Patrizio Oliva

E’ cominciata un’attenta indagine dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato (Agcm o Antitrust) sui prezzi dei treni durante le Feste, poiché l’aumento considerevole delle tariffe registrate in alcune giornate nel periodo dal 15 dicembre al 15 gennaio 2021, non convince.

L’indagine riguarda le principali compagnie di trasporto ferroviario, come Trenitalia e NTV, in merito ai prezzi dei biglietti dei collegamenti sulle principali tratte servite.

L’Antitrust ha rilevato un significativo incremento, in particolare nei giorni precedenti e successivi alle misure del Governo Conte.

Il blocco degli spostamenti, secondo le nuove disposizioni anti Covid, interessa il periodo che va dal 21 dicembre 2020 al 6 gennaio 2021.

Per questo motivo molti italiani si sono organizzati per spostarsi, usufruendo del trasporto ferroviario come vettore, in modo da poter passare le Feste in compagnia dei parenti.

Entro tre giorni dalla ricezione della comunicazione da parte dell’Antitrust, Trenitalia e NTV dovranno comunicare con quali criteri hanno determinato il numero di collegamenti e i posti disponibili sulle principali tratte nazionali, per fronteggiare l’incremento della domanda.

Non solo: per stabilire i motivi dell’aumento dei prezzi dei biglietti, dovranno dichiararne i criteri di maggiorazione.

È evidente che si tratta di una speculazione intollerabile rialzare i prezzi in modo esorbitante.

I rincari ci sono sempre stati nei momenti di maggiore richiesta, così come negli orari di punta, ma non in modo così consistente.

Inoltre è inaccettabile che avvenga durante un momento di così grande difficoltà per il Paese e per i viaggiatori.

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