Separazione personale dei coniugi - Affidamento dei figli minori

In base al nuovo testo dell'articolo 155 del Codice Civile, come riformato dalla legge del 2006, l'affidamento condiviso rappresenta oggi la regola, mentre l'affidamento monogenitoriale è l'eccezione cui si ricorre solamente quando l'interesse del minore potrebbe essere pregiudicato da un affidamento condiviso.

Il Giudice che pronuncia la separazione personale dei coniugi, infatti, valuta prioritariamente la possibilità che i figli minori restino affidati ad entrambi i genitori.

Se il giudice ritiene che l'affidamento condiviso sia pregiudizievole per i figli, può disporre l'affidamento ad uno solo dei genitori ma dovrà motivare adeguatamente tale decisione.

Il provvedimento di affidamento è suscettibile di revisione al sopraggiungere di fatti nuovi.

I genitori, infatti, hanno diritto di chiedere in ogni tempo la revisione delle disposizioni concernenti l'affidamento dei figli, l'attribuzione dell'esercizio della potestà su di essi e delle eventuali disposizioni relative alla misura e alla modalità del contributo.

Riguardo le modalità concrete con cui si attua l'affidamento condiviso, la scelta è rimessa in primo luogo ai coniugi.

Questi ultimi, infatti, hanno l'onere di presentare, insieme al ricorso per separazione, un "progetto di affidamento condiviso”  che verrà sottoposto al vaglio del Giudice già nella prima udienza presidenziale.

In caso di mancato accordo, sarà il Giudice a stabilire le condizioni e le modalità dell'affidamento.

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