per 3 anni (cioè silenzio assoluto)il debito al 4° anno cade in prescrizione e quindi annullato. la prima messa in mora la ricevetti
    dalla 1a soc.di rec. nel 2001 poi come detto il nulla
    assoluto per ben 9 anni prima dell’attuale nuova messa in mora da parte di altra soc.rec. …potrebbe quindi essere caduto tutto in prescrizione?
    un’altra domanda: il debito riveniente da conto affidato è da considerarsi come “finanziamento”?
    perche se fosse così sappiamo tutti che mutui
    e finanziamenti vanno in prescrizione dopo 5 anni
    e non 10.ed essendo la messa in mora ricevuta dalla prima soc. di rec.cred. datata 2001,dovrei ritenere
    anche in questo caso tutto caduto in prescrizione…
    ma mi rimetto al parere degli esperti e grazie a tutti!!

    • c0cc0bill 29 ottobre 2009 at 07:10

      Champion, inutile insistere sui tempi di prescrizione. I crediti bancari si prescrivono in 10 anni.

      Porrei, invece, l’attenzione su una evidente e grave contraddizione da lei colta.

      Il credito veniva venduto ad una società di recupero nel 2001 come le risulta da una messa in mora. Adesso un’altra società di recupero crediti la mette in mora affermando di aver acquistato il credito dalla banca.

      Hanno perso tutta la documentazione, secondo me.

      E questa sarà la sua forza, inseme al fatto (non sempre negativo) di essere nullatenente.

      Legga attentamente l’articolo Una guida di sopravvivenza per debitori assediati

      Ed invii subito una raccomandata AR alla società di recupero che la contatta dopo nove anni per ribadire l’impossibilità da parte sua di ricostruire la filiera delle cessioni e quindi la legittima titolarità del credito vantato.

      Sarà comunque istruttivo leggere tutto quanto presente nella sezione Consigli al debitore.

      Servirà a trattare con i creditori con cognizione di causa, preparazione, conoscenza dei suoi diritti e senza alcuna sudditanza psicologica. E, soprattutto, le conoscenze che acquisirà le eviterà di andare incontro ad altre fregature, spesso offerte come soluzioni dalle società di recupero crediti.

      Infine, voglio ricordarle quello che scriveva alcuni giorni fa Eugenio Scalfari su Repubblica:

      Gli imprenditori lamentano soprattutto due cose: la mancanza d’ una riduzione fiscale tante volte promessa e mai avvenuta e il tempo maledettamente lungo impiegato dalle pubbliche amministrazioni locali e centrali per pagare i debiti contratti con le imprese.

      Una volta si trattava di 30 giorni, poi di 60; adesso ne passano mediamente 130, cinque mesi, prima di incassare qualche spicciolo. Per rimediare a questo tardivo spicciolame, cresce vertiginosamente il numero di piccole imprese che imboccano la via del concordato.

      Si parla di concordato quando un’ azienda si trovi in una situazione di pre-fallimento. Invece di fallire propone un concordato ai creditori. Un tempo il concordato si faceva intorno al 50 per cento dei crediti.

      Coi tempi che corrono è sceso vertiginosamente: siamo in media intorno al 20 con punte al ribasso che arrivano fino al 7 per cento. I creditori, anziché perder tutto, accettano.

      Scalfari parlava di concordato fra aziende e creditori. Ma non c’è alcuna differenza con le famiglie. I concordati si fanno (e si son sempre fatti) anche fra famiglie e creditori.

      Alla fine proporrà un concordato del 5% sull’importo nominale del debito. Non una lira di più.

    • Champion 29 ottobre 2009 at 12:03

      Grazie infinite Coccobill!

      Se loro non avessero documenti (o solo parzialmente)
      potrei quindi già contestare la legittimità da parte loro di reclamare ciò che mi stanno chiedendo?(€.9,000)Quindi non avrebbero nemmeno strumenti
      legali (ammesso di avere beni/redditi da aggredire che non ho)per perseguirmi in giudizio con precetti
      e quant’altro? Infatti quella che mi è arrivata è una lettera che cita solo l’importo ma nessun accenno
      a data a cui risalirebbe il debito e a come si è formato (sarebbero obbligati a dirmi l’importo di spese e interessi..giusto?)In più sò che potrei chiedere copia della lettera con cui la presunta banca cedente/creditrice ha girato a loro la mia posizione per il recupero…e anche qui nessun accenno naturalmente!Solo per sapere se ciò
      sarebbe già un argomento forte di trattativa.

      L’importo nominale del debito sarebbe quello che la soc.di rec. attuale (questa ultima che mi ha inviato
      nuova messa in mora dopo 9 anni) sta reclamando?
      Sono €.9,000 ma il debito reclamato nel 2001 da quell’altra soc.rec.era addirittura ancora espresso in Lire (L.13,000,000) e come accennato frutto
      già quello di illegale applicazione (x 8 anni abbondanti) a tutti gli effetti di interessi anatocistici ed ultralegali da parte della banca creditrice/cedente cioè attuali €.6,500 circa…come dire che la mia idea di nominale sarebbe questa e non i 9,000 euro che quest’ultima reclama…a questo punto
      mi sembra di capire che se offrissi 1,000 euro e per
      di più a rate potrebbero accettarli ugualmente?
      (io non ho reddito/no sostanze immobiliari)
      Infatti dopo 9 anni e in seconda girata da altra soc.rec.e probabilmente senza doc.ne alcuna (o al massimo parziale) a quanto possono aver acquistato
      il credito vantato nei miei confronti? Probabilmente
      a non più di 200 euro…L’esempio di “Pippo”qui sopra
      sembra proprio calzarmi a pennello…e in più dimenticavo di dirti che fermo purtroppo lo stato di nullatenenza, sono per di più residente all’estero
      come dire che se pagassi la cifra sopra citata sarebbero per loro soldi trovati letteralmente per strada…o sbaglio? Un affettuoso ringraziamento
      Cocco e tutto il bene possibile!

    • c0cc0bill 29 ottobre 2009 at 12:18

      Senza veder provata la legittimità della titolarità del credito, che facciamo, saldiamo il debito con il primo che bussa alla porta? Con il rischio di veder arrivare domani un altro creditore con la lettera di cessione?

      E ci vuole l’estratto conto. Mica gli interessi legali, quelli di mora, le spese di esazione si quantificano così a spanne. Come riportato nella “Guida di sopravvivenza per debitori assediati”.

      Il povero debitore deve controllare che gli interessi applicati non siano usurari, o no? Ed in tal caso non è suo dovere informare l’Autorità Giudiziaria per le indagini di rito, ed anche la Prefettura per l’eventuale ritiro della licenza per il recupero dei crediti?

      Attenzione però a procurarsi le dovute pezze di appoggio da mostrare al giudice. Le contestazioni vanno fatte con raccomandata AR.

      Anche i (presunti) creditori possono essere messi in mora … come è riportato negli articoli della sezione “Consigli al debitore”

    • Champion 29 ottobre 2009 at 14:31

      Quindi Cocco..ciao anzi tutto!

      Tu mi stai dicendo che la prima mossa da fare
      ancor prima di iniziare una qualsiasi trattativa
      sarebbe quella di chiedere comprova della doc.ne
      che mi riguarda e il dettaglio di oneri int.e spese,
      e in più copia della lettera della banca che loro
      sostengono gli abbia girato il credito vantato nei miei confronti…corretto?

      Mi confermi quindi che se dovessi addivenire a un
      pagamento di 1,000 euro (e magari a rate) come saldo a stralcio (previa liberatoria di “nulla più devo” per loro sarebbero soldi “trovati in terra”? Il valore nominale del debito sono i €.9,000
      che mi stanno chiedendo? Tu sostieni che un concordato
      al 5% (cioè 450 euro) sarebbe già una buona offerta
      giusto? Ne offrissi 1,000 quindi ancor di più…o no?
      GRAZIE CARISSIMO!

  • flavio 19 ottobre 2009 at 13:02

    buongiorno volevo chiederle sono separato ma il 30 agosto del 2008 o fatto uno sbaglio tornando a casa dalla mia ex e comprai un televisore al plasma facendo dei bollettini ne o pagate quasi la meta’ ma adesso non riesco piu a far fronte ai pagamenti avevo detto alla mia ex continua tu a pagarli e il televisore resta con te lei mi a detto che non paga e il televisore resterà con lei a casa cosa posso fare

    • c0cc0bill 19 ottobre 2009 at 13:31

      cosa vuole che le dica.

      ha solo una opzione, quella di tornare a casa della sua ex-moglie e riappropriarsi del televisore.

      in effetti non può citare in giudizio la sua ex perchè i debiti contratti da lei (ex marito) dopo la separazione, non sono ascrivibilI alla sua ex-moglie, neanche in quota del 50%, anche se si tratta di debiti contratti nell’interesse della (ex) famiglia.

  • maria 15 ottobre 2009 at 09:51

    vorrei consigli su come un bravo esattore inizia il dialogo per la riscossione del credito e come si pone davanti ad un debitore che non ha soldi per convincerlo ad attuare un piano di rientro fattibile

  • pasquale 23 settembre 2009 at 13:24

    Sono un agente di recupero crediti stragiudiziari, vorrei sapere se con queste informazioni aiutate i debitori a continuare a sbagliare a non pagare o solo una forma seppur sbagliata di far conoscere come operano le società di recupero crediti italiane.

    Grazie e distinti saluti

    • c0cc0bill 23 settembre 2009 at 13:54

      Pensiamo di aiutare i debitori a difendersi dagli abusi perpetrati da alcune società di recupero crediti e da alcuni agenti esattoriali.

