Le sanzioni per emissione di assegni irregolari (emessi senza provvista o senza autorizzazione)

L'emissione di assegni irregolari è divenuta, con la legge 386/90, un in illecito amministrativo. Le norme stabiliscono le sanzioni applicabili in caso di emissione di assegni emessi senza provvista (scoperti) e non regolarizzati entro 60 giorni, oppure emessi senza autorizzazione.

Per gli assegni senza provvista si applica la sanzione amministrativa pecuniaria variabile da 516,45 a 3.098,74 euro. Se l'assegno supera i 10.329 euro, e in tutti i casi di reiterazione, la sanzione varia da 1.032,92 a 6197,48 euro.

Per gli assegni senza autorizzazione le sanzioni variano da 1.032,92 a 6.197,48 euro. Se l'assegno supera i 10.329 euro, e in tutti i casi di reiterazione, le sanzioni variano da 2.065,82 a 12.394,96 euro.

In ambedue i casi la sanzione accessoria consiste nel divieto di emettere assegni per un periodo variabile da due a cinque anni.

Nel primo caso tale divieto si applica quando l'importo dell'assegno emesso senza provvista (oppure l'importo di più assegni emessi in tempi ravvicinati) è superiore ai 2.582,28 euro.

Quando invece l'importo dell'assegno (o di più assegni emessi in tempi ravvicinati) supera i 51.645,69 euro scattano sanzioni accessorie più pesanti (come l'interdizione all'esercizio dell'attività professionale, etc.etc.) per un periodo che varia da un minimo di due mesi ad un massimo di due anni.

Se le suddette sanzioni accessorie vengono trasgredite può scattare la reclusione da sei mesi a tre anni e il divieto di emettere assegni per un periodo tra i due e i cinque anni.

Tutte le sanzioni vengono applicate dal Prefetto che ne decide l'entità a seconda della gravità dell'illecito e dell'importo dell'assegno.

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Stai leggendo Le sanzioni per emissione di assegni irregolari (emessi senza provvista o senza autorizzazione) Autore Simonetta Folliero Articolo pubblicato il giorno 12 giugno 2013 Ultima modifica effettuata il giorno 6 giugno 2018 Classificato nella categoria CAI centrale allarme interbancaria - assegni scoperti irregolari e privi di autorizzazione Inserito nella sezione assegni cambiali e conti correnti.

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  • Fantasia E Liti 23 gennaio 2019 at 15:26

    Ho nel giugno del 2016 ho avuto un assegno di 400 euro protestato ed ho avuto poi la segnalazione in cai. Ho richiesto nel mese di Marzo scorso ad una società la mia situazione perchè ho altre pendenze ed è uscita questa segnalazione per l’assegno. Avevo però letto che a dicembre avrei potuto richiedere un libretto di assegni. Ma la mia banca Intesa san Paolo si rifiuta di darmelo in quanto mi dice non posso ancora riceverlo. Ma posso prima o poi riaverlo o non riuscirò più ad ottenere un libretto di assegni??? stessa domanda vale per la revoca della mia carta di credito sempre stesso periodo giugno 2016.

    • Simone di Saintjust 23 gennaio 2019 at 15:41

      La revoca della facoltà di emettere assegni in seguito alla segnalazione nella Centrale di Allarme Interbancaria (CAI) dura, normalmente, sei mesi. Tuttavia, se chi ha emesso l’assegno privo di copertura è recidivo, oppure l’importo dell’assegno è particolarmente elevato, il Prefetto può disporre la revoca per un periodo di tempo maggiore, a propria discrezione. Può anche capitare che la banca decida, unilateralmente, di chiudere il rapporto di conto corrente oppure di lasciarlo aperto, ma senza consegnare un carnet al correntista aduso ad emettere assegni scoperti. Anche questa eventuale scelta della banca non è contestabile in quanto a legittimità.

      La situazione si complica in caso di protesto e di inevitabile iscrizione del debitore inadempiente nel Registro Informatico dei Protesti (RIP): in tale evenienza, solo dopo cinque anni il correntista può ricominciare ad emettere assegni.

  • beppe666 8 maggio 2013 at 18:58

    Se si e protestato per emissione assegno scoperto la banca o posta puo chiudermi il conto e posso avere problemi ad aprirne uno nuovo? io ho il cc in posta grazie in anticipo

    • Ornella De Bellis 8 maggio 2013 at 19:12

      Difficilmente al protestato viene aperto un conto corrente nuovo. Anche quello in essere può essere chiuso, venendo a mancare il necessario rapporto di fiducia fra banca e cliente.

  • emanuele rossi 4 settembre 2009 at 07:00

    Ho un protesto da ormai 5 anni e volevo sapere se dopo tutto questo tempo posso essere cancellato automaticamente sia dalle Banche che dal CAI.

    • c0cc0bill 4 settembre 2009 at 08:01

      Le notizie dei protesti vengono conservate per cinque anni dal momento della loro iscrizione, periodo durante il quale potrebbe subire le azioni esecutive eventualmente messe in atto dal creditore insoddisfatto (precetto, pignoramento, etc.).

      I dati possono essere modificati, sospesi o annullati per diverse ragioni, ovvero in caso di pagamento della cambiale protestata entro un anno dalla data di levata, in caso di riabilitazione (di un protesto che riguarda un assegno o una cambiale pagata dopo l’anno) nonché, ovviamente, in caso di protesto levato illegittimamente o erroneamente.

      Nel caso in cui non avesse pagato l’iscrizione del protesto rimane per cinque anni, dopodiche’ la cancellazione dovrebbe avvenire in modo automatico. In caso contrario l’interessato potra’ chiederla rivolgendosi al Presidente della Camera di Commercio, il quale ha 20 giorni di tempo per disporla, rispondendo personalmente dell’attuazione del proprio provvedimento entro 5 giorni dalla sua emanazione.

      Mentre se ha pagato, la cancellazione deve essere richiesta solo ottenendo la riabilitazione da parte del Tribunale, qualora nel frattempo non si sia stati protestati di nuovo. Rimane comunque da vedere, poi, se il pagamento sia sufficientemente tempestivo da evitare le eventuali azioni esecutive del creditore.

  • karalis 2 ottobre 2008 at 20:07

    Ho pagato mora 10% di un assegno con pagamento tardivo e vorrei sapere se verrò ugualmente iscritto alla CAI.

    Commento di giovanni | Giovedì, 2 Ottobre 2008

    Se pagamento tardivo, ma entro 60 gg, non c’è iscrizione CAI

  • karalis 7 agosto 2008 at 21:11

    Vorrei sapere se la banca è obbligata ad avvisarti per la revoca di una carta con raccomandata. Grazie

    Non c’è nulla di definito per legge, Luigi.
    Tutto è rimandato al contratto firmato fra le parti.



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