Cartelle esattoriali - Rottamazione ed espropriazione immobiliare

In tema di esecuzione immobiliare, cosa accade se il debitore estingue il proprio debito in epoca successiva alla notifica dell’avviso di vendita forzata del bene, avvalendosi della possibilità di definizione dei carichi di ruolo pregressi (condono, rottamazione ecc..) e presentando contestualmente opposizione all’esecuzione forzata?

Nell’accertare il diritto di procedere ad esecuzione forzata, il giudice dell’opposizione all’esecuzione non si dovrebbe riferire al momento dell’inizio dell’esecuzione, cioè al momento della notifica dell’avviso di vendita, risultando ininfluenti, ai fini della declaratoria della sua validità, fatti successivi alla proposizione del ricorso in opposizione?

Quando è contestato il diritto di procedere ad esecuzione, il giudice dell’opposizione deve verificare non solo l’esistenza originaria ma anche la persistenza del titolo esecutivo, poiché il sopravvenuto venir meno del titolo esecutivo determina l’illegittimità, dell’esecuzione. Data questa premessa, la sopravvenuta inefficacia del titolo esecutivo può essere rilevata d’ufficio in ogni stato e grado del giudizio di opposizione ed anche per la prima volta nel giudizio di cassazione.

In tale eventualità, l’opposizione all’esecuzione va accolta e l’opponente non può essere considerato soccombente nemmeno ai fini della regolamentazione delle spese di lite. Infatti, verificatasi l’inefficacia giuridica del titolo esecutivo nelle more del giudizio di opposizione, per qualunque motivo sia stata proposta, l’opposizione deve ritenersi fondata, e in tale situazione il giudice dell’opposizione non può, in violazione del principio di soccombenza, condannare l’opponente al pagamento delle spese processuali.

Il principio è stato affermato da giurisprudenza consolidata con riferimento all’opposizione all’esecuzione proposta avverso il processo esecutivo condotto col rito previsto dal codice di procedura civile. Non vi sono tuttavia ragioni per non estenderne la portata all’opposizione all’esecuzione proposta avverso l’espropriazione forzata esattoriale. Per la riscossione delle somme non pagate il concessionario procede a espropriazione forzata sulla base del ruolo, che costituisce titolo esecutivo.

Tuttavia, l’azione esecutiva del concessionario della riscossione si deve arrestare se l’ente impositore procede allo sgravio totale o comunque se l’iscrizione a ruolo contro un determinato debitore sia venuta meno. In tale eventualità si verifica il venir meno del diritto del concessionario di procedere ad espropriazione forzata, e l’opposizione all’esecuzione, anche se pendente, non può non essere accolta.

Questo, ogni qualvolta l’opponente sottoposto ad esecuzione si avvale della possibilità di definizione dei ruoli pregressi ed estingue i debiti. In tal modo i ruoli, nel frattempo affidati al concessionario, perdono la loro portata di titoli esecutivi e il diritto del concessionario, di procedere ad espropriazione forzata sulla base di questi ruoli, viene meno.

Queste le conclusioni cui sono giunti i giudici di legittimità con la sentenza numero 14641/14.

2 Luglio 2014 · Ornella De Bellis

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Stai leggendo Cartelle esattoriali - Rottamazione ed espropriazione immobiliare Autore Ornella De Bellis Articolo pubblicato il giorno 2 Luglio 2014 Ultima modifica effettuata il giorno 1 Gennaio 2018 Classificato nella categoria autotutela sgravio rimborso sospensione rottamazione sanatoria condono della cartella esattoriale Inserito nella sezione cartelle esattoriali - cartelle di pagamento

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