Se il debitore ammette l'esistenza del credito

Qualora il creditore, nei cui confronti il debitore abbia ammesso stragiudizialmente l’esistenza del credito (ad esempio con una scrittura privata oppure tramite uno scambio epistolare finalizzato alla ricerca di un accordo sui tempi di rimborso) ceda il credito ad un terzo (tipicamente una società di recupero crediti) quest’ultimo, benché divenuto cessionario (pro solvendo o pro soluto che sia) del credito, non fruisce della valenza di prova legale di tale confessione stragiudiziale, non verificandosi, per espressa volontà del legislatore, alcuna traslazione degli effetti giuridici della confessione come prova vincolante a chi di quest’ultima intende avvalersi.

Qualora, dunque, il cessionario la invochi nei confronti del ceduto, competerà al libero convincimento del giudice di merito, chiamato ad emettere decreto ingiuntivo nei confronti del debitore, valutare quale incidenza essa effettivamente rivesta, e ciò anche, eventualmente, fino al ritenerla pienamente probante, ipotesi in cui, peraltro, il convincimento deve essere legittimato con un’adeguata motivazione, che consenta di comprendere sulla base di quali specifiche ragioni sia emerso, nel caso concreto, un siffatto peso probatorio nella confessione stragiudiziale resa dal ceduto al cedente.

Questo l’orientamento giuridico riversato, nero su bianco, nella sentenza della Corte di cassazione 6140/2017.

22 Aprile 2017 · Rosaria Proietti

Social Mailing e Feed


condividi su FB     condividi su Twitter     iscriviti alla newsletter del blog     iscriviti al feed RSS degli articoli del blog forum

Seguici su Facebook

Approfondimenti

Cessione crediti ed opponibilità al fallimento del cedente
Qualora il cessionario abbia pagato in tutto o in parte il corrispettivo della cessione ed il pagamento abbia data certa, la cessione è opponibile al fallimento del cedente dichiarato dopo la data del pagamento. La norma dispone anche che l'efficacia della cessione verso i terzi non è opponibile al fallimento del cedente, se il curatore prova che il cessionario conosceva lo stato di insolvenza del cedente quando ha eseguito il pagamento e sempre che il pagamento del cessionario al cedente sia stato eseguito nell'anno anteriore alla sentenza dichiarativa di fallimento e prima della scadenza del credito ceduto. Il momento dal ...

Opposizione a decreto ingiuntivo - Disconoscere la copia degli estratti conto prodotti dalla società di recupero crediti e chiedere l'esibizione degli originali
Talvolta le società cessionarie dei crediti che banche e finanziarie vantavano nei confronti del debitore inadempiente, si avventurano nella richiesta di un decreto ingiuntivo, producendo agli atti una copia degli estratti conto cronologici forniti dal creditore originario, attestanti la presunta evoluzione temporale della posizione debitoria, con il dettaglio delle rate dovute e non versate, comprensive degli interessi corrispettivi e di quelli moratori e giustificando, così, l'ammontare complessivo dell'importo preteso. Sarebbe opportuno, per il debitore, contestare la conformità all'originale della copia dell'estratto conto depositata in atti dal creditore procedente, disconoscendo il documento in modo formale in sede di opposizione al decreto ...

Beneficio di escussione per socio di società di persone - Il creditore deve prima aggredire il capitale sociale anche se ciò comporterà solo il recupero parziale del credito
E' pur vero che, per giurisprudenza consolidata, la preventiva escussione del patrimonio sociale, affinché il creditore di una società in nome collettivo possa pretendere il pagamento dei singoli soci illimitatamente responsabili, non comporta la necessità per il creditore di sperimentare in ogni caso l'azione esecutiva sul patrimonio della società, tale necessità venendo meno quando risulti dimostrata in modo certo l'insufficienza di quel patrimonio per la realizzazione del credito. Tuttavia, ciò che consente di ritenere rispettato il beneficio di escussione per il debitore socio, ovvero la preventiva azione esecutiva esperita dal creditore nei confronti del patrimonio sociale, presuppone che quest'ultima risulti ...

Assistenza gratuita - Cosa sto leggendo

Richiedi assistenza gratuita o ulteriori informazioni su se il debitore ammette l'esistenza del credito. Clicca qui.

Stai leggendo Se il debitore ammette l'esistenza del credito Autore Rosaria Proietti Articolo pubblicato il giorno 22 Aprile 2017 Ultima modifica effettuata il giorno 18 Maggio 2017 Classificato nella categoria cessione dei crediti Inserito nella sezione tutela dei beni del debitore

Commenti e domande

Per porre una domanda sul tema trattato nell'articolo (o commentarlo) e visualizzare il form per l'inserimento, devi prima accedere. Potrai accedere velocemente come utente anonimo.

» accesso rapido anonimo (test antispam)

  • Anonimo 14 Luglio 2019 at 10:27

    L’inquilino mi deve 13 mesi di canoni di affitto. Nei suoi confronti è stato emesso decreto ingiuntivo non opposto . Non riesco a recuperare il credito perchè non risulta ne un c/c. Bisognerebbe fare indagini più approfondite. A chi potrei rivolgermi per recuperare circa 12.000€ ?

    • Simone di Saintjust 14 Luglio 2019 at 15:57

      Il suo avvocato, con il decreto ingiuntivo non opposto e ormai esecutivo, può farsi autorizzare dal Presidente del Tribunale territorialmente competente, a consultare l’Anagrafe Tributaria e quella dell’INPS per verificare se il debitore svolge attività di lavoro dipendente.