    • pasquale 23 settembre 2009 at 16:53

      Dovete sapere che per le società di recupero crediti e agenti sono finite l’ere della cuccagna dove si spaventava il debitore e lo si induceva a pagare con obbligo e paura oggi si va con i piedi di piombo per evitare denunce per violazione della privacie o comportamenti scorretti e prepotenti e poi spesso e volenieri si cerca insieme al debitore una soluzione bonaria indolore e lo si induce con gentilezza a farlo ragionare per farlo pagare e fargli cancellare le iscrizioni nelle centrali rischi, oggi siamo diventati veri e propri padri confessori cerchiamo nel nostro piccolo di ascoltare e trovare una soluzione; quindi consigliate chi ci legge a pagare perche e non a continuare a non pagare ipotesi “è un lavoratore gli si rompe la macchina è da buttare, non c’è danaro per acquistarla la macchina gli necessita per lavorare non potrà andare a fare la spesa settimanale con la mcchina con la moglie è iscritto nella centrale rischi nessuno gli concede finanziamento andrà a piedi a lvorare e a fare quello che era abituato a fare , invece non ha alcuna iscrizione centrale rischi le porte sono aperte e io continuerò ad andare a lavoro con la macchina e non sarà costretto a far girare la mente per come fare a trovare il danaro e in alcuni casi a delinquere.
      Grazie

    • c0cc0bill 23 settembre 2009 at 16:59

      Ne prendo atto, caro Pasquale e mi fa molto piacere apprendere che l’ambiente delle sdr è diventato finalmente quello che tu descrivi. Per un addetto al recupero crediti è indice di vera professionalità comportarsi come “un padre confessore”.

      Del resto per … ehm … par condicio, abbiamo anche una sezione interamente dedicata al recupero crediti.

      Spero tu voglia visitarla: è qui

      Questo blog è aperto ai contributi di chicchessia, quando siano espressi in termini pacati e civili. Quando vorrai potrai intervenire liberamente in questo forum per dire la tua.

  • ciro 26 febbraio 2009 at 13:48

    Gentile coccobill

    Ho mandato un’e-mail alla CRIF,onde capire cosa significa Eventi negativi (ossia morosità,gravi inadempimenti ,sofferenze ) non sanate-36 mesi dalla data di scadenza contrattuale del rapporto o dalla data in cui e risultato mecessario l’ultimo aggiornamento(in caso di accordi successivi o altri eventi rilevanti in merito al rimborso )-

    La CRIF mi ha madato la seguente risposta :
    Gentile cliente il punto da lei citato significa che le posizioni chiuse in modo irregolare,ossia senza che i ritardi di pagamento siano stati sanati,verranno conservate per 36 mesi dalla data di chiusura del rapporto.-

    Allora perchè la CRIF,quando chiedo,del mio nome alla banca dati,risulta sempre un debito non sanato ,di cui il rapporto e terminato nel 2002, e sono trascorsi 6 anni.il doppio del previsto..

    IO la E-mail inviatomi dalla CRIF,la posso usare come prova per eventuale richiesta risarcimento del danno,per la mancata cancellazione.
    Ringrazio

    Ciro

    • c0cc0bill 26 febbraio 2009 at 14:05

      Ciro ci vorrebbe un legale, e comunque è difficile dimostrare l’esistenza di sistemi paralleli a quelli ufficiali da cui risulti, oltre ogni ragionevole dubbio, che le informazioni rimangono nel circuito delle finanziarie anche in seguito alla cancellazione imposta dal garante dopo 36 mesi (diritto all’oblio).

      L’esperienza che noi abbiamo, ricavata da interventi di lettori come te per casi come il tuo, è che, se non si sana la posizione liberatoria, nessuno concede più i finanziamenti richiesti, anche se “ufficialmnte” non si risulta iscritti a nessun elenco di cattivi pagatori.

      Addirittura, anche pagando, talvolta si resta incagliati in queste liste, come potrai capire leggendo questo articolo pubblicato proprio ieri sul blog.

  • Giuseppe 23 ottobre 2008 at 13:34

    Buongiorno a tutti i lettori,
    mi e’ sembrato di capire che alla fine della storia il sig. PIPPO e’ un eroe… che al giorno d’oggi si puo’ tranquillamente truffare banche e finanziarie…Penso sarebbe opportuno da parte di chi scrive su questo sito distinguere tra chi i debiti non puo’ pagarli per difficolta’ oggettive e chi li fa certo che non li paghera’…. e ce ne sono tanti miei cari signori.
    Dare addosso ad una categoria di lavoratori (perche’ malgrado quello che si possa pensare si tratta di una categoria di professionisti), non e’ una cosa corretta. Gente preparata professionalmente, aggiornata in continuazione su tutto il mondo bancario/antiriciclaggio/privacy/ecc, che esce la mattina e rientra la sera con un bagaglio di esperienze tra la gente piu’ disparata, che si fa portavoce di molteplici problemi da riversare alle varie societa’ creditrici per trovare la soluzione (spesso in tempi brevissimi), con il rischio di esser rapinato (con il consegnente rimborso di quanto sottrattogli), ed altro che non sto qui a specificarVi. Sara’ anche vero’ che esistono anche piccole societa’ che svolgono questo tipo di attivita’, ma arrivare a raccontare di gente che si spennella le unghie o che sta preparando il ragu’ mi sembra eccessivo. Vi ricordo che l’UNIREC e’ un ente che annovera le societa’ che operano nel settore, iscrizione al momento non obbligatoria (e peraltro con costi non indifferenti di iscrizione). Parecchie societa’ non iscritte a questo ente, gestiscono i crediti quando sono ancora freschi e non ancora ceduti (prendono il mandato direttamente dalla finanziaria) quindi possono essere la prima risoluzione delle varie iscrizioni (CRIF ecc ecc) e per consentire al debitore con poche rate arretrate, di ripianare il proprio debito e far effettuare la cancellazione della segnalazione.
    Ci sarebbe da scrivere un’enciclopedia ma preferisco fermarmi qui.

    Buona giornata a tutti

    • tommaso 8 novembre 2009 at 17:54

      Mi hai commosso.

  • karalis 4 ottobre 2008 at 06:09

    Salve, volevo farvi alcune domande strane: le finanziarie che decidono comunque di concederti un prestito consapevoli di provocare un sovraindebitamento(es. ti concedono prestiti anche se sanno che ne hai altri cinque e un solo stipendio),hanno diritto alla riscossione del credito? e in che misura? non crede che abbiano delle responsabilità anche loro se un individuo non riesce più a pagare i debiti?Grazie infinite x il vostro aiuto siamo tutti un pò disperati.saluti

    Commento di EGIZIANA | Venerdì, 3 Ottobre 2008

    Sono perfettamente d’accordo.

    E profondamente convinta che, quando si concedono prestiti a chi ne ha altri quattro, le finanziarie non lo facciano per nobili scopi filantropici, bensì per pura avidità.

    E’ questa la ragione per cui non ho alcuna remora, su questo blog, a fornire indicazioni utili a chi non è più in grado di pagare.

    Molte critiche nei commenti dei lettori sono state mosse a questa scelta: è eticamente e moralmente scorretto, ci è stato scritto, incoraggiare il debitore a non pagare i propri debiti.

    E figuriamoci. Se il credito è erogato dall’amico, dal familiare, dal conoscente per consentire al debitore di risolvere problematiche importanti (lavoro, famiglia, studio, malattia, imprevisti della vita) in un contesto sociale caratterizzato da solidarietà e partecipazione (tipico di quello che oggi si definisce microcredito) sarò la prima a stigmatizzare e censurare comportamenti elusivi del debitore rispetto all’obbligo di onorare l’impegno assunto e cioè la restituzione del dovuto.

    Ma quando entro in un negozio per un acquisto e mi si dice che per ottenere uno sconto sul prezzo l’unica possibilità è quella di stipulare un contratto di prestito con una finanziaria, allora, se ancora ne avessi, cadono tutti i condizionamenti di ordine etico morale che, altrimenti, mi avrebbero impedito di scrivere ciò che ho scritto in questo blog.

  • karalis 23 settembre 2008 at 16:21

    buon giorno, innanzitutto complimenti per il sito e per tutte le informazioni. ho bisogno di un consiglio …sposata con 3 figli minorenni, mio marito ed io siamo dipendenti pubblici,con un sovraindebitamento tale da fare ogni mese salti mortali. abbiamo sempre pagato a tutti regolarmente a volte ricorrendo a nuovi debiti per evitare di pagare in ritardo o di non pagare proprio. ora ci troviamo nella situazione di non poter pagare più in quanto lavoriamo tanto paghiamo a tutti, e alla fine viviamo solo con 300 euro per tutto il mese. abbiamo chiesto un consolidamento ma non è stato accettato perchè non abbiamo la casa di proprietà, i due stipendi hanno già i quinti impegnati, possediamo una sola macchina, abitiamo in affitto paghiamo tra l’altro 600 euro e per raggiungere il luogo di lavoro consumiamo circa 15 euro di benzina al giorno. cosa posso fare. grazie.

    Commento di gary | Martedì, 23 Settembre 2008

    Semplicemente scrivendo ai creditori.

    Ripetendo la descrizione qui fatta sulla vostra situazione ed annunciando una interruzione dei pagamenti.

    Se i quinti dei due stipendi sono già impegnati per finanziamenti di credito al consumo, potranno al massimo pignorarvi un altro quinto ciascuno.

