Il creditore non è tenuto ad accettare le proposte di regolamento del debito formulate dal debitore: se lo ritiene più conveniente, egli procede al pignoramento del reddito mensile (stipendio o pensione) del debitore.
Se al momento del passaggio in pensione, il debito non risulta ancora essere stato estinto, il Trattamento di Fine Rapporto (TFR), potrà essere pignorato nella misura massima del 20% di quanto spetta al debitore insolvente, al netto delle trattenute fiscali e, naturalmente, fino a soddisfacimento del credito azionato.
Lo stipendio è pignorabile nella misura del 20% della retribuzione mensile al netto delle trattenute fiscali e contributive e degli assegni familiari se spettanti (gli assegni familiari e gli assegni per il nucleo familiare sono impignorabili). In teoria la legge prevede che la trattenuta sia proporzionale a quanto mensilmente percepito ogni mese (quindi il quinto andrebbe applicato anche agli straordinari percepiti in ciascun mese).
Tuttavia, per ragioni tecniche (semplicità di calcolo degli interessi legali dovuti al creditore), si preferisce stabilire una trattenuta mensile fissa pari al 20% (il quinto) della busta paga netta percepita con riferimento al mese in cui il giudice assegna la trattenuta al creditore procedente. Quando il debitore inadempiente effettua straordinari in relazione ad esigenze di lavoro (e ad importi) molto variabili, il giudice calcola la trattenuta del 20% sulla media stipendiale percepita negli ultimi 12/18/24 mesi.
Il fatto che il debitore inadempiente sia soggetto a pregressa trattenuta per cessione del quinto e prestito delega è assolutamente irrilevante ai fini del calcolo della somma da prelevare dallo stipendio.
Una volta che il debitore inadempiente sia stato collocato a riposo (pensione) il creditore non ancora soddisfatto si muoverà per ottenere il pignoramento del rateo di pensione spettante al debitore. La trattenuta sarà pari al 20% della pensione al netto delle trattenute fiscali e degli assegni familiari (se dovuti), al lordo della rata di cessione del quinto stipendiale se perdurante, per la parte eccedente il minimo vitale (circa 690 euro).
Il datore di lavoro comincerà ad effettuare la trattenuta (inizialmente in accantonamento) non appena il creditore avrà notificato a lui e al debitore l’atto di pignoramento a seguito della mancata osservanza dell’intimazione al pagamento contenuta nell’atto di precetto.
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