Il ruolo dell'avvocato nella separazione

Nell'ambito di una separazione, il rapporto di fiducia con il proprio legale è fondamentale.

E' di assoluta importanza, però, prima ancora di rivolgersi ad un legale, che si comunichi al coniuge di aver maturato l'intenzione di portare il matrimonio al termine e, di voler decidere insieme a lui le modalità attraverso cui separarsi, in special modo se ci sono figli.

A parte gravi fattispecie, infatti, come violenze fisiche o psicologiche nei confronti propri e/o dei figli, apprendere dell'intenzione di separarsi attraverso la lettera inviata da un avvocato non è, in generale, cosa opportuna in quanto renderebbe di certo l'altro meno disponibile a raggiungere un accordo.

Alcuni Tribunali, comunque, consentono la separazione anche senza la presenza di un legale e, pertanto, qualora si voglia agire in quest'ottica, è bene informarsi presso le cancellerie di quello di competenza.

In questi casi è comunque sempre bene richiedere una preventiva consulenza legale in quanto non tutte le decisioni possono essere accettate dal giudice.

Esistono, infatti, dei diritti cui le parti non possono rinunciare e una convenzione in questo senso sarebbe nulla.

Ad esempio, sarebbe nulla la clausola con cui le parti rinuncino alla possibilità di chiedere una successiva modifica degli accordi raggiunti nel caso in cui si verifichi un mutamento delle situazioni esistenti al momento della separazione.

Pertanto, il consiglio rimane quello di farsi assistere.

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  • giorgio_2 17 ottobre 2018 at 06:09

    Cosa succede dopo la separazione consensuale con le rette obbligatorie che i coniugi pagavano assieme, tipo una retta per una casa di riposo per anziani del genitore di uno dei coniugi? Esempio se il padre di lui è in casa di riposo perché non autosufficiente e finché la coppia è assieme pagano il contributo senza problemi. Ma una volta separati sia per l’assegno da dare al coniuge che convive con i figli che per altre problematiche il marito per esempio non c’è la fa a pagare la retta del padre? Può comunque chiedere alla ex moglie di continuare a contribuire a pagare la retta? Se l’ex moglie comunque non vive nella stessa casa fa comunque ancora parte del nucleo famigliare?

    • Annapaola Ferri 17 ottobre 2018 at 09:01

      Sono tenuti, per legge (articolo 433 del codice civile) all’obbligo di assistenza materiale alla persona che si trova in stato di bisogno economico, nell’ordine, il coniuge della persona bisognosa, i figli e, in loro mancanza, i nipoti, i generi e le nuore.

      Questo vuol dire che la nuora potrebbe essere obbligata a pagare la retta della suocera per la degenza in casa di riposo se, e solo se, quest’ultima non avesse un figlio che percepisse uno stipendio.

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