    Dopodichè gli altri creditori potranno solo accodarsi.

    Se proprio volete, aggiungete che vi farete vivi per concordare un piano di rientro a saldo e stralcio se e quando la situazione economica dovesse migliorare.

    Pregando tutti di astenersi da telefonate e/o visite non concordate presso il domicilio.

    Non c’è niente altro da fare.

  • karalis 22 settembre 2008 at 10:41

    una cosa che mi sono sempre chiesto è:
    A ha un debito con la finanziaria B; A non vuole/non può pagare; la finanziaria B procede legalmente contro A. le spese processuali saranno a carico di A?

    grazie per l’attenzione

    Commento di Giuliano | Domenica, 21 Settembre 2008

    Di solito è così.

    ALLORA A QUESTO PUNTO CADE TUTTO IL SIGNIFICATO DEL POST. SI ERA DETTO CHE ALLE SOCIETA’ RECUPERO CREDITI NON CONVIENE ANDARE IN FASE GIUDIZIALE PER POCHE MIGLIAIA DI EURO E QUINDI è POSSIBILE UNA TRATTATIVA. MA SE I COSTI GIUDIZIALI SONO POI A CARICO DEL DEBITORE, IL CREDITORE HA IN OGNI CASO CONVENIENZA A MUOVERE AZIONE LEGALE PER RECUPERARE IL PROPRIO CREDITO. O NO?

    Commento di Giuliano | Lunedì, 22 Settembre 2008

    Le spese sono spese e devono essere anticipate: vanno agli avvocati, ai periti, allo Stato (per quelle di giustizia solo una minima parte sono poste, alla fine del procedimento, a carico del debitore), agli impiegati che lavorano la pratica.

    Il creditore rischia già il capitale. E’ davvero così conveniente anticipare spese per perdere anche quelle se il debitore si rivela poi insolvente e non ha beni nella sua disponibilità che possano essere convenientemente aggrediti?

    Se il debitore ha da perdere, non arriva certo alla fase giudiziale (almeno se non vi è costretto dall’impossibilità materiale di onorare il debito). Ma, in questo caso parliamo di grosse cifre e di beni immobiliari, non certo di auto candidate allo scasso o di stipendiucci da fame per rapporti di lavoro che possono essere interrotti di punto in bianco (per cui si arriva al pignoramento del quinto ma il debitore non lavora più lì ed ha ritirato anche l’eventuale liquidazione).

    Comunque tue deduzioni meritano tutto il rispetto ad esse dovute. Ne prendo atto.

  • c0cc0bill 21 settembre 2008 at 20:58

    una cosa che mi sono sempre chiesto è:
    A ha un debito con la finanziaria B; A non vuole/non può pagare; la finanziaria B procede legalmente contro A. le spese processuali saranno a carico di A?

    grazie per l’attenzione

    Commento di Giuliano | Domenica, 21 Settembre 2008

    Di solito è così.

  • c0cc0bill 21 settembre 2008 at 20:57

    ho praticamente ripianato le spettanze col fisco,(anche quelle non dovutogli)ho la divisione dei beni con mia moglie che adesso non possiede più niente, in quanto ha venduto una attività con i soldi che gli ho prestato e che naturalmente ho preteso indietro anche se purtroppo non tutti, il fisco dopo anni sembra che mi abbia lasciato in pace mentre per mia moglie è iniziata la trafila sperando che tutto sia a posto. dovessero arrivare richieste dal fisco a cui mia moglie non può far fronte in quanto non possiede nulla se non un automobile che vale si e no 100 €. avendo la divisione dei beni, non potendo pagare cosa le richiedono cosa succede dopo tanti anni?

    Commento di valerio | Lunedì, 15 Settembre 2008

    I debiti contratti quando il regime era di condivisione dei beni restano in regime di condivisione. Cioè, per quei debiti, marito e moglie restano coobbligati.

    Ed il fisco può rivalersi su uno dei due, a propria scelta.

    Per tutti i debiti, invece, che hanno origine in epoca successiva alla data in cui è stato effettuato il cambio di regime, resterà obbligata solo tua moglie.

  • karalis 12 settembre 2008 at 20:39

    Ti ringrazio per le informazioni, il fatto è che lei è capace di non aprire agli ufficiali giudiziari che verranno da lei per il pignoramento facendo finta di non essere in casa. In tal caso cosa può accadere?

    Cercherò di farla ragionare anche se mi sembra impossibile visto che l’ultima volta ci siamo insultati e non mi parla più. Grazie ancora per le informazioni

    Commento di m.l | Venerdì, 12 Settembre 2008

    Con l’ausilio della forza pubblica e di qualche artigiano le sfondano la porta.

    Comunque la procedura per il pignoramento di un immobile non è immediata.

    Tanto più che l’immobile deve essere poi venduto all’asta.

    L’iter prevede molti punti in cui volendo (ma sempre con aggravio di ulteriori spese) è possibile evitare il prosieguo della procedura.

  • karalis 12 settembre 2008 at 17:35

    buonasera, inanzitutto volevo farvi i miei complimenti per il vostro sito nel quale ho trovato informazioni utilissime più volte in passato, ora vorrei porvi un problema riguardante una mia ex ragazza.
    M.J. non ha mai pagato le multe che le arrivavano e l’erario l’ha finalmente raggiunta nella sua nuova casa comperatale dal padre ma intestata a lei.
    Esiste un contratto privato tra lei e suo padre firmato davanti ad un notaio nel quale le si impedisce la vendita di tale casa fino a che il padre sarà in vita ( scusate ma non so essere più preciso a tale riguardo in quanto ho solo il racconto di tale ragazza e non ho visto il suddetto documento).
    Equitalia ha mandato più volte sollecito di pagamento proponendo tre rateizzazioni per un totale di 5000 euro circa. nell terzo avviso visto che lei non aveva ancora pagato la prima rata che risulta così già scaduta si faceva presente che avrebbero proceduto al fermo amministrativo e credo al sequestro del suo mezzo (che non valeva ormai più di 500-1000 euro e che credo essere già stato effettuato perchè non ho più visto la sua auto) al pignoramento dei suoi beni e, se non fosse stato sufficente o possibile procedere in tale senso, all’ipoteca dell’abitazione a lei intestata. Attualmente la ragazza in questione lavora part-time (in nero credo) per una società che si occupa di marketing telefonico guadagnando circa 7-800 euro al mese.
    Volevo sapere:
    a) quali sono i tempi per il tentativo di pignoramento dei beni.
    b) se la ragazza in questione rifiutasse di aprire la porta agli agenti che si occupano della riscossione, in generale di accettare il pignoramento dei propri beni, cosa accadrebbe?
    c) dopo quale periodo dal terzo avviso scatta l’ipoteca sull’immobile (il valore dell’immobile è di circa 120000 euro e non è gravato da mutuo)
    d) tale ipoteca in che modalità viene affettuata, chi ne è il beneficiario ed entro quanto tempo il propietario dell’immobile la deve estinguere prima che ci siano conseguenze, quali sono le possibili conseguenze di tale ipoteca?
    e) nonostante i pessimi rapporti che ora mi legano a lei, mi ha chiesto di aiutarla senza dirmi il motivo per cui le servivano quei soldi, io l’ho scoperto per altre vie e vorrei aiutarla evitandole l’ipoteca e successivi guai ma non rimetterci.
    Potrei subentrare ad equitalia nella riscossione del debito? in tal caso io non avrei fretta a riavere quei soldi, esisterebbe qualche scadenza oltre la quale il mio eventuale credito cesserebbe di avere valore legale? potrei subentrare eventualmente nell’ipoteca per avere una qualche copertura se lei decidesse di non restituirmi i soldi vista la situazione tra noi comunque molto tesa?

    Vi ringrazio per l’attenzione
    M.L.

    La tua ex-ragazza è messa malissimo. Fossi in lei vedrei subito come pagare il debito con il fisco.

    Le scritture private davanti al notaio obbligano lei a non vendere.

    Per il fisco quella scrittura privata è meno che carta straccia. Equitalia pignora la casa, la vende per quattro soldi giusto quelli necessari a pagare l’ipoteca e soddisfare il proprio credito comprensivo di interessi e spese. Se resta qualche spicciolo lo prende la tua ex.

    Non ho capito la cosa di volere subentrare. Basta prestare i soldi alla tua ex e subentri. Equitalia formalmente non ti conosce, nè vorrà mai farlo.

    Per il resto, opposizioni al pignoramento … lascia stare. La caricano sul cellulare (non il telefonino eh) e la portano in commissariato.

