Giuseppe Pennuto

Il rischio è che in sede giudiziale il comando dei vigili urbani possa tirar fuori la carta che a lei manca, dimostrando che l’avvenuta consegna del verbale, per la notifica al trasgressore, è stata affidata al messo comunale in data 19 settembre 2018.

Deve quindi presentare istanza scritta di accesso agli atti per prendere visione del documento che accerta l’intervenuto affidamento, al messo comunale (il vigile urbano), della copia del verbale per la notifica al sanzionato, in data 19 settembre 2018, avendo cura, nelle more della consegna del documento richiesto, di non far inutilmente decorrere i 30 giorni, dalla notifica del verbale al sanzionato, oltre i quali il ricorso al Giudice di Pace competente risulterebbe inammissibile.

Qualora non ricevesse risposta in tempi sufficienti a rispettare i termini di legge previsti per la presentazione del ricorso (trenta giorni che decorrono comunque a partire dal 20 dicembre 2018) dovrà rivolgersi al giudice di pace segnalando anche il tentativo, inutile, di accesso agli atti ed allegando la relativa istanza (protocollata).

La procedura implementata dal comando dei vigili urbani, qualora non esistesse un documento di affidamento al messo risultante dal protocollo generale cronologico (impossibile se si tratta di affidamento interno) sarebbe ampiamente viziata dal momento che l’ente accertatore non può notificare un verbale di multa dopo i 90 giorni decorrenti dall’accertamento semplicemente asserendo che il verbale è stato consegnato in ritardo all’incaricato (peraltro un dipendente dell’ente e non un terzo – in pratica sarebbe come suonarsela e cantarsela …) o producendo una relata di consegna al messo non registrata con numero di protocollo generale, unica prova per mezzo della quale è possibile risalire alla data effettiva di affidamento del plico per la notifica al sanzionato.

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