Patrizio Oliva

Tra pochissimi giorni, ovvero a data limite 31 dicembre 2018, è stata fissata la scadenza del termine, previsto dalla normativa antiriciclaggio, per poter estinguere definitivamente i libretti al portatore (quelli non nominali) bancari o postali ancora esistenti.

Per questo è indispensabile che chi abbia ancora uno o più libretti al portatore si rechi presso la propria banca o ufficio postale prima del 31 dicembre e ne richiedano la regolare estinzione in modo da non incorrere nelle sanzioni previste dalla normativa.

Ma cerchiamo di vederci più chiaro.

I libretti al portatore bancari e postali sono stati per decenni il simbolo e lo strumento del risparmio per milioni di famiglie e un modo per donare denaro e futuro a figli e nipoti, con la cifra iniziale rimpolpata in occasione di ricorrenze e di eventi.

Poi, hanno cominciato a utilizzarli anche i riciclatori di denaro sporco e gli evasori fiscali.

A breve, tolti definitivamente dalla circolazione, andranno tutti al macero.

Sono destinati a diventare un ricordo, un scheggia di storia patria e del costume.

Dando corso a una direttiva Ue, varata per contrastare il riciclaggio dei proventi del crimine e i finanziamenti al terrorismo, sono stati messi fuori legge anche in Italia.

Rimarranno, invece, i libretti nominativi.

Dunque, le opzioni possibili, per rientrare in possesso dei soldi accantonati sui libretti anonimi, sono tre: trasferire i soldi su un conto corrente, chiedere la conversione in un libretto nominativo, incassare il saldo in contanti.

Per tutti i ritardatari, ossia per tutti i portatori di libretto che si dovessero presentare allo sportello dopo il termine del 31 dicembre, la banca o l’ufficio postale saranno obbligati a inoltrare una comunicazione al Ministero dell’Economia e delle Finanze che potrà applicare una sanzione pecuniaria da 250 a 500 euro.

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