  • karalis 31 agosto 2008 at 07:36

    Buonasera.
    4 anni fa chiesi un prestito per l’ acquisto di una cucina e di una cameretta e ho sempre pagato puntualmente tutte le rate, spesso anche in anticipo. Nel mese di marzo di quest’ anno, giunge una telefonata a mia figlia, intervenuta come garante, con la quale comunicano che non è loro pervenuta l’ ultima rata di contratto scadente il 15 febbraio 2008 e da me pagata molto anticipatamente. Mia figlia risponde che abbiamo il bollettino attestante il pagamento e, su loro richiesta, lo inviamo varie volte a mezzo fax ed infine anche a mezzo raccomandata con ricevuta di ritorno. Trascorse circa due settimane veniamo ricontattate, sempre tramite mia figlia (sebbene loro abbiano anche il mio recapito) e ci chiedono di inviare copia di tutti i bollettini. Purtroppo non riesco a trovare la ricevuta di un bollettino che non è relativo alla rata da loro inizialmente contestata e, sicura di averla pagata, abbiamo richiesto copia di un estratto conto che ci è stato consegnato a mezzo fax dopo insistenze. Da questo estratto conto la rata di cui non ho la ricevuta, ma ripeto non da loro contestata, risulta pagata e non risulta quella scadente nel febbraio 2008, ma della quale, come detto, ho la ricevuta che ho loro inviato. Nonostante ciò abbiamo ricevuto ancora numerose telefonate anonime e condite di mistero dal momento che improvvisamente, sempre contattando mia figlia, non volevano più parlare con lei, ma le chiedevano di parlare esclusivamente con me. Da notare che siamo state contattate anche in orari differenti da quelli d’ ufficio e di sabato pomeriggio da una sedicente avvocato. Inoltre negli ultimi contatti telefonici, questi personaggi, improvvisamente, non sapevano più quale fosse la rata loro mancante. Infine ci è giunta comunicazione scritta (non raccomandata A.R., ma semplice posta prioritaria) da parte di una società di recupero crediti che, da quanto ho visto dall’ elenco qui gentilmente fornito, fa parte dell’ UNIREC.
    Come comportarmi?
    L’ estratto conto può avere valenza legale a dimostrazione dell’ avvenuto pagamento della rata di cui non trovo la ricevuta?
    Ringraziando per l’ attenzione prestata e per l’ eventuale risposta, auguro un buon proseguimento di serata.

    Commento di Donna arrabbiata | Domenica, 31 Agosto 2008

    No , l’estratto conto non ha alcuna valenza, potendo io prelevare una somma equivalente all’importo del bollettino da pagare senza poi effettuare il versamento.

    Qui l’errore è stato quello di fornire informazioni non dovute ad interlocutori telefonici non meglio identificati.

    L’unica cosa da fare adesso è chiedere, in occasione del prossimo contatto telefonico, di inviare una lettera raccomandata con il dettaglio degli addebiti che vengono contestati. Senza fornire, via telefono ulteriori informazioni.

    Poi si vedrà.

  • karalis 29 agosto 2008 at 16:43

    Innanzi tutto vorrei ringraziarti per essere cosí disponibile ed aiutare tante persone che altrimenti non potremmo accedere ad un prezioso consiglio.
    Mi hai risposto: “Fare nulla è l’ultima cosa da fare!!!” perció ho telefonate alla societá recupero crediti ed effettivamente devo dichiararmi in colpa…successe nel 91 che comprai attraverso un credito inunnegozio uno stereo hi-fi per 1,9 milione di Lit; ho pagato 3 rate e poi sono emigrato trascurando il resto delle rate. Perció ‘mea culpa’. Adesso i 1,9 mil. (meno de 1000 Euro) sono diventati 18mila Euro… e purtroppo non avendo beni di nessun tipo, né risparmi non posso far fronte al pagamento. La societá recupero mi ha detto che un’unica soluzione di 10mila Euro andrebbe benissimo oppure un piano di rientro per 15mila Euro rateale. Ho risposto che per me é assolutamente impossibile!! Sono scesi fino agli 8000 mila ma neanche lí, realisticamente parlando, potrei far fronte. Ho detto che vedró quello che posso fare e che avrei richiamato. Purtroppo peró tutto ció che posso offrire sono 100 Euro al mese per un anno finché sono in Spagna con la borsa di studio, poi dopo ritorneró in Sudamerica e saró sicuramente senza lavoro e non so se riusciró a far fronte ai quei 100 Euro mensili e non vorrei iniziare un piano di rientro che non so se potró compiere. Lei crede che sia realistico offrire 12 rate da 100 Euro oppure mi rideranno in faccia? Nella prima comunicazione mi sono dimenticato di dirLe que la Cassa di Risparmio ha venduto la mia pratica ad una societá che la ha a sua volta venduta ad un’altra che successivamente l’ha rivenduta a quest’ultima societá che mi ha rintracciato. Mamma mia che casotto…le cose che si fanno a diciott’anni !!! Mille grazie.

    Commento di Fiona | Venerdì, 29 Agosto 2008

    Io ti consiglierei di non pagare nulla, sei sicuro di essere iscritto nella banca dati dei cattivi pagatori? nel 91′ ancora non esisteva.

    Se poi la tua pratica è di quarta mano ancora meglio, sicuramente via via…. da una cessione all’altra.. hanno smarrito parte della documentazione.

    Per poter procedere con un decreto ingiuntivo devono produrre tutti gli estratti conto ( pensare che ne siano provvisti è come credere agli asini che volano).

    Commento di Pierpaolo Guerra | Venerdì, 29 Agosto 2008

    Fiona, il consiglio del sig. Guerra è senz’altro condivisibile.

    Magari dopo aver fatto richiesta, appunto, della documentazione.

    Anche io sono sicura che non abbiano nulla.Al massimo solo un foglio con la somma dovuta. Ma senza una documentazione dettagliata e probante delle somme a capitale e degli interessi applicati (che qui sono al 99% usurari) nessun giudice concederebbe un decreto ingiuntivo.

    Questo ovvio, vale per il futuro. Nel caso in cui, con un pò di fortuna, riesci a ristabilire la tua situazione economica.

    E, giusto, difficile che nel 91 abbiano potuto iscriverti ad una banca dati di cattivi pagatori. Semmai per esserne certi potresti chiedere un accesso ai dati.

    Le informazioni necessarie sono disponibili nella sezione CATTIVI PAGATORI

  • Pierpaolo Guerra 29 agosto 2008 at 16:29

    Innanzi tutto vorrei ringraziarti per essere cosí disponibile ed aiutare tante persone che altrimenti non potremmo accedere ad un prezioso consiglio.
    Mi hai risposto: “Fare nulla è l’ultima cosa da fare!!!” perció ho telefonate alla societá recupero crediti ed effettivamente devo dichiararmi in colpa…successe nel 91 che comprai attraverso un credito inunnegozio uno stereo hi-fi per 1,9 milione di Lit; ho pagato 3 rate e poi sono emigrato trascurando il resto delle rate. Perció ‘mea culpa’. Adesso i 1,9 mil. (meno de 1000 Euro) sono diventati 18mila Euro… e purtroppo non avendo beni di nessun tipo, né risparmi non posso far fronte al pagamento. La societá recupero mi ha detto che un’unica soluzione di 10mila Euro andrebbe benissimo oppure un piano di rientro per 15mila Euro rateale. Ho risposto che per me é assolutamente impossibile!! Sono scesi fino agli 8000 mila ma neanche lí, realisticamente parlando, potrei far fronte. Ho detto che vedró quello che posso fare e che avrei richiamato. Purtroppo peró tutto ció che posso offrire sono 100 Euro al mese per un anno finché sono in Spagna con la borsa di studio, poi dopo ritorneró in Sudamerica e saró sicuramente senza lavoro e non so se riusciró a far fronte ai quei 100 Euro mensili e non vorrei iniziare un piano di rientro che non so se potró compiere. Lei crede che sia realistico offrire 12 rate da 100 Euro oppure mi rideranno in faccia? Nella prima comunicazione mi sono dimenticato di dirLe que la Cassa di Risparmio ha venduto la mia pratica ad una societá che la ha a sua volta venduta ad un’altra che successivamente l’ha rivenduta a quest’ultima societá che mi ha rintracciato. Mamma mia che casotto…le cose che si fanno a diciott’anni !!! Mille grazie.

    Commento di Fiona | Venerdì, 29 Agosto 2008

    Io ti consiglierei di non pagare nulla, sei sicuro di essere iscritto nella banca dati dei cattivi pagatori? nel 91′ ancora non esisteva.

    Se poi la tua pratica è di quarta mano ancora meglio, sicuramente via via…. da una cessione all’altra.. hanno smarrito parte della documentazione.

    Per poter procedere con un decreto ingiuntivo devono produrre tutti gli estratti conto ( pensare che ne siano provvisti è come credere agli asini che volano).

  • karalis 29 agosto 2008 at 04:11

    Lei crede che sia realistico offrire 12 rate da 100 Euro oppure mi rideranno in faccia? Nella prima comunicazione mi sono dimenticato di dirLe que la Cassa di Risparmio ha venduto la mia pratica ad una societá che la ha a sua volta venduta ad un’altra che successivamente l’ha rivenduta a quest’ultima societá che mi ha rintracciato. Mamma mia che casotto…le cose che si fanno a diciott’anni !!! Mille grazie.

    Per quanto siano passati 17 anni, sarebbe curioso conoscere che tipo e quali percentuali di tasso di interesse siano stati applicati. Secondo me, hanno oltrepassato, spesso e volentieri, il tasso di usura.

    Proprio per far comprendere che forse sarebbe meglio addiveneire ad un accordo equo e conveniente per entrambe le parti, io richiederei un estratto conto con documentazione dettagliata delle modalità di calcolo degli interessi.

    E’ importante conservarlo a futura memoria. Non si sa mai: le tue condizioni economiche in futuro potrebbero migliorare e questi sarebbero capaci, fra qualche anno, di presentarti una richiesta di 50 mila euro per nemmeno 1000 euro di debito del ’91.

    E’ un diritto del debitore essere messo al corrente di come si siano formati i 18 mila euro di debito. La richiesta, ovviamente, va inoltrata tramite raccomandata A.R.

    Per l’accordo va richiesto anche l’impegno a rilasciare, a pagamento concluso, la liberatoria finalizzata a poter ottenere la cancellazione dalla banca dati dei cattivi pagatori.

    Dopodichè procederei ad inviare alla società di recupero, che ha in cessione il tuo credito, una relazione scritta della situazione economica attuale. Praticamente le cose cui hai fatto riferimento in questo commento. Aggiungendo, alla fine, una proposta di saldo e stralcio per 1200 euro, con piano di rateazione di 100 euro mensili.

    A me sembra una proposta ragionevole.

    Un debito di quasi mille euro del 91, con debitore pressochè irreperibile, lo si compra a non più di 10 euro.

    Togliendo le spese per qualche raccomandata di messa in mora, una decina di minuti di ricerca anagrafica, un quarto d’ora di phone collection, l’affitto dello spazio necessario per tenere archiviato il faldone della tua pratica, restano oltre 1000 euro di guadagno netto per la società di recupero.

    Io sono convinta che accetteranno. Non immediatamente, forse, ma solo per salvare la faccia. Ma basta insistere e far capire che non c’è trippa per gatti…

  • karalis 28 agosto 2008 at 09:18

    Grazie per l’attenzione e per le risposte, e se non sono invadente ne chiedo qualcun’altra:al fine unico di sottrarre,nell’eventualità che venissi rintracciato,il bene societario al pignoramento,è fattibile una scrittura privata,controfirmata dalle parti e da testimoni,in cui la cessione delle quote della società,che farei ufficialmente ad un socio,fosse in realtà ritenuta nulla o qualcosa di simile? Fermo restando la cessione delle quote per non creare ulteriori “casini”,e siccome vorrei onorare comunque il debito,se avessi uno stipendio,per quanto modesto ed in valuta locale,ha un senso proporre alla finanziaria già ora la cessione del 5° di questo stipendio,ovvero proporlo nel momento in cui fossi rintracciato dal recupero crediti?
    Ancora grazie, mi siete di grande aiuto a chiarirmi le idee.
    Gc.

    Commento di Giancarlo | Giovedì, 28 Agosto 2008

    La pubblicità dell’atto notarile serve proprio a questo: evitare la potenziale giungla di contratti privati per stabilire la proprietà di un bene.

    Ai fini di una eventuale procedura esecutiva l’unica rilevanza è data dalla scrittura pubblica.

    Dunque la tua quota societaria verrebbe comunque aggredita, con in più una eventuale azione legale e risarcitoria da parte di quelli che sarebbero i possessori delle quote in base alla scrittura privata da te sottoscritta.

    Pertanto, non credo proprio valga la pena affidarsi ad un escamotage simile.

    L’unica strada percorribile è un accordo a saldo e stralcio nel momento in cui sarai rintracciato dal creditore.

    Del resto se non risulti irreperibile, se l’AIRE dell’ultima località di residenza conosce il tuo indirizzo, la finanziaria non può dar luogo ad azioni esecutive senza prima notificartele.

    E, credimi, dinanzi alla possibilità di un accordo di compromesso, penalizzante per entrambe le parti in quanto tale, il buon senso e la convenienza economica sconsigliano sempre le azioni legali.

    Ti resta la possibilità di essere comproprietario della società senza possedere quote … ma non so quanto ti convenga.

  • karalis 28 agosto 2008 at 08:02

    Salve, vorrei un consiglio se è possibile…
    nel 2006 ho ricevuto dalla società CITIFIN un prestito di
    € 3500,00. Dopo aver pagato quasi regolarmente € 115 al mese per circa 15 mesi, mi sono trovato purtroppo da circa 1 anno a non poter piu’ far fronte al pagamento mensile della rata.
    Dopo varie lettere ricevute dall’ufficio contenzioso CITICORP ad Aprile 2008 ho ricevuto una raccomandata dalla CONSULTING CREDIT invitandomi ad effettuare una offerta transitiva di € 1800,00 da versare in unica soluzione entro 30 giorni. Credendo di poter ricevere i soldi in prestito da mio nonno e valutando l’offerta positiva, ho provveduto ad effettuare la proposta per iscritto e mi è stata accettata.
    Purtroppo alla scadenza dei 30 giorn ( 30 giugno ) mio nonno non ha potuto prestarmi i soldi, e non lo potrà fare.
    Ho ricevuto dalla CONSULTING altre telefonate con preavviso di azioni di pignoramento..
    purtroppo ora sono senza lavoro ma a ottobre inizierò un partime.
    Cosa posso fare … cosa posso scrivere alle 2 società…?
    posso fare un offerta piu’ bassa e dilazionata?
    Grazie per l’attenzione
    Alessandro

    Commento di Alessandro | Mercoledì, 27 Agosto 2008

    Conviene scrivere. Parlare di quanto accaduto, ribadire la propria volontà di onorare il debito e l’impegno assunto e richiedere il ripristino dell’accordo a saldo e stralcio dei debiti pregressi allo stesso importo ma con rate di 100 euro al mese. “Senza aggravio di ulteriori interessi, perchè altrimenti il debito diverrebbe insostenibile per le mie possibilità economiche attuali e future…”

    Non credo sia percorribile l’opzione di chiedere un ulteriore sconto. Sembrerebbe un gioco al ribasso preordinato il tuo e condurrebbe, quasi sicuramente, alla bocciatura della proposta.

  • karalis 27 agosto 2008 at 13:04

    La finanziaria e Santander Consume Banc loro anno ga mandao un recupero creddito solo che volevno o 17.000.00 euro in effetti bancari di 250.00 euro o pure straccio saldo co 8.500.00 euro. Io non ho accettato nessuna delle 2 possibilita’ perche’ non potevo entrane le possibilita’ allora loro anno passato la pratica a uno studio legale che si trova a Roma. L’altro giorno mi anno contattato dicendomi che loro volevano accordare per risanare il debito bancario , io dato le mie possibilita’ economiche o detto che potevo dare 100.00 euro al mese perche lavoro tramite un agenzia quindi un lavoro precario e che comunque o anche una moglie e un bimbo di non appena 15 mesi e che vivo con i miei suoceri. Loro mi anno detto di fare al momento un vaglia postale di 100.00 euro e poi mi facevano sapere se la finanziaria mi poteva accettare la mia proposta mensile.. arrivati a questo punto vorrei sapere avendo una macchina utilitaria intestata a me, potevano farmi qualcosa per bloccarmela potrei passare qualche altro guaio..In caso di protesto per quanto dura il protesto per saputo mi riferivano che da quando non pagavo il protesto mi sarebbe durato per 5 anni e che per tanto non potevo accedere in nessuna banca , ma dopo i 5 anni anche non pagando per una legge anti usura tornavo di nuovo una persona ch potevo accedere in banca.. vero o bugia ..GRAZIE Franceco.

    Commento di francesco | Mercoledì, 27 Agosto 2008 | Modifica

    Cominciamo col dire che al creditore non va corrisposto neanche 1 (uno) cent senza un accordo sottoscritto da entrambe le parti in cui si fissa l’importo a saldo e stralcio ed il piano di rientro rateale.

    Nel nuovo contratto deve essere fissata la quota capitale a saldo e stralcio di tutti i debiti pregressi ed il piano di ammortamento, vale a dire il numero di rate e l’importo di ciascuna.

    In più deve essere previsto l’obbligo di rilascaire liberatoria al debitore nel momento in cui questi corrisponde l’ultima rata del piano di rientro.

    Per debiti contratti con finanziarie e/o banche non esiste il protesto. Si diventa protestati solo se si rilascia un assegno (o cambiale) per il quale alla scadenza non risultano fondi disponibili sul conto corrente.

    Quindi a meno che tu non abbia firmato “assegni” scoperti (in “bianco” se preferisci) non sei a rischio protesto. Se non hai assegni scaduti o in scadenza con la finanziaria, ci troviamo di fronte alle solite intimidazioni di sedicenti avvocati e di agenti esattoriali senza alcuno scrupolo professionale.

    Quello che rischi: fino a quando non avrai ottenuto le liberatorie da tutti i tuoi creditori non potrai accedere a nuovi finanziamenti. La liberatoria da pretendere a fronte dell’accordo a saldo e stralcio serve appunto ad ottenere la cancellazione dalle banche dati dei cattivi pagatori a cui sei sicuramente iscritto.

    La macchina, beh se vogliono spendere 10 per ottenere 1 si accomodino pure a bloccartela!

    Ma mi raccomando, niente 100 euro anticipati per il test. Prima si sottoscrive l’accordo e poi si paga!

    E comunque, vista la tua situazione economica, 8000 euro sono troppi per il saldo e stralcio. Io proporrei 3600 euro con piano rateale di 100 euro mensili per 36 mesi. Per il Santander Consumer Banc sarebbe un ottimo affare, praticamente come trovare a terra 3600 euro andando a passeggio… Per te potrebbe, questa cifra, valere la possibilità in futuro di ottenere un prestito per far studiare il bambino.

  • karalis 26 agosto 2008 at 05:40

    Buongiorno. Prima di tutto complimenti per la pagina…é davvero interessantissima. Vorrei, se possibile, ricevere un consiglio sul da farsi. Nell’anno 1991 (sí! 17 anni fa) aprii un conto in una Cassa di Risparmio. L’anno successivo mi trasferii all’estero, esattamente nel Venezuela, e da due anni, cioé Aprile 2006 in Spagna. Oggi mi é stata recapitata una raccomanadata A/R inviatami da una societá recupero crediti (non nella lista UNIREC) dove mi si richiede il bonifico di un credito richiesto di 14 milioni di lire (pressapoco 7.300 Eur) piú 11.000 Eur di interessi. Prima di tutto non ho mai richiesto un credito alla Cassa di Risparmio, e poi leggo in calce che oltre al credito mi richiedono anche lo scoperto del mio conto corrente che aprii nel 91. Effettivamente prima dell’espatrio non chiusi il conto corrente presso la Cassa; ma é possibile che dopo 17 anni mi richiedano “scoperto sul conto” e un Credito che non ho mai ricevuto? E poi possibile che le liste AIRE siano pubbliche? Cioé la Societá Crediti é riuscita ad arrivare a me attraverso le liste AIRE consolari (l’unica forma con cui possano avermi rintracciato)…e la privacy? Come devo comportarmi adesso? Devo telefonare a questa societá recupero, oppure non faccio nulla?
    Ringrazio !
    Fiona

    L’AIRE è l’unico anello di congiunzione fra ultimo comune italiano di residenza e il nuovo domicilio del debitore all’estero.

    Le società di recupero crediti, pertanto, contattano l’anagrafe della residenza registrata sui moduli di richiesta prestito.

    Risalgono via via ai comuni dove il debitore si è eventualmente trasferito nel frattempo. Giunti all’ultimo comune di residenza italiano ottengono il domicilio all’estero.

    Non esiste privacy su questi aspetti. Al costo di una marca da bollo le società di recupero crediti possono richiedere il certificato di residenza di chiunque.

    E veniamo al problema della Cassa di Risparmio. Fare nulla è l’ultima cosa da fare!!!

    Alla società di recupero crediti che ti ha contattato (quella che ha acquistato i crediti presunti vantati nei tuoi confronti dalla cassa di Risparmio), bisogna richiedere l’invio della seguente documentazione:

    1) copia del modulo di richiesta del prestito originario di 14 milioni;
    2) copia della comunicazione della Cassa di Risparmio di concessione del prestito;
    3) copia della lettera di cessione del credito da Cassa di Risparmio a società di recupero crediti;
    4) Comunicazioni di messa in mora al domicilio che avevi nel 1991, effettuate dalla Cassa di Risparmio;
    5) estratto dettagliato di importi a capitale ed importi ad interessi che ti vengono richiesti.

    Purtroppo io credo che, a differenza di quanto sembrerebbe, i tuoi debiti non siano caduti in prescrizione. Uno degli errori che spesso il debitore commette è quello di cambiare indirizzo sperando che ciò basti a far perdere le proprie tracce.

    In questo caso una raccomandata A.R. al domicilio denunciato nell’apertura del conto corrente o nel modulo di richiesta prestito vale ad interromper i tempi di prescrizione, essendo obbligo del debitore comunicare al creditore tutte le variazioni di domicilio e/o residenza.

    Ciò detto bisogna fare una ricognizione dei debiti presunti che ti vengono attribuiti. Il prestito che dici di non aver mai richiesto potrebbe essere stato erogato in seguito ad una frode creditizia, come il furto di identità. Qualcuno che sapeva che ti eri trasferita all’estero…

    Quando avremo notizie più certe sui tuoi obblighi, vedremo quali sono prescritti, quali dovuti, quelli che eventualmente derivano da frode (ed in questo caso bisognerà anche denunciare la cosa all’Autorità giudiziaria).

    Esamineremo le tue disponibilità in beni mobili, immobili e stipendi.

    E solo a questo punto sarà possibile decidere il da farsi: aprire un contenzioso su eventuali somme non dovute oppure fare un accorso a saldo e stralcio con un eventuale piano di rientro o anche comunicare la situazione economica per la quale non è possibile onorare i debiti contratti (e riconosciuti).

  • karalis 25 agosto 2008 at 21:07

    Salve vorrei sapere cosa mi potrebbe succedere?Praticamente devo restituire diciassettemilaeuro solo che non lavoro. da poco lavoro con un contratto determinato da poco solo che o una famiglia e vivo con i miei suoceri o solo la macchina intestata a me , cosa mi potrebbero fare e come mi dovrei comportare… grazie aspetto una risposta per come uscirmene al piu’ meglio da questa situazione…

    Commento di francesco | Lunedì, 25 Agosto 2008

    Si esce da questa situazione solo pagando, almeno in parte, i debiti contratti.

    Per il momento rischi nulla.

    Non potrai, ovviamente accedere ad ulteriori finanziamenti.

    Per evitare continue lettere e/o telefonate da parte dei creditori consigliamo sempre di non evitarli. Anzi conviene spiegare ai funzionari di sdr e/o finanziarie la situazione com’è. Anche mettendola per iscritto e corredandola con documentazione, quando possibile. Almeno ti lasciano tranquillo per un pò.

    L’auto è pignorabile, ma per il suo valore difficilmente le società di recupero crediti procedono in via esecutiva.

    Se però i tuoi debiti sono con l’Erario, allora rischi il Fermo Amministrativo in men che non si dica.

    Anche per il pignoramento dello stipendio puoi stare tranquillo almeno fino a quando sarai un precario.

    Se dovessi ottenere un posto a tempo indeterminato, rischi di vedere il quinto del tuo stipendio pignorato dai creditori.

    Questo è quanto …

  • karalis 25 agosto 2008 at 20:06

    Silvia 25 agosto 2008 at 18:56
    Salve, grazie dei preziosi consigli! Sito davvero utile se non ci si può permettere un legale….Anch’io come Monika ho sempre pagato i miei debiti ma purtroppo dal giugno del 2007 sono rimasta senza lavoro e ho difficoltà a trovarne visto che non sono più giovane, ho 48 anni! Per pagare affitto e debiti ho dato ormai fondo ai miei risparmi e da 3 mesi non ho potuto più fare fronte alle rate e all’affitto. Non ho beni, solo qualche mobile e quadro, cosa mi succederà in futuro? E se dovessi trovare un lavoro mi verrebbe decurtato il 5°dello stipendio? Grazie in anticipo del vostro aiuto.

    sicuramente verrai iscritta nella banca dati dei cattivi pagatori, non potrai più accedere a nessun tipo di finanziamento.
    Con molta probabilità nel caso riuscissi a trovare un nuovo lavoro ti verrà pignorato 1/5 dello stipendio

  • karalis 25 agosto 2008 at 19:56

    Monika 25 agosto 2008 at 17:06
    Fino ora ho pagato sempre miei debiti (sono molti)ma ora non lavoro piu e non potro piu pagarli ,sono in affito ,di mio non ho niente ,come comportalmi.Grazie

    L’unico consiglio che posso darti è quello di non scappare quando vieni contattata dalle finanziarie.
    Parla col funzionario spiega la tua impossibilità economica producendo tutta la documentazione che lo attesti

  • karalis 25 agosto 2008 at 12:05

    Chiedo probabilmente una cosa obsoleta:
    la riscossione tributi arriva da un ente privato che ha anticipato allo stato il denaro che la mia azienda non ha versato.
    Ma è lecito che qualcuno si prenda la briga di pagare i debiti altrui, calcolando interessi passivi oltre misura, versando allo stato somme occulte?
    Commento di om.ar | Lunedì, 25 Agosto 2008

    Ti riferisci probabilmente ad Equitalia o ad una delle sue consociate territoriali.

    Non si tratta di una società privata, ma di una società a totale partecipazione pubblica, il cui scopo è quello di effettuare la riscossione delle imposte evase o comunque non pagate dai contribuenti.

    Sono di Trieste e come tanti sposto P.I., sede legale e tutti quelli che conosco in Slovenia:
    -un’imprenditore lì vive in un paradiso fiscale (20% tassazione completa)- (inteso che non ci sono altri 200++ tributi che arrotondano la pressione fiscale ad oltre il 70%)
    -qualsiasi persona italiana può aprire p.i. o azienda in Slovenia, senza dovere affrontare particolari pratiche legali
    -in due settimane e cento euro, l’azienda-società esiste, la burocrazia è dinamica
    Commento di om.ar | Lunedì, 25 Agosto 2008

    Anche qui in Italia, con il regime fiscale detto FORFETTONE, si paga un’imposta totale del 20% sui guadagni.

    Anche qui in Italia sta partendo la riforma per l’avvio di attività in tempi minimi. Il progetto si chiama “L’impresa in un giorno”

  • karalis 25 agosto 2008 at 11:01

    sat 25 agosto 2008 at 10:22
    Scusa Karalis, ma questo cosa vuol dire?

    Se Giancarlo non fa richiesta all’Ufficio Consolare per l’iscrizione all’AIRE, quando una società di recupero crediti tenta un rintraccio anagrafico presso il comune dell’ultima residenza anagrafica, non sanno dove è emigrato? E dunque risulta irreperibile?

    Ho interpretato male?

    Cioè la non iscrizione all’AIRE equivale a far perdere le proprie tracce?
    Ma l’iscrizione all’AIRE è obbligatoria?

    Lo chiedo perchè la cosa interessa anche me.

    Teoricamente si, però bisogna tener presente che si corre il rischio, in caso di accertamento da parte dell’anagrafe di residenza, di essere cancellati per irreperibilità.
    L’iscrizione AIRE è obbligatoria per i cittadini che intendono trasferire la propria residenza da un comune italiano all’estero, per un periodo superiore ad un anno.

  • karalis 25 agosto 2008 at 10:13

    Giancarlo 25 agosto 2008 at 09:41
    Vi ringrazio per la risposta che ,però mi ha fatto sorgere altre domande…se posso?L’accenno che è stato fatto sull’AIRE:se per esempio non mi/ci iscrivessimo all’anagrafe dei residenti all’estero?E comunque mi sembra di capire che la finanziaria cedendo il credito mi pone,comunque,nella condizione di veder pignorata la mia quota societaria,sia di capitale che di patrimonio una volta costituito,nel caso in cui la società di recupero crediti ci si mettesse di “buzzo buono” e mi rintracciasse? Interpretazione corretta o sbagliata? Un eventuale rientro in Italia,anche solo per un periodo limitato di tempo può avere qualche conseguenza?Se per fortuna o per capacità, dopo un anno o due fossi in grado di estinguere il mio debito come mi dovrei comportare?
    Vi ringrazio ancora per la vostra disponibilità e professionalità.
    Gc

    Di prassi per l’iscrizione A.I.R.E si dovrebbe fare richiesta all’Ufficio Consolare della Circoscrizione di Emigrazione entro 90 giorni dalla data di espatrio che a sua volta trasmette il nuovo indirizzo all’ultimo comune di residenza.
    I nuovi cessionari in teoria potrebbero procedere con un decreto ingiuntivo ma le problematiche rimangono quelle che ti ho elencato nella risposta precedente.
    Nel caso ti rintracciassero, potresti sempre concordare un piano di rientro.
    Se ti ritrovassi nella possibilità di estinguere il debito ti dovresti mettere in contatto con la finanziaria originale che ti comunicherà il nome della società cui è stato ceduto il credito.

  • karalis 24 agosto 2008 at 19:20

    Mio padre è pensionato dal 2005 e ha dei debiti con l’erario eb l’inps, sono arrivate cartelle di pagamento dall’esatri e visto che vive con una pensione da 750 euro e noi figli abbiamo contratti precari vorrei vedere se vi sono possibilità per “aggirare” il pagamento. Mio padre è propietario con mia madre di casa, del 50%. Vi chiedo se queste info che ho io sono esatte e se realmente possono essere usate. Se mio padre risultasse nullatenente, passasse tutto a mia madre o ad uno dei figli, cosa potrebbe fare l’inps o L’agenzia delle entrate per debiti residui? risulterebbe nulla tenente e quindi potrebbe al massimo pignorare lo stipendio?!! Il pignoramento dello stipendio è automatico o potrebbe non avvenire.?! Se mio padre intestando la propietà e risultasse nullatenente lo stato, quindi inps e agenzia entrate può rifarsi sui familiari?! Vanno in prescrizione le cartelle esattoriali dell’inps e delle entrate? Ci sono altri modi per far capire che in questo momento non ci sono possibilità di pagare e chiedere prestiti vorrebbe dire indebitarsi e far vivere male delle persone anziane!?
    Grazie di cuore se qualcuno potesse darmi delle delucidazioni.
    In fede daniele

    Commento di Daniele | Domenica, 24 Agosto 2008

    Il passaggio di proprietà andrebbe effettuato prima dell’iscrizione di eventuali ipoteche. Ad Equitalia, trattandosi di debiti erariali, sono consentite procedure molto semplici per l’iscrizione di ipoteche a garanzia dei debiti da escutere.

    Il pignoramento del quinto della pensione mi sembra quasi impossibile evitarlo. E’ una delle prime azioni esecutive a cui Equitalia si affida.

    I familiari possono rispondere dei debiti di un loro congiunto solo in seguito ad accettazione dell’eredità.

    Una delle possibili soluzioni è la rateizzazione del debito da richiedere ad Equitalia.

    Sia gli aspetti ereditari che di rateizzazione delle cartelle sono ampiamente trattati.

    Ti consiglio di accedere alle sezioni che trovi nel menù di sinistra. In particolare “cartella esattoriale” per la rateizzazione e “recupero crediti” per debiti ed eredità”

  • karalis 24 agosto 2008 at 13:49

    Giancarlo 21 agosto 2008 at 10:35
    Buondì,

    sto per affrontare un trasferimento all’estero,in una nazione che ha rapporti bilaterali con il nostro Belpaese,dove assieme aa altri 2 soci abbiamo costituito una società a r.l. per svolgere attività agricola.Ho investito tutto il poco denaro che ho in questo progetto(30000 euro),ancora sto lavorando come co.co.co ed ho un finanziamento in corso di 30000 euro in 72 rate,di cui le prime 23 onorate regolarmente.Il debito fu contratto circa 2 anni fa per poter operare rapidamente la mia compagna(nullatenente e casalinga)per un grave male che l’affliggeva.La domanda diventa la seguente:tra poco più di 6 mesi io e la mia compagna ci trasferiremo nel paese di cui sopra;non avrò il denaro per chiudere il finanziamento restante;cosa potrebbe accadermi a livello della mia partecipazione societaria(19% di un capitale sociale pari a 5000 $)e ancora nessun immobile o bene strumentale? (Il terreno su cui si svolgerà l’attività è di proprietà dello Stato che lo concede in fruizione/affitto a fronte di un progetto e del relativo investimento).Sono separato,ero in separazione dei beni,e ho 2 figli minorenni;potrebbero essere chiamati loro(ex moglie e figli)a far fronte al mio debito residuo? Vi ringrazio anticipatamente per le risposte/consigli che vorrete darmi.
    P.S. Uno dei motivi che mi spinge a lasciare questo..paese..è dato dal fatto che se si vuole proteggere la salute dei propri cari, si sia costretti ad indebitarsi! Preferisco sapere che dove andrò magari potranno far poco,ma quel poco lo fanno immediatamente e con tutto il poco che hanno.

    Per procedere per un eventuale pignoramento la finanziaria dovrebbe fare una visura camerale rivolgendosi ad agenzie d’informazioni commerciali con corrispondenti nel paese dove ha trasferito la sua nuova residenza, ed eventualmente procedere con un decreto ingiuntivo con rogatoria (con costi e tempo non indifferenti.)
    Normalmente le finanziarie preferiscono procedere in tempi brevi e quindi, in casi simili, per questioni di bilancio, preferiscono cedere il credito.
    La sua ex moglie e i suoi figli non possono essere chiamati a far fronte al suo debito se non in caso di accettazione di una sua eventuale eredità.

  • karalis 22 agosto 2008 at 16:29

    fabrizio 22 agosto 2008 at 16:07
    Encomiabile il sito e il lavoro che ci sta dietro, per fornire informazioni agli utenti. Le informazioni e gli spunti di riflessione sono davvero tanti e utili.

    Quella che non ne esce bene, però, è l’immagine che viene data del debitore.

    Mi spiego: l’mpostazione di fondo che viene data dall’articolo è la tutela ad oltranza del debitore insolvente, fornendo dritte e consigli su come non restituire ciò che gli è stato prestato, con il preciso scopo di danneggiare chi quelle somme gliele ha prestate.
    Il consiglio da dare, sarebbe di restituire i prestiti ricevuti, e farlo con puntualità!
    Perchè qui la conseguenza di questi consigli è di procurare un danno a terzi, presupponendo che i debitori siano i buoni e i creditori i cattivi, ai quali si può legittimamente non restituire i prestiti: questa sì mi sembra un’ottica semplicistica.
    Sta all’intelligenza e al buon senso di ciascuno non prendersi impegni più grandi di quelli che si possono rispettare, non crearsi debiti superiori alle proprie possibilità. Qui parliamo di buon senso e onestà. Concetti abbastanza semplici, non semplicistici.
    Ma che discorso è :”chiedo soldi in prestito, tanto se poi sono in difficoltà non li restituisco, e siamo tutti contenti”, “oppure restituisco un decimo di quello che dovevo, tanto il debito è stato ceduto e così ho la liberatoria e sono pronto a chiedere nuovi prestiti per dare in giro nuovi bidoni”. E’ un comportamento disonesto e vergognoso: non si scaricano “scientificamente” sugli altri le proprie mancanze e le proprie incapacità!

    E da ultimo, cosa c’entra la classe politica, come pretesto per giustificare la furbizia e la disonestà di ciascuno?

    In una società di questo tipo, in cui si incrina la fiducia, la deriva è molto pericolosa, perchè dove si troverà ancora qualcuno disposto a prestare denaro a qualcun’altro?

    E’ un ragionamento troppo semplicistico, o troppo onesto?

    E’ un ragionamento che non fa una piega il tuo, dal punto di vista del creditore.

    Per il quale c’è qui una sezione apposita, che forse non hai avuto modo di esaminare, si chiama “recupero crediti” condotta da chi nel punto di vista del creditore si immedesima.

    Consigliare in modalità “border line” il debitore nel rapporto con le società di recupero crediti?

    Incasso. Ma ribatto subito.

    A quel punto il creditore non è più quello che tu descrivi. E’ uno speculatore. Ormai non c’è più società di recupero che lavori pro solvendo, cioè recuperando a favore del creditore. Che offra, cioè, un servizio al creditore.

    Si tratta di società che acquistano stock di debiti in sofferenza e cercano di tirar dentro il massimo. Per loro, mica per il creditore. Voglio dire, il termine recupero crediti non ha più senso. Sono società di incasso debiti.

    Capisco che chi non ha lavorato nel campo, non possa avere la percezione corretta del mondo a cui mi sto riferendo.

    Ma se hai tempo e voglia, c’è una galleria di filmati di striscia su questo mondo contro il quale diamo qualche dritta al debitore. E, ti sembrerà strano, non mi sento assolutamente in colpa con la mia coscienza, per questo. Poca cosa, considerando il fatto che spesso il creditore le dritte se le fa dare da avvocati e consulenti che son fior fiore di professionisti rispetto a me. Non c’è quasi gara.

    Fiducia, ecco, appunto a quella mi riferivo. Hai centrato il problema.

    Io ho perso completamente fiducia nella classe politica. La mia personale deriva è già iniziata da un pezzo… non mi resta che ammetterlo.

  • karalis 22 agosto 2008 at 12:33

    fabrizio 22 agosto 2008 at 12:04
    Trovo eticamente discutibile confondere i torti con le ragioni: giuastificare chi si fa prestare dei soldini (a volte soldoni) e poi non li restituisce. Non puoi permetterti di comprare la cucina da 10.000 euro? E allora non la compri! Stessa cosa per la TV al plasma da 50 pollici ! Perchè dobbiamo sempre essere il Paese dei disonesti? I debiti si onorano! Altrimenti non si fanno. Altr che giustificare i furbetti, consigliarli e incoraggiarli!

    Rispetto, ovviamente, il tuo punto di vista.

    L’unica critica che mi sento di fare è che, forse, hai una visione troppo semplicistica e schematica delle motivazioni per le quali si arriva a non onorare un debito.

    Un debitore inadempiente non può, io credo, essere associato, per definizione, ad un disonesto o ad un furbetto.

    L’etica la lascerei poi da parte: siamo in un paese dove la classe politica tutta, e quella al governo in primis, non può essere considerata, obiettivamente, un esempio di eticità.

  • karalis 12 agosto 2008 at 15:38

    buona sera, io avrei un problema ho debiti per trenta mila euro il lavoro e calato e non riesco piu a far fronte alle rate mi stanno tenpestando di chiamate anche al lavoro. il fatto piu grave e che minacciano mio padre che mi e stato da garante ad un sequestro giudiziario. mio padre ha anche lui i suoi debiti e non potrebbe pagare anche i miei. come posso fare aiutatemi sono disperato.

    Per evitare di essere tartassati da chi spera di chiudere un piano di rientro ed incassare una buona percentuale, l’unica cosa da fare è scrivere una lettera alla società di recupero illustrando quale sia la situazione.

    Bisogna far capire che non c’è trippa per gatti. :-( Documentando il tutto, quando possibile.
    Vedrai che non ti scocceranno più.

    Attenzione: se ti hanno chiamato al lavoro, potrebbero tentare il pignoramento del quinto dello stipendio.

    Pertanto nella lettera non dimenticare di scrivere che lo stipendio è già pignorato da un’altra finanziaria.

    Inventatene una, tanto tranquillo che non vanno a controllare … ;-)

  • karalis 5 agosto 2008 at 03:13

    Buonasera,
    complimenti per il sito e per tutte le informazioni utili che si possono raccogliere in questo sito, come potete immaginare non mi trovo a caso in questo sito, oggi giorno le difficoltà economiche causano sempre più spesso l’esigenza di rivolgersi alle società di credito e spesso sai quando si comincia ma mai quando finiscono.
    Ad ogni modo ho una domanda da fare, che è la seguente: in caso di decesso del debitore di una cartella esattoriale, il debito si estingue o lo stato si rivale sui figli.
    Grazie.
    Max

    Lo Stato, come qualsiasi altro creditore, cerca di rivalersi sugli eredi.

    Se ve ne sono. Qualsiasi soggetto dell’asse ereditario può infatti esercitare l’opzione di rinuncia all’eredità.

    Per questo aspetto ti consiglio di dare una lettura alla sezione “recupero crediti” ed in particolare all’articolo “debiti ed eredità”.

  • karalis 20 giugno 2008 at 23:42

    Visito questo sito per la prima volta, complimenti, ci sono tante informazioni, è veramente molto ricco di contenuti. Su questa cosa specifica del recupero, temo però che si siano dette cose non del tutto esatte. Le sdr (società di recupero) agiscono per conto terzi in forza di un’autorizzazione di polizia (ex art. 115 TULPS del 1931). Chi acquista i crediti in maniera abituale e professionale (non occasionalmente, una tantum), deve invece agire ex art. 106 TULB del 1992. In soldoni, i primi posso agire in qualsiasi forma giuridica e sottostanno all’autorità di PS. I secondi possono agire solo in forma di società di capitali, con un cap. sociale minimo di 600.000 € e dal gennaio 2008 sotto l’autorità della Banca d’Italia. I secondi si avvalgono spesso dei servizi dei primi.
    Scusate se sono stato un po’ “precisino” e forse noioso, ma lavoro nell’ufficio contenzioso di una banca e ho a che fare con gli uni e gli altri soggetti. La bontà del sito mi ha indotto a credere che questo intervento potesse essere gradito.
    Cordiali saluti Marco
    PS
    Non so se lei Karalis aderisce a Unirec, ma tutta questa sicurezza nella bontà delle aziende che vi aderiscono mi lascia perplesso… Per la ns. banca utilizzo 8 service di recupero, di cui solo 3 aderenti a unirec. Le assicuro che gli altri 5 sono professionali e molto corretti.

    L’intervento è graditissimo Marco.
    La necessità di essere divulgativi si paga con qualche generalizzazione, che però non ha altri scopi.

    Devo quindi convenire che la tua precisazione è più che corretta.

    L’appartenenza ad UNIREC fornisce qualche garanzia in più per le sdr e per gli agenti esattoriali che vi lavorano (compresi gli addetti alla phone collection).

    Tuttavia, come afferma Marco, ciò non esclude che le società non iscritte ad UNIREC e le persone che vi lavorano siano caratterizzate da profili di elevata professionalità e correttezza.

    Io stessa, negli ultimi due anni. ho lavorato in una 106 non iscritta ad UNIREC.
    Grazie Marco.

  • Riccardo Caruso 12 giugno 2008 at 15:14

    Posso solo direche io facendo recupero crediti mi vengono cedute pratiche proprio da chi è associato all’UNIREC! domani, vado dal notaio e posso aprire anch’io una associazione delle imprese del recupero crediti! Quante balle che leggo… poi manca da dire che se beccate le società di recupero crediti non A o B ma Z magari della provincia d Napoli, ance se non avete nulla di intestato e non è dell’Unirec vi conviene pagare e lasiare la mancia.

    Salve a tutti, vorrei raccontarvi la mia esperienza fatta col recupero crediti, anni fa ho acceso una finanziaria per l’acquisto di un’automobile, il lavoro andava alla grande e potevo tranquillamente pagare la rata mensile, ma si sa non sempre fila tutto liscio… nel giro di tre mesi la mia situazione finanziaria si è capovolta avevo già un figlio sono arrivati due gemelli e neanche a farlo apposta la ditta dove lavoravo ha chiuso di punto in bianco.
    Sono iniziati ad arrivare i primi solleciti per il pagamento delle rate, li è iniziato il mio calvario, non ritiravo più le raccomandate quasi quasi sperando che alla fine si sarebbero scordati di me….
    Devo essere sincero mi sentivo alla stregua di un bandito datosi alla macchia, ma si sa…purtroppo è la legge della sopravvivenza… l’ultima richiesta era stata di ben 20.000 euro ed io col mio nuovo misero stipendio non potevo far fronte a una cifra del genere.
    Un giorno ho ricevuto una telefonata da un recupero crediti che aveva acquistato la mia pratica, la sig.ra era molto gentile e anche molto paziente, un po’ avvilito ho spiegato qual era la mia situazione economica, ho prodotto tutta la documentazione che lo attestava (dichiarazione dei redditi, stato di famiglia, contratto d’affitto ecc…).
    Un giorno la sig.ra mi ha telefonato facendomi una proposta: 3.000 euro in un’unica soluzione e il mio debito sarebbe stato estinto per sempre.
    Sono riuscito a racimolare i soldi tramite parenti ed amici, mi è stata data la liberatoria, oggi ho più paura quando bussano alla mia porta ne quando arrivano le raccomandate.
    un consiglio, non perdete la speranza di poter saldare un debito! a volte accadono i miracoli!!!!
    Riccardo

  • karalis 11 giugno 2008 at 21:50

    francesco 11 giugno 2008 at 16:41
    Buonasera,
    è la prima volta che visito il vostro sito,vedo che può esistere una speranza per sopravvivere,avrei bisogno di una più profonda consulenza ,vi prego aiutatemi a trovare una soluzione per pianificare il futuro mio e dei miei figli.
    Francesco 338-3366880 e-mail zapp.fran@libero.it
    Grazie per avermi dato una speranza Distinti saluti

    Caro Francesco i tuoi giudizi sul sito sono molto lusinghieri e ti ringrazio per questo.

    Ma, temo che tu abbia sovrastimato la mia capacità di fornire consulenza. E questo invece mi dispiace: io sono solo un semplice agente esattoriale.

    Ad ogni modo se posso esserti utile su qualche aspetto particolare e comunque ben definito e circoscritto, puoi contattarmi all’indirizzo gestcredit@gmail.com.

    Ciao

  • karalis 27 maggio 2008 at 23:52

    Posso solo dire che io facendo recupero crediti mi vengono cedute pratiche proprio da chi è associato all’UNIREC! domani, vado dal notaio e posso aprire anch’io una associazione delle imprese del recupero crediti! Quante balle che leggo… poi manca da dire che se beccate le società di recupero crediti non A o B ma Z magari della provincia d Napoli, ance se non avete nulla di intestato e non è dell’Unirec vi conviene pagare e lasciare la mancia.

    Sarebbe interessante conoscere la percentuale delle pratiche passate dalle società UNIREC che riesci a chiudere.

    Per quel che riguarda le società Z della provincia di Napoli caro Pippo, qui si parlava di recupero crediti non di camorra, nè di estorsioni